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martedì, Dicembre 6, 2022
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HomeAdi ParvaLa tavola dei contenuti 1

La tavola dei contenuti 1

I racconti più antichi vedono gli dei come protagonisti e la scena è per lo più il cielo, ma mano a mano che gli uomini prendono maggiore consapevolezza, entrano in scena a loro volta e nasce così l’epopea, che fa scendere gli dei sulla terra e salire gli uomini al cielo. Attingendo a un antichissimo patrimonio mitico che propone l’eterno conflitto fra le forze del bene e quelle del male, l’epica indiana mette in scena dei e demoni, ora incarnatisi sotto spoglie umane, ora procreatori di eroi. Ma gli eroi dell’epopea indiana spesso si dimenticano di essere figli di dei, ovvero rappresentanti di una volontà superiore: la dimenticanza diviene metafora dell’ignoranza e l’intreccio degli eventi serve come strumento per recuperare la memoria di sé.
Il “Mahabharata”, frutto di stratificazioni successive e composto in un lungo arco di tempo fra il IV sec. a.C. e il IV sec. d.C. – con un nucleo, sembra, ascrivibile addirittura al IX/VIII a.C. -, è costituito da 110.000 strofe divise in 18 libri, più un’appendice, l’Harivaṃśa. Benché frutto di diversi interventi, è tradizionalmente ascritto a Vyāsa, antenato comune delle due famiglie guerriere che si fronteggiano nel poema. Lungi dall’essere opera morta, è tutt’ora noto alla popolazione e continuamente riproposto

FONTE: Introduzione al teatro indiano di Marilia albanese – Pagina 4

Il Maha Bharata
di
Krishna-Dvaipayana Vyasa

Recenzione meridionale
Edizione Kumbhaghonam

Libro Primo

ADI PARVA
(Il libro delle origini)

ANUKRAMANIKA PARVA
(La Tavola dei contenuti)

SEZIONE 1
Arrivo a Naimisha

नारायणं नमस्कृत्य नरं चैव नरॊत्तमम ।
देवीं सरस्वतीं चैव ततॊ जयम उदीरयेत ॥०॥
nārāyaṇaṃ namaskṛtya naraṃ caiva narottamam |
devīṃ sarasvatīṃ caiva tato jayam udīrayet ||0||

Om! Chino al cospetto di Narayana1 e Nara2, i più esaltati tra i maschi, sottomesso al cospetto della devi3 Sarasvati4, non posso che urlare jaya5.

लॊमहर्षणपुत्र उग्रश्रवाः सूतः पौराणिकॊ
नैमिषारण्ये शौनकस्य कुलपतेर दवादशवार्षिके सत्रे ॥१॥
lomaharṣaṇaputra ugraśravāḥ sūtaḥ paurāṇiko
naimiṣāraṇye śaunakasya kulapater dvādaśavārṣike satre ||1||

Ugrasrava6, figlio di Lomharshana7, altrimenti noto come il suta8, ben versato nei purana9, nella vasta foresta di Naimisha10, accudì per dodici anni al sacrificio (satre) diretto da Shaunaka11 noto come Kulapati12.

समासीनान अभ्यगच्छद बरह्मर्षीन संशितव्रतान ।
विनयावनतॊ भूत्वा कदा चित सूतनन्दनः ॥२॥
samāsīnān abhyagacchad brahmarṣīn saṃśitavratān |
vinayāvanato bhūtvā kadā cit sūtanandanaḥ ||2||

Avvicinatosi ai brahmana13, rishi14 di rigidi voti appositamente riuniti, il figlio del suta15 fece un profondo inchino, quando

तम आश्रमम अनुप्राप्तं नैमिषारण्यवासिनः ।
चित्राः शरॊतुं कथास तत्र परिवव्रुस तपस्विनः ॥३॥
tam āśramam anuprāptaṃ naimiṣāraṇyavāsinaḥ |
citrāḥ śrotuṃ kathās tatra parivavrus tapasvinaḥ ||3||

raggiunse il recluso ashrama16 degli abitanti della foresta Naimisha, desiderosi di udire le storie quegli asceti lo circondarono,

अभिवाद्य मुनींस तांस तु सर्वान एव कृताञ्जलिः ।
अपृच्छत स तपॊवृद्धिं सद्भिश चैवाभिनन्दितः ॥४॥
abhivādya munīṃs tāṃs tu sarvān eva kṛtāñjaliḥ |
apṛcchat sa tapovṛddhiṃ sadbhiś caivābhinanditaḥ ||4||

uniti i palmi delle mani, salutò tutti i muni17 e dai santi era salutato, poi li interrogò sul progresso del loro tapas18.

अथ तेषूपविष्टेषु सर्वेष्व एव तपस्विषु ।
निर्दिष्टम आसनं भेजे विनयाल लॊमहर्षणिः ॥५॥
atha teṣūpaviṣṭeṣu sarveṣv eva tapasviṣu |
nirdiṣṭam āsanaṃ bheje vinayāl lomaharṣaṇiḥ ||5||

Terminati i saluti si sedettero, il figlio di Lomaharshana con riguardo si accomodò sul seggio a lui assegnato.

सुखासीनं ततस तं तु विश्रान्तम उपलक्ष्य च ।
अथापृच्छद ऋषिस तत्र कश चित परस्तावयन कथाः ॥६॥
sukhāsīnaṃ tatas taṃ tu viśrāntam upalakṣya ca |
athāpṛcchad ṛṣis tatra kaś cit prastāvayan kathāḥ||6||

Vedendolo confortevolmente seduto, ripreso dalla fatica, un rishi dando inizio alla conversazione, disse:

कृत आगम्यते सौते कव चायं विहृतस तवया ।
कालः कमलपत्राक्ष शंसैतत पृच्छतॊ मम ॥७॥
kṛta āgamyate saute kva cāyaṃ vihṛtas tvayā |
kālaḥ kamalapatrākṣa śaṃsaitat pṛcchato mama ||7||

“Da dove vieni, come hai occupato il tuo tempo? O kamalapatraksha19, racconta, rispondi alle domande”.

एवं पृष्टोऽब्रवीत् सम्यग् यथावल्लौमहर्षणिः ।
वाक्यं वचनसंपन्नस्तेषां च चरिताश्रयम् ॥८॥
evaṃ pṛṣṭo:’bravīt samyag yathāvallaumaharṣaṇiḥ |
vākyaṃ vacanasaṃpannasteṣāṃ ca caritāśrayam ||8||

Quando quell’esperto nell’arte oratoria, circondato dai rishi fu interrogato, con parole consone,

तस्मिन् सदसि विस्तीर्णे मुनीनां भावितात्मनाम् ।
सूत उवाच जनमेजयस्य राजर्षेः सर्पसत्रे महात्मनः ॥९॥
tasmin sadasi vistīrṇe munīnāṃ bhāvitātmanām |
sūta uvāca janamejayasya rājarṣeḥ sarpasatre mahātmanaḥ ||9||

descrisse i luoghi visitati e ogni cosa accaduta. Il suta disse: “Al sacrificio dei serpenti di re Janamejaya20, al cospetto di quella grande anima,

समीपे पार्थिवेन्द्रस्य सम्यक पारिक्षितस्य च ।
कृष्णद्वैपायन परॊक्ताः सुपुण्या विविधाः कथाः ॥१०॥
samīpe pārthivendrasya samyak pārikṣitasya ca |
kṛṣṇadvaipāyana proktāḥ supuṇyā vividhāḥ kathāḥ ||10||

in presenza di quel sovrano figlio di Parikshit21, ho ascoltato le molteplici e meravigliose storie composte da Krishna22 il dvaipayana23,

कथिताश चापि विधिवद या वैशम्पायनेन वै ।
शरुत्वाहं ता विचित्रार्था महाभारत संश्रिताः ॥११॥
kathitāś cāpi vidhivad yā vaiśampāyanena vai |
śrutvāhaṃ tā vicitrārthā mahābhārata saṃśritāḥ ||11||

recitate nella loro interezza da Vaisampayana24, le complete e sorprendenti storie del Mahabharata.

बहूनि संपरिक्रम्य तीर्थान्य आयतनानि च ।
समन्तपञ्चकं नाम पुण्यं दविजनिषेवितम ॥१२॥
bahūni saṃparikramya tīrthāny āyatanāni ca |
samantapañcakaṃ nāma puṇyaṃ dvijaniṣevitam ||12||

Ho viaggiato, ho visitato numerosi luoghi, mi sono bagnato in acque sacre, ho soggiornato nella regione detta Samantapanchaka25, territorio venerato dai dvija26,

गतवान अस्मि तं देशं युद्धं यत्राभवत पुरा ।
पाण्डवानां कुरूणां च सर्वेषां च महीक्षिताम ॥१३॥
gatavān asmi taṃ deśaṃ yuddhaṃ yatrābhavat purā |
pāṇḍavānāṃ kurūṇāṃ ca sarveṣāṃ ca mahīkṣitām ||13||

dove un tempo fu combattuta la battaglia tra i figli di Kuru27 e i figli di Pandu28, dove i capi si scontrarono, l’uno contro l’altro.

दिदृक्षुर आगतस तस्मात समीपं भवताम इह ।
आयुष्मन्तः सर्व एव बरह्मभूता हि मे मताः ।
अस्मिन यज्ञे महाभागाः सूर्यपावक वर्चसः ॥१४॥
didṛkṣur āgatas tasmāt samīpaṃ bhavatām iha |
āyuṣmantaḥ sarva eva brahmabhūtā hi me matāḥ |
asmin yajñe mahābhāgāḥ sūryapāvaka varcasaḥ ||14||

In seguito, o reverendi, vinto dall’ansia di vedervi, ho raggiunto questo luogo sacrificale. A voi qui presenti, a voi eruditi, a voi che rappresentate Brahma29, a voi benedetti che in questo luogo risplendete come la radiosità del fuoco solare,

कृताभिषेकाः शुचयः कृतजप्या हुताग्नयः ।
भवन्त आसते सवस्था बरवीमि किम अहं दविजाः ॥१५॥
kṛtābhiṣekāḥ śucayaḥ kṛtajapyā hutāgnayaḥ |
bhavanta āsate svasthā bravīmi kim ahaṃ dvijāḥ ||15||

a voi che siete purificati dalle sacre abluzioni, a voi che siete la conclusione della silente meditazione e gli alimentatori del fuoco sacro, dite o dvija, cosa volete ascoltare?

L’ascolto del Mahabharata

पुराणसंश्रिताः पुण्याः कथा वा धर्मसंश्रिताः ।
इतिवृत्तं नरेन्द्राणाम ऋषीणां च महात्मनाम ॥१६॥
purāṇasaṃśritāḥ puṇyāḥ kathā vā dharmasaṃśritāḥ |
itivṛttaṃ narendrāṇām ṛṣīṇāṃ ca mahātmanām ||16||

Narrerò le storie raccolte nei purana, le quali contengono il dharma30, questo è illustrato con le vicende di sovrani degli uomini, di rishi dalla grande anima”.

रसयह ऋषय दवैपायनेन यत परॊक्तं पुराणं परमर्षिणा ।
सुरैर बरह्मर्षिभिश चैव शरुत्वा यद अभिपूजितम ॥१७॥
rsayah ūcuḥ dvaipāyanena yat proktaṃ purāṇaṃ paramarṣiṇā |
surair brahmarṣibhiś caiva śrutvā yad abhipūjitam ||17||

I rishi replicarono: “Inizialmente, l’opera fu esposta dall’illustre Dvaipayana, la quale fu ascoltata dai sura31 e dai brahmarishi32,

तस्याख्यान वरिष्ठस्य विचित्रपदपर्वणः ।
सूक्ष्मार्थ नयाययुक्तस्य वेदार्थैर भूषितस्य च ॥१८॥
tasyākhyāna variṣṭhasya vicitrapadaparvaṇaḥ |
sūkṣmārtha nyāyayuktasya vedārthair bhūṣitasya ca ||18||

questa fu da loro stimata come la più eminente narrazione esistente, diversa in dizione e divisione che possiede un sottile e logico significato estrapolato dall’elaborazione dei Veda33.

भारतस्येतिहासस्य पुण्यां गरन्थार्थ संयुताम ।
संस्कारॊपगतां बराह्मीं नानाशास्त्रॊपबृंहिताम ॥१९॥
bhāratasyetihāsasya puṇyāṃ granthārtha saṃyutām |
saṃskāropagatāṃ brāhmīṃ nānāśāstropabṛṃhitām ||19||

Questo racconto del Bharata, compendio di tutte le scritture che con un linguaggio elegante espone e sviluppa, rendendo comprensibili il contenuto dei quattro Veda.

जनमेजयस्य यां राज्ञॊ वैशम्पायन उक्तवान ।
यथावत स ऋषिस तुष्ट्या सत्रे दवैपायनाज्ञया ॥२०॥
janamejayasya yāṃ rājño vaiśampāyana uktavān |
yathāvat sa ṛṣis tuṣṭyā satre dvaipāyanājñayā ||20||

Recitata durante il sacrificio da Vaisampayana al cospetto di Janamejaya, con il consenso di Dvaipayana.

वेदैश चतुर्भिः समितां वयासस्याद्भुत कर्मणः ।
संहितां शरॊतुम इच्छामॊ धर्म्यां पापभयापहाम ॥२१॥
vedaiś caturbhiḥ samitāṃ vyāsasyādbhuta karmaṇaḥ |
saṃhitāṃ śrotum icchāmo dharmyāṃ pāpabhayāpahām ||21||

Come i quattro Veda, vogliamo ascoltarla così com’è stata recitata da Vyasa34, vogliamo conoscere la buona novella che allontana la paura del male.”

सूत उवाच आद्यं पुरुषम ईशानं पुरुहूतं पुरु षटुतम ।
ऋतम एकाक्षरं बरह्म वयक्ताव्यक्तं सनातनम ॥२२॥
sūta uvāca | ādyaṃ puruṣam īśānaṃ puruhūtaṃ puru ṣṭutam
ṛtam ekākṣaraṃ brahma vyaktāvyaktaṃ sanātanam ||22||

Il suta rispose: “Offro i miei omaggi a Isana35, l’essere primordiale, al quale tutti offrono adorazione e fanno offerte, il quale è il vero e unico Brahma, percettibile e impercettibile,

असच च सच चैव च यद विश्वं सद असतः परम ।
परावराणां सरष्टारं पुराणं परम अव्ययम ॥२३॥
asac ca sac caiva ca yad viśvaṃ sad asataḥ param |
parāvarāṇāṃ sraṣṭāraṃ purāṇaṃ param avyayam ||23||

colui che è bene e male, colui che presiede quanto esiste e non esiste, colui che è il creatore dell’alto e del basso,

मङ्गल्यं मङ्गलं विष्णुं वरेण्यम अनघं शुचिम ।
नमस्कृत्य हृषीकेशं चराचरगुरुं हरिम ॥२४॥
maṅgalyaṃ maṅgalaṃ viṣṇuṃ vareṇyam anaghaṃ śucim |
namaskṛtya hṛṣīkeśaṃ carācaraguruṃ harim ||24||

colui che è Vishnu36, il magnifico ed inesauribile uno, colui che merita adorazione, Hari37 che è la guida di tutte le cose mobili ed immobili.

महर्षेः पूजितस्येह सर्वलॊके महात्मनः ।
प्रवक्ष्यामि मतं पुण्यं व्यासस्याद्धतकर्मणः ॥२५॥
maharṣeḥ pūjitasyeha sarvaloke mahātmanaḥ |
pravakṣyāmi mataṃ puṇyaṃ vyāsasyāddhatakarmaṇaḥ ||25||

Di quel grande rishi venerato nei mondi, di quella grande anima di Vyasa dall’infinito splendore racconterò la storia intera.

आचख्युः कवयः के चित संप्रत्याचक्षते परे ।
आख्यास्यन्ति तथैवान्ये इतिहासम इमं भुवि ॥२६॥
ācakhyuḥ kavayaḥ ke cit saṃpratyācakṣate pare |
ākhyāsyanti tathaivānye itihāsam imaṃ bhuvi ||26||

Questa storia è già stata resa nota, in questo momento qualcuno la sta insegnando e altri la stanno propagando su tutto il pianeta.

इदं तु तरिषु लॊकेषु महज जञानं परतिष्ठितम ।
विस्तरैश च समासैश च धार्यते यद दविजातिभिः ॥२७॥
idaṃ tu triṣu lokeṣu mahaj jñānaṃ pratiṣṭhitam |
vistaraiś ca samāsaiś ca dhāryate yad dvijātibhiḥ ||27||

Si è diffusa nei triloka38, grande conoscenza, posseduta in dettaglio e compendio dai dvija.

अलंकृतं शुभैः शब्दैः समयैर दिव्यमानुषैः ।
छन्दॊ वृत्तैश च विविधैर अन्वितं विदुषां परियम ॥२८॥
alaṃkṛtaṃ śubhaiḥ śabdaiḥ samayair divyamānuṣaiḥ |
chando vṛttaiś ca vividhair anvitaṃ viduṣāṃ priyam ||28||

Abbellita con bellissime e appropriate parole, con discorsi tra divya39 e manusha40, con varie rime è cara ai colti.

La creazione

निष्प्रभे ऽसमिन निरालॊके सर्वतस तमसावृते ।
बृहद अण्डम अभूद एकं परजानां बीजम अक्षयम ॥२९॥
niṣprabhe ‘smin nirāloke sarvatas tamasāvṛte |
bṛhad aṇḍam abhūd ekaṃ prajānāṃ bījam akṣayam ||29||

In quest’universo privo di brillantezza, di luce e avvolto nelle tenebre, perenne seme di tutti gli esseri un grande uovo si è manifestato.

युगस्यादौ निमित्तं तन महद दिव्यं परचक्षते ।
यस्मिंस तच छरूयते सत्यं जयॊतिर बरह्म सनातनम ॥३०॥
yugasyādau nimittaṃ tan mahad divyaṃ pracakṣate |
yasmiṃs tac chrūyate satyaṃ jyotir brahma sanātanam ||30||

Questa è l’inspiegabile causa che origina lo yuga41, in cui esiste la vera luce, Brahma l’eterno uno.

अद्भुतं चाप्य अचिन्त्यं च सर्वत्र समतां गतम ।
अव्यक्तं कारणं सूक्ष्मं यत तत सदसद आत्मकम ॥३१॥
adbhutaṃ cāpy acintyaṃ ca sarvatra samatāṃ gatam |
avyaktaṃ kāraṇaṃ sūkṣmaṃ yat tat sadasad ātmakam ||31||

Il meraviglioso e inconcepibile essere, onnipresente, invisibile, sottile causa dell’esistenza e della non esistenza.

यस्मात पितामहॊ जज्ञे परभुर एकः परजापतिः ।
बरह्मा सुरगुरुः सथाणुर मनुः कः परमेष्ठ्य अथ ॥३२॥
yasmāt pitāmaho jajñe prabhur ekaḥ prajāpatiḥ |
brahmā suraguruḥ sthāṇur manuḥ kaḥ parameṣṭhy atha ||32||

Dal quale uscirono Pitamaha42, Prajapati43, Suraguru44, Sthanu45, Manu46, Ka, Parameshti47

पराचेतसस तथा दक्षॊ दष्क पुत्राश च सप्त ये ।
ततः परजानां पतयः पराभवन्न एकविंशतिः ॥३३॥
prācetasas tathā dakṣo daṣka putrāś ca sapta ye |
tataḥ prajānāṃ patayaḥ prābhavann ekaviṃśatiḥ ||33||

e i Praceta48, Daksha49 e i sette figli di Daksha. Quindi venero al mondo i ventuno patriarchi.

पुरुषश चाप्रमेयात्मा यं सर्वम ऋषयॊ विदुः ।
विश्वे देवास तथादित्या वसवॊ ऽथाश्विनाव अपि ॥३४॥
puruṣaś cāprameyātmā yaṃ sarvam ṛṣayo viduḥ |
viśve devās tathādityā vasavo ‘thāśvināv api ||34||

Poi apparve il Purusha50 di inconcepibile natura che tutti i rishi conoscono, seguito dai Visvedeva51, dagli Aditya52, dai Vasu53 e dai gemelli Asvini54.

यक्षाः साध्याः पिशाचाश च गुह्यकाः पितरस तथा ।
ततः परसूता विद्वांसः शिष्टा बरह्मर्षयॊ ऽमलाः ॥३५॥
yakṣāḥ sādhyāḥ piśācāś ca guhyakāḥ pitaras tathā |
tataḥ prasūtā vidvāṃsaḥ śiṣṭā brahmarṣayo: ‘malāḥ ||35||

Poi apparvero gli Yaksha55, i Sadhya56, i Pisacha57, i Guyaka e i Pitri58. Poi seguirono i Prasuta59, i colti e gli immacolati Brahmarishi

राजर्षयश च बहवः सर्वैः समुदिता गुणैः ।
आपॊ दयौः पृथिवी वायुर अन्तरिक्षं दिशस तथा ॥३६॥
rājarṣayaś ca bahavaḥ sarvaiḥ samuditā guṇaiḥ |
āpo dyauḥ pṛthivī vāyur antarikṣaṃ diśas tathā ||36||

e numerosi Rajarishi60, entrambi distinti da molteplici qualità. Quindi l’acqua, il firmamento, la terra, l’aria, il cielo e le direzioni,

संवत्सरर्तवॊ मासाः पक्षाहॊ रात्रयः करमात ।
यच चान्यद अपि तत सर्वं संभूतं लॊकसाक्षिकम ॥३७॥
saṃvatsarartavo māsāḥ pakṣāho rātrayaḥ kramāt |
yac cānyad api tat sarvaṃ saṃbhūtaṃ lokasākṣikam ||37||

con le stagioni, gli anni, i mesi, i paksha61, con i giorni e le notti in successione. Ogni cosa manifesta visibile agli occhi,

यद इदं दृश्यते किं चिद भूतं सथावरजङ्गमम ।
पुनः संक्षिप्यते सर्वं जगत पराप्ते युगक्षये ॥३८॥
yad idaṃ dṛśyate kiṃ cid bhūtaṃ sthāvarajaṅgamam |
punaḥ saṃkṣipyate sarvaṃ jagat prāpte yugakṣaye ||38||

quanto esiste di animato e inanimato, alla fine dello yuga, di nuovo l’universo sprofonderà nel caos.

यथर्ताव ऋतुलिङ्गानि नानारूपाणि पर्यये ।
दृश्यन्ते तानि तान्य एव तथा भावा युगादिषु ॥३९॥
yathartāv ṛtuliṅgāni nānārūpāṇi paryaye |
dṛśyante tāni tāny eva tathā bhāvā yugādiṣu ||39||

Come i frutti della terra sono rinnovati in accordo al trascorrere delle stagioni, così con l’inizio di nuovi yuga ogni cosa si ripete.

एवम एतद अनाद्य अन्तं भूतसंहार कारकम ।
अनादि निधनं लॊके चक्रं संपरिवर्तते ॥४०॥
evam etad anādy antaṃ bhūtasaṃhāra kārakam |
anādi nidhanaṃ loke cakraṃ saṃparivartate ||40||

Così il mondo continuerà le sue eterne rivoluzioni, senza inizio e senza fine, questa è l’eterna ruota che gira sul mondo.

Genealogie primordiali

तरयस तरिंशत सहस्राणि तरयस तरिंशच छतानि च ।
तरयस तरिंशच च देवानां सृष्टिः संक्षेप लक्षणा ॥४१॥
trayas triṃśat sahasrāṇi trayas triṃśac chatāni ca |
trayas triṃśac ca devānāṃ sṛṣṭiḥ saṃkṣepa lakṣaṇā ||41||

Per citare un breve esempio, la generazione dei deva62 sono trentatremilatrentatrecentotrentatre.

दिवः पुत्रॊ बृहद भानुश चक्षुर आत्मा विभावसुः ।
सविता च ऋचीकॊ ऽरकॊ भानुर आशा वहॊ रविः ॥४२॥
divaḥ putro bṛhad bhānuś cakṣur ātmā vibhāvasuḥ |
savitā ca ṛcīko ‘rko bhānur āśā vaho raviḥ ||42||

I figli di Diva63 sono: Brihadbhanu64, Chakshu65, Atma66, Vibhavasu67, Savita68, Richika, Arka69, Bhanu70, Ashabaha e Ravi71.

पुत्रा विवस्वतः सर्वे मह्यस तेषां तथावरः ।
देव भराट तनयस तस्य तस्मात सुभ्राड इति समृतः ॥४३॥
putrā vivasvataḥ sarve mahyas teṣāṃ tathāvaraḥ |
deva bhrāṭ tanayas tasya tasmāt subhrāḍ iti smṛtaḥ ||43||

Di questi il primogenito di Vivasvan72 è Mahya73, Devabraj è suo figlio e di costui Subraj74 è figlio.

सुभ्राजस तु तरयः पुत्राः परजावन्तॊ बहुश्रुताः ।
दश जयॊतिः शतज्यॊतिः सहस्रज्यॊतिर आत्मवान ॥४४॥
subhrājas tu trayaḥ putrāḥ prajāvanto bahuśrutāḥ |
daśa jyotiḥ śatajyotiḥ sahasrajyotir ātmavān ||44||

Di Subraj conosciamo tre figli di numerosa progenie, Dasajyoti75, Satajyoti76 e Sahasrajyoti77.

दशपुत्रसहस्राणि दशज्योतेर्महात्मनः ।
ततो दशगुणाश्चान्ये शतज्योतेरिहात्मजाः ॥४५॥
daśaputrasahasrāṇi daśajyotermahātmanaḥ |
tato daśaguṇāścānye śatajyoterihātmajāḥ ||45||

Diecimila sono i figli di quel mahatma di Dasayoti e dieci volte tanto sono i figli di Satajyoti.

भूयस ततॊ दशगुणाः सहस्रज्यॊतिषः सुताः ।
तेभ्यॊ ऽयं कुरुवंशश च यदूनां भरतस्य च ॥४६॥
bhūyas tato daśaguṇāḥ sahasrajyotiṣaḥ sutāḥ |
tebhyo ‘yaṃ kuruvaṃśaś ca yadūnāṃ bharatasya ca ||46||

Di nuovo dieci volte tanto sono i figli di Saharajyoti. Da questi discendono i Kuru, gli Yadu78, i Bharata79,

ययातीक्ष्वाकु वंशश च राजर्षीणां च सर्वशः ।
संभूता बहवॊ वंशा भूतसर्गाः सविस्तराः ॥४७॥
yayātīkṣvāku vaṃśaś ca rājarṣīṇāṃ ca sarvaśaḥ |
saṃbhūtā bahavo vaṃśā bhūtasargāḥ savistarāḥ ||47||

gli Yajati80, degli Ikshvaku81 e di tutti i Rajarishi. Da questi discendono tutte le creature.

भूतस्थानानि सर्वाणि रहस्यं विविधं च यत ।
वेद यॊगं सविज्ञानं धर्मॊ ऽरथः काम एव च ॥४८॥
bhūtasthānāni sarvāṇi rahasyaṃ vividhaṃ ca yat |
veda yogaṃ savijñānaṃ dharmo ‘rthaḥ kāma eva ca ||48||

E tutti gli esseri ebbero un luogo dove risiedere, il triplice mistero, i Veda, lo yoga82, la vijnana83, il dharma84, l’artha85 e il kama86.

धर्मकामार्थ शास्त्राणि शास्त्राणि विविधानि च ।
लॊकयात्रा विधानं च संभूतं दृष्टवान ऋषिः ॥४९॥
dharmakāmārtha śāstrāṇi śāstrāṇi vividhāni ca |
lokayātrā vidhānaṃ ca saṃbhūtaṃ dṛṣṭavān ṛṣiḥ ||49||

Furono scritti i trattati sul dharma, sull’artha, sul kama e le regole di condotta per l’umanità, visti dal rishi.

इतिहासाः सवैयाख्या विविधाः शरुतयॊ ऽपि च ।
इह सर्वम अनुक्रान्तम उक्तं गरन्थस्य लक्षणम ॥५०॥
itihāsāḥ savaiyākhyā vividhāḥ śrutayo ‘pi ca |
iha sarvam anukrāntam uktaṃ granthasya lakṣaṇam ||50||

Storie, dialoghi e numerosi sruti87, sono qui raccontati con ordine e indicizzati in sezioni.

विस्तीर्यैतन महज जञानम ऋषिः संक्षेपम अब्रवीत ।
इष्टं हि विदुषां लॊके समास वयास धारणम ॥५१॥
vistīryaitan mahaj jñānam ṛṣiḥ saṃkṣepam abravīt |
iṣṭaṃ hi viduṣāṃ loke samāsa vyāsa dhāraṇam ||51||

Tutto quello visto dal rshi è qui ricordato in sintesi. I dotti del mondo desiderano possedere sia i resoconti dettagliati che quelli abbreviati.

मन्वादि भारतं के चिद आस्तीकादि तथापरे ।
तथॊपरिचराद्य अन्ये विप्राः सम्यग अधीयते ॥५२॥
manvādi bhārataṃ ke cid āstīkādi tathāpare |
tathoparicarādy anye viprāḥ samyag adhīyate ||52||

Qualcuno studia il Bharata dal principio, altri cominciano dalla storia di Astika88, altri ancora dalla storia di Uparichara, mentre alcuni lo studiano nella sua interezza.

विविधं संहिता जञानं दीपयन्ति मनीषिणः ।
वयाख्यातुं कुशलाः के चिद गरन्थं धारयितुं परे ॥५३॥
vividhaṃ saṃhitā jñānaṃ dīpayanti manīṣiṇaḥ |
vyākhyātuṃ kuśalāḥ ke cid granthaṃ dhārayituṃ pare ||53||

I dotti mostrano cultura nel commentarlo. Altri sono abili nello spiegarlo, altri sono idonei nel ricordarlo.

Brahma l’essere immenso

तपसा बरह्मचर्येण वयस्य वेदं सनातनम ।
इतिहासम इमं चक्रे पुण्यं सत्यवती सुतः ॥५४॥
tapasā brahmacaryeṇa vyasya vedaṃ sanātanam |
itihāsam imaṃ cakre puṇyaṃ satyavatī sutaḥ ||54||

Per mezzo di austere penitenze, prima ha analizzato l’eterno Veda, poi il figlio di Satyavati89 compose questa storia.

पराशरात्मजॊ विद्वान बरह्मर्षिः संशितव्रतः ।
तदाख्यानवरिष्ठं स कृत्वा द्वैपायनः प्रभुः ॥५५॥
parāśarātmajo vidvān brahmarṣiḥ saṃśitavrataḥ |
tadākhyānavariṣṭhaṃ sa kṛtvā dvaipāyanaḥ prabhuḥ ||55||

Quando, il figlio di Parasara90, il brahmarishi dai fermi voti, il dvaypayana91, il maestro

कथमध्यापयानीह शिष्यानित्यन्वचिन्तयत् ।
तस्य तच्चिन्तितं ज्ञात्वा ऋषेद्वैपायनस्य च ॥५६॥
kathamadhyāpayānīha śiṣyānityanvacintayat |
tasya taccintitaṃ jñātvā ṛṣedvaipāyanasya ca ||56||

completò questa grande narrazione, iniziò a pensare il modo per insegnarla ai propri allievi.

तत्राजगाम भगवान्ब्रह्मा लोकगुरुः स्वयम् ।
प्रीत्यर्थं तस्य चैवर्षेर्लोकानां हितकाम्यया ॥५७॥
tatrājagāma bhagavānbrahmā lokaguruḥ svayam |
prītyarthaṃ tasya caivarṣerlokānāṃ hitakāmyayā ||57||

Quel maestro, bhagavan92 Brahma, per il bene delle persone, raggiunse quel luogo per gratificarlo.

तं दृष्ट्वा विस्मितो भूत्वा प्राञ्जलि: प्रणत: स्थितः ।
आसनं कल्पयामास सर्वैर्मुनिगणैर्वृतः ॥५८॥
taṃ dṛṣṭvā vismito bhūtvā prāñjali: praṇata: sthitaḥ |
āsanaṃ kalpayāmāsa sarvairmunigaṇairvṛtaḥ ||58||

Quando lo vide, circondato da tutte le classi di muni, sorpreso, in piedi con le mani giunte, s’inchinò ai suoi piedi e ordinò per lui un posto a sedere,

हिरण्यगर्भमासीनं तस्मिंस्तु परमासने ।
परिवृत्यासनाभ्यासे वासवेयः स्थितोऽभवत् ॥५९॥
hiraṇyagarbhamāsīnaṃ tasmiṃstu paramāsane |
parivṛtyāsanābhyāse vāsaveyaḥ sthito:’bhavat ||59||

fece un giro, in segno di rispetto intorno a colui che è conosciuto come hiranyagarbha93 per poi fermarsi vicino.

अनुज्ञातोऽथ कृष्णस्तु ब्रह्मणा परमेष्ठिना ।
निषसादासनाभ्यासे प्रीयमाणः शुचिस्मितः ॥६०॥
anujñāto:’tha kṛṣṇastu brahmaṇā parameṣṭhinā |
niṣasādāsanābhyāse prīyamāṇaḥ śucismitaḥ ||60||

Poi comandato da Parameshti, il Brahmana colmo d’affetto, gioioso si sedette vicino al seggio.

उवाच स महातेजा ब्रह्माणं परमेष्ठिनम् ।
कृतं मयेदं भगवान्काव्यं परमपूजितम् ॥६१॥
uvāca sa mahātejā brahmāṇaṃ parameṣṭhinam |
kṛtaṃ mayedaṃ bhagavānkāvyaṃ paramapūjitam ||61||

Rivolgendosi al glorioso Parameshti, il brahmana disse: “Bhagavan con grande attenzione ho composto un poema.

ब्रह्मन्वेदरहस्यं च यच्चान्यत्स्थापितं मया ।
साङ्गोपनिषदां चैव वेदानां विस्तरक्रिया ॥६२॥
brahmanvedarahasyaṃ ca yaccānyatsthāpitaṃ mayā |
sāṅgopaniṣadāṃ caiva vedānāṃ vistarakriyā ||62||

Contiene il mistero dei Veda e altri argomenti sono spiegati. Contiene gli inni dei Veda, le Upanishad94 con le loro Anga95.

इतिहासपुराणानामुन्मेषं निर्मितं च यत् ।
भूतं भव्यं भविष्यं च त्रिविधं कालसंज्ञितम् ॥६३॥
itihāsapurāṇānāmunmeṣaṃ nirmitaṃ ca yat |
bhūtaṃ bhavyaṃ bhaviṣyaṃ ca trividhaṃ kālasaṃjñitam ||63||

Contiene i Purana e la storia da me ideata a cui ho dato un titolo e che richiamerà le tre funzioni del tempo, quali: il passato, il presente e il futuro.

जरामृत्युभयव्याधिभावाभावविनिश्चयः ।
विविधस्य च धर्मस्य ह्याश्रमाणां च लक्षणम् ॥६४॥
jarāmṛtyubhayavyādhibhāvābhāvaviniścayaḥ |
vividhasya ca dharmasya hyāśramāṇāṃ ca lakṣaṇam ||64||

Contiene le determinazioni della vita umana quali: la decadenza, la paura, la malattia, l’esistenza e la non-esistenza, la descrizione degli usi e dei costumi dei vari popoli, i doveri concernenti le quattro caste,

चातुर्वर्ण्यविधानं च पुराणानां च कृत्स्नशः ।
तपसो ब्रह्मचर्यस्य पृथिव्याश्चन्द्रसूर्ययोः ॥६५॥
cāturvarṇyavidhānaṃ ca purāṇānāṃ ca kṛtsnaśaḥ |
tapaso brahmacaryasya pṛthivyāścandrasūryayoḥ ||65||

Contiene le regole per le quattro caste, l’essenza dei Purana, i doveri del tapas per i brahmacharya96, le dimensioni della Terra, della Luna, del Sole,

ग्रहनक्षत्रताराणां प्रमाणं च युगे: सह ।
ऋचो यजूंषि सामानि वेदाध्यात्मं तथैव च ॥६६॥
grahanakṣatratārāṇāṃ pramāṇaṃ ca yuge: saha |
ṛco yajūṃṣi sāmāni vedādhyātmaṃ tathaiva ca ||66||

dei pianeti e delle costellazioni, le cui orbite determinano la durata degli yuga. Contiene il Rig Veda97, lo Yajur Veda98 e l’Adhyatma99.

न्यायशिक्षा चिकित्सा च दानं पाशुपतं तथा ।
हेतुनैव समं जन्म दिव्यमानुषसंज्ञितम् ॥६७॥
nyāyaśikṣā cikitsā ca dānaṃ pāśupataṃ tathā |
hetunaiva samaṃ janma divyamānuṣasaṃjñitam ||67||

Contiene la scienza chiamata Naya100, la carità, il Pasupata101, le nascite celesti e umane per particolari propositi.

तीर्थानां चैव पुण्यानां देशानां चैव कीर्तनम् ।
नदीनां पर्वतानां च बनानां सागरस्य च ॥६८॥
tīrthānāṃ caiva puṇyānāṃ deśānāṃ caiva kīrtanam |
nadīnāṃ parvatānāṃ ca banānāṃ sāgarasya ca ||68||

Contiene la descrizione di luoghi di pellegrinaggio, di fiumi, di montagne, di foreste, di oceani,

पुराणां चैव दिव्यानां कल्पानां युद्धकौशलम् ।
वाक्यजातिविशेषाश्च लोकयात्राक्रमच यः ॥६९॥
purāṇāṃ caiva divyānāṃ kalpānāṃ yuddhakauśalam |
vākyajātiviśeṣāśca lokayātrākramaca yaḥ ||69||

di città celesti e di kalpa102. Contiene l’arte della guerra, le usanze delle nazioni, i loro linguaggi e la natura del comportamento umano.

यच्चापि सर्वं वस्तु तच्चैव प्रतिपादितम् ।
परं न लेखकः कश्चिदेतस्य भुवि विद्यते ॥७०॥
yaccāpi sarvaṃ vastu taccaiva pratipāditam |
paraṃ na lekhakaḥ kaścidetasya bhuvi vidyate ||70||

Tutto questo è collocato nel poema. Ma non è scritto, sulla Terra non esiste scrittore capace di farlo.

ब्रह्मोवाच तपोविशिष्टादपि वै विशिष्टान्मुनिसंचयात् ।
मन्ये श्रेष्ठतरं त्वां वै रहस्यज्ञानवेदनात् ॥७१॥
brahmovāca tapoviśiṣṭādapi vai viśiṣṭānmunisaṃcayāt |
manye śreṣṭhataraṃ tvāṃ vai rahasyajñānavedanāt ||71||

Brahma rispose: “Per la tua conoscenza del divino mistero, tu sei il più stimato e tra i muni che sono famosi per la loro santità.

जन्मप्रभृति सत्यां ते वेदि गां ब्रह्मवादिनीम् ।
त्वया च काव्यमित्युक्तं तस्मात्काव्यं भविष्यति ॥७२॥
janmaprabhṛti satyāṃ te vedi gāṃ brahmavādinīm |
tvayā ca kāvyamityuktaṃ tasmātkāvyaṃ bhaviṣyati ||72||

So che hai rivelato con lingua veritiera le divine parole cominciando dalla prima di queste. A ragione lo hai chiamato poema, per questo sarà conosciuto come poema.

अस्य काव्यस्य कवयो न समर्था विशेषणे ।
विशेषणे गृहस्थस्य शेषास्त्रय इवाश्रमाः ॥७३॥
asya kāvyasya kavayo na samarthā viśeṣaṇe |
viśeṣaṇe gṛhasthasya śeṣāstraya ivāśramāḥ ||73||

Non esiste poeta la cui opera possa eguagliare la tua, così come i tre modi di vita non possono eguagliare quello domestico.

काव्यस्य लेखानार्थाय गणेशः स्मर्यतां मुने ।
सौतिरुवाच एवमाभाष्य तं ब्रह्मा जगाम स्वं निवेशनम् ॥७४॥
kāvyasya lekhānārthāya gaṇeśaḥ smaryatāṃ mune |
sautiruvāca evamābhāṣya taṃ brahmā jagāma svaṃ niveśanam ||74||

Lascia che Ganesha103 sia evocato per scrivere il poema. Il suta continuò: Dopo aver parlato con il saggio, Brahma si ritirò per tornare alla propria dimora.

Ganesha il signore degli ostacoli

ततः सस्पार हेरम्बं व्यासः सत्यवतीसुतः ।
स्मृतमात्रो गणेशानो भक्तचिन्तितपूरकः ॥७५॥
tataḥ saspāra herambaṃ vyāsaḥ satyavatīsutaḥ |
smṛtamātro gaṇeśāno bhaktacintitapūrakaḥ ||75||

Debitamente concentrato, con il potere della mente Vyasa evocò Ganesha, colui che soddisfa i desideri dei propri devoti.

तत्राजगाम विघ्नेशो वेदव्यासो यतः स्थितः ।
पूजितश्चोपविष्टश्च व्यासेनोक्तस्तदाऽनघ ॥७६॥
tatrājagāma vighneśo vedavyāso yataḥ sthitaḥ |
pūjitaścopaviṣṭaśca vyāsenoktastadā:’nagha ||76||

In un istante egli si manifestò nell’eremo, esattamente nel posto dove Vedavyasa104 era seduto.

लेखको भारतस्यास्य भव त्वं गणनायक ।
मयैव प्रोच्यमानस्य मनसा कल्पितस्य च ॥७७॥
lekhako bhāratasyāsya bhava tvaṃ gaṇanāyaka |
mayaiva procyamānasya manasā kalpitasya ca ||77||

Dopo i saluti di rito e aver preso posto, [Vyasa disse:] “O Gananayaka105, tu sei il prescelto per scrivere il Bharata, così com’è stato prodotto dalla mia mente”.

श्रुत्वैतत्प्राह विघ्नेशो यदि मे लेखनी क्षणम् ।
लिखितो नावतिष्ठेत तदा स्यां लेखको ह्यहम् ॥७८॥
śrutvaitatprāha vighneśo yadi me lekhanī kṣaṇam |
likhito nāvatiṣṭheta tadā syāṃ lekhako hyaham ||78||

Udite le parole, Ganesha rispose: “Sarò lo scriba per il tuo lavoro, procurami una penna che non cessi mai di scrivere”.

व्यासोऽप्युवाच तं देवमबुद्ध्वा मा लिख क्वचित् ।
ओमित्यवत्वा गणेशोऽपि बभव किल लेखकः ॥७९॥
vyāso:’pyuvāca taṃ devamabuddhvā mā likha kvacit |
omityavatvā gaṇeśo:’pi babhava kila lekhakaḥ ||79||

Vyasa replicò: “Se hai difficoltà di comprensione devi interrompere la scrittura”. Pronunciando la sillaba OM, Ganesha assentì. Così Vyasa cominciò a dettare e Ganesha a scrivere.

ग्रन्थग्रन्थिं तदा चक्रे मुनिगूढं कुतूहलात् ।
यस्मिन्प्रतिज्ञया प्राह मुनिद्वैपायनस्त्विदम् ॥८०॥
granthagranthiṃ tadā cakre munigūḍhaṃ kutūhalāt |
yasminpratijñayā prāha munidvaipāyanastvidam ||80||

Per riposare, Vyasa collegava i nodi chiusi della composizione. Così continuava a dettare il lavoro che aveva iniziato.

अष्टौ श्लोकसहस्राणि अष्टौ श्लोकशतानि च ।
अहं वेधि शुको वेत्ति संजयो वेत्ति वा न वा ॥८१॥
aṣṭau ślokasahasrāṇi aṣṭau ślokaśatāni ca |
ahaṃ vedhi śuko vetti saṃjayo vetti vā na vā ||81||

Il suta continuò: “Ho compreso solo ottomila e ottocento versi, così Suka e forse Sanjaya106.

तच्छ्लोककूटमद्यापि ग्रथितं सुदृढं मुने ।
भेत्तुं न शक्यतेऽर्थस्य गूढत्वात्प्रश्रितस्य च ॥८२॥
tacchlokakūṭamadyāpi grathitaṃ sudṛḍhaṃ mune |
bhettuṃ na śakyate:’rthasya gūḍhatvātpraśritasya ca ||82||

O muni, per la complessità del loro significato, fino ad oggi nessuno ha compreso i versi chiusi.

सर्वज्ञोऽपि गणेशो यत् क्षणमास्ते विचारयन् ।
तावच्चकार व्यासोऽपि श्लोकानन्यान्बहूनपि ॥८३॥
sarvajño:’pi gaṇeśo yat kṣaṇamāste vicārayan |
tāvaccakāra vyāso:’pi ślokānanyānbahūnapi ||83||

Perfino il sapiente Ganesha, di tanto in tanto dovette fermarsi per riflettere, mentre Vyasa imperterrito, senza sosta continuava a comporre e dettare versi in grande abbondanza”.

अज्ञानतिमिरान्धस्य लोकस्य तु विचेष्टतः ।
ज्ञानाञ्जनशलाकाभिर्नेत्रोन्मीलनकारकम् ॥८४॥
ajñānatimirāndhasya lokasya tu viceṣṭataḥ |
jñānāñjanaśalākābhirnetronmīlanakārakam ||84||

La saggezza di quest’opera è paragonabile allo strumento per applicare il collirio, essa apre gli occhi a questo mondo reso cieco dalle tenebre dell’ignoranza.

धर्मार्थकाममोक्षार्थैः समासव्यासकीर्तनैः ।
तथा भारतसूर्येण नृणां विनिहतं तमः ॥८५॥
dharmārthakāmamokṣārthaiḥ samāsavyāsakīrtanaiḥ |
tathā bhāratasūryeṇa nṛṇāṃ vinihataṃ tamaḥ ||85||

Come il buio della notte è disperso, così il Bharata con le storie sul dharma, artha, kama e moksha107 disperde le tenebre dell’umana ignoranza.

पुराणपूर्णचन्द्रेण श्रुतिज्योत्स्नाः प्रकाशिताः ।
नृबुद्धिकौरवाणां च कृतमेतत् प्रकाशनम् ॥८६॥
purāṇapūrṇacandreṇa śrutijyotsnāḥ prakāśitāḥ |
nṛbuddhikauravāṇāṃ ca kṛtametat prakāśanam ||86||

Come la Luna piena, con i suoi raggi espande i semi delle ninfee, così questo Purana irradiando la luce della conoscenza espande l’intelligenza umana.

इतिहासप्रदीपेन मोहावरणधातिना ।
लोकगर्भगृहं कृत्स्नं यथावत्संप्रकाशितम् ॥८७॥
itihāsapradīpena mohāvaraṇadhātinā |
lokagarbhagṛhaṃ kṛtsnaṃ yathāvatsaṃprakāśitam ||87||

L’intera dimora del grembo della natura è adeguatamente illuminata dalla lampada della storia che distrugge le tenebre dell’ignoranza.

L’albero del Mahabharata

संग्रहाध्यायबीजो वै पौलोमास्तीकमूलवान् ।
संभवस्कन्धविस्तार: सभारण्यविटङ्कवान् ॥८८॥
saṃgrahādhyāyabījo vai paulomāstīkamūlavān |
saṃbhavaskandhavistāra: sabhāraṇyaviṭaṅkavān ||88||

Quest’opera è simile a un albero: la sessione introduttiva è il seme. Le divisioni Pauloma e Astika sono le radici. Quella chiamata Sambhava è il tronco. Quelle chiamate Sabha e Aranya i rami,

अरणीपर्वरूपाढ्यो विराटोद्योगसारवान् ।
भीष्मपर्वमहाशाखो द्रोणपर्वपलाशवान् ॥८९॥
araṇīparvarūpāḍhyo virāṭodyogasāravān |
bhīṣmaparvamahāśākho droṇaparvapalāśavān ||89||

mentre quella chiamata Arani è la nodosità. Le sezioni chiamate Virata e Udyoga sono il midollo. Quella chiamata Bhisma è il ramo principale. Quella chiamata Drona rappresenta le foglie.

कर्णपर्वसितैः पुष्पैः शल्यपर्वसुगन्धिभिः ।
स्त्री पर्वैषीकविश्रामः शान्तिपर्वमहाफलः ॥९०॥
karṇaparvasitaiḥ puṣpaiḥ śalyaparvasugandhibhiḥ |
strī parvaiṣīkaviśrāmaḥ śāntiparvamahāphalaḥ ||90||

Quella chiamata Karna rappresenta i fiori. Quella chiamata Salya è il loro dolce profumo. Quelle chiamate Stri e Aishika sono la fresca ombra. Quella chiamata Shanti rappresenta i grossi frutti.

अश्वमेधामृतरसस्त्वाश्रमस्थानसंशयः ।
मौशल: श्रुतिसंक्षेप: शिष्टद्विजनिषेवितः ॥९१॥
aśvamedhāmṛtarasastvāśramasthānasaṃśayaḥ |
mauśala: śrutisaṃkṣepa: śiṣṭadvijaniṣevitaḥ ||91||

La sezione chiamata Ashvamedha è la linfa vitale. Quella chiamata Asramavasika è il suolo dove cresce. Quella chiamata Mausala contiene l’essenza dei Veda.

सर्वेषां कविमुख्यानामुपजीव्यो भविष्यति ।
पर्जन्य इव भूतानामक्षयो भारतद्रुमः ॥९२॥
sarveṣāṃ kavimukhyānāmupajīvyo bhaviṣyati |
parjanya iva bhūtānāmakṣayo bhāratadrumaḥ ||92||

L’albero del Bharata è uno zampillo di inesauribile conoscenza, così come le nuvole sono la fonte di ispirazione che distingue tutti i poeti.

Composizione del grande Bharata

सौतिरुवाच तस्य वृक्षस्य वक्ष्यामि शाश्वत्पुष्पफलोदयम् ।
स्वादुमेध्यरसोपेतमच्छेद्यममरैरपि ॥९३॥
sautiruvāca tasya vṛkṣasya vakṣyāmi śāśvatpuṣpaphalodayam |
svādumedhyarasopetamacchedyamamarairapi ||93||

Il suta continuò: Narrerò dell’immortale fioritura e dei frutti portati da quest’albero, questi possiedono un puro e piacevole sapore, possono essere consumati anche dagli immortali”.

मातुर नियॊगाद धर्मात्मा गाङ्गेयस्य च धीमतः ।
कषेत्रे विचित्रवीर्यस्य कृष्णद्वैपायनः पुरा ॥९४॥
mātur niyogād dharmātmā gāṅgeyasya ca dhīmataḥ |
kṣetre vicitravīryasya kṛṣṇadvaipāyanaḥ purā ||94||

Come richiesto dalla madre e da quella grande anima del figlio di Ganga108, nel campo di Vichitravirya109, Krishna il dvaipayana

तरीन अग्नीन इव कौरव्याञ जनयाम आस वीर्यवान ।
उत्पाद्य धृतराष्ट्रं च पाण्डुं विदुरम एव च ॥९५॥
trīn agnīn iva kauravyāñ janayām āsa vīryavān |
utpādya dhṛtarāṣṭraṃ ca pāṇḍuṃ viduram eva ca ||95||

divenne padre dei tre Kaurava, Dhritarashta, Pandu e Vidura. Questi erano del tutto simili a tre fuochi.

जगाम तपसे धीमान पुनर एवाश्रमं परति ।
तेषु जातेषु वृद्धेषु गतेषु परमां गतिम ॥९६॥
jagāma tapase dhīmān punar evāśramaṃ prati |
teṣu jāteṣu vṛddheṣu gateṣu paramāṃ gatim ||96||

Cresciuti i figli, raggiunto il supremo scopo, il saggio tornò nella foresta per proseguire nei suoi esercizi ascetici.

अब्रवीद भारतं लॊके मानुषे ऽसमिन महान ऋषिः ।
जनमेजयेन पृष्टः सन बराह्मणैश च सहस्रशः ॥९७॥
abravīd bhārataṃ loke mānuṣe ‘smin mahān ṛṣiḥ |
janamejayena pṛṣṭaḥ san brāhmaṇaiś ca sahasraśaḥ ||97||

Sollecitato da Janamejaya e da migliaia di Brahmana Quel grande rishi compose il Bharata per il mondo dei manusha.

शशास शिष्यम आसीनं वैशम्पायनम अन्तिके ।
स सदस्यैः सहासीनः शरावयाम आस भारतम ॥९८॥
śaśāsa śiṣyam āsīnaṃ vaiśampāyanam antike |
sa sadasyaiḥ sahāsīnaḥ śrāvayām āsa bhāratam ||98||

Affidò il compito a Vaisampayana seduto lì vicino, accomodato vicino agli officianti recitava il Bharata.

कर्मान्तरेषु यज्ञस्य चॊद्यमानः पुनः पुनः ।
विस्तरं कुरुवंशस्य गान्धार्या धर्मशीलताम ॥९९॥
karmāntareṣu yajñasya codyamānaḥ punaḥ punaḥ |
vistaraṃ kuruvaṃśasya gāndhāryā dharmaśīlatām ||99||

Durante gli intervalli del sacrificio, costantemente sollecitato descrisse la grandezza della dinastia Kuru e le virtù di Gandhari110.

कषत्तुः परज्ञां धृतिं कुन्त्याः सम्यग दवैपायनॊ ऽबरवीत ।
वासुदेवस्य माहात्म्यं पाण्डवानां च सत्यताम ।
दुर्वृत्तं धार्तराष्ट्राणाम उक्तवान भगवान ऋषिः ॥१००॥
kṣattuḥ prajñāṃ dhṛtiṃ kuntyāḥ samyag dvaipāyano ‘bravīt |
vāsudevasya māhātmyaṃ pāṇḍavānāṃ ca satyatām |
durvṛttaṃ dhārtarāṣṭrāṇām uktavān bhagavān ṛṣiḥ ||100||

Dvaipayana descrisse a saggezza dello Kshatri111, la fermezza di Kunti112, la grandezza di Vasudeva113 e la sincerità dei Pandava. Il venerabile rishi descrisse la cattiva condotta di Dhritarashtra114.

चतुर्विंशतिसाहस्रीं चक्रे भारत संहिताम ।
उपाख्यानैर विना तावद भारतं परॊच्यते बुधैः ॥१०१॥
caturviṃśatisāhasrīṃ cakre bhārata saṃhitām |
upākhyānair vinā tāvad bhārataṃ procyate budhaiḥ ||101||

Egli compose il tronco principale del Bharata in ventiquattromila versi. Per gli studiosi, questa è la massa originale da cui si sviluppò il Bharata.

ततॊ ऽधयर्धशतं भूयः संक्षेपं कृतवान ऋषिः ।
अनुक्रमणिम अध्यायं वृत्तान्तानां सपर्वणाम ॥१०२॥
tato ‘dhyardhaśataṃ bhūyaḥ saṃkṣepaṃ kṛtavān ṛṣiḥ |
anukramaṇim adhyāyaṃ vṛttāntānāṃ saparvaṇām ||102||

Poi, compose una sezione introduttiva di centocinquanta versi e un paragrafo con l’indice delle sezioni.

इदं दवैपायनः पूर्वं पुत्रम अध्यापयच छुकम ।
ततॊ ऽनयेभ्यॊ ऽनुरूपेभ्यः शिष्येभ्यः परददौ परभुः ॥१०३॥
idaṃ dvaipāyanaḥ pūrvaṃ putram adhyāpayac chukam |
tato ‘nyebhyo ‘nurūpebhyaḥ śiṣyebhyaḥ pradadau prabhuḥ ||103||

Il dvaipayana insegnò questo al figlio Shuka115, poi ad altri discepoli che avevano le stesse qualifiche.

ततोऽन्येभ्योऽनुरूपेभ्यः शिष्येभ्यः प्रददौ विभुः ।
षष्टिं शतसहस्राणि चकारान्यां स संहिताम् ॥१०४॥
tato:’nyebhyo:’nurūpebhyaḥ śiṣyebhyaḥ pradadau vibhuḥ |
ṣaṣṭiṃ śatasahasrāṇi cakārānyāṃ sa saṃhitām ||104||

Poco tempo dopo, concepì una vasta versione, una ruota composta di seicentomila versi.

त्रिंशच्छतसहस्रं च देवलोके प्रतिष्ठितम् ।
पित्र्ये पञ्चदश प्रोक्तं गन्धर्वेषु चतुर्दशः ॥१०५॥
triṃśacchatasahasraṃ ca devaloke pratiṣṭhitam |
pitrye pañcadaśa proktaṃ gandharveṣu caturdaśaḥ ||105||

Di questi, trecentomila sono letti nel mondo dei deva, centocinquantamila sono letti nel mondo dei pitri, cinquantamila sono letti nella sfera dei Gandharva116

एकं शतसहस्रं तु मानुषेषु प्रतिष्ठितम् ।
नारदॊ ऽशरावयद देवान असितॊ देवलः पितॄन ॥१०६॥
ekaṃ śatasahasraṃ tu mānuṣeṣu pratiṣṭhitam |
nārado ‘śrāvayad devān asito devalaḥ pitṝn ||106||

e centomila sono letti nel mondo dei manusha. Narada117 recitò i versi destinati ai deva, Devala recitò i versi destinati ai pitri

गन्धर्वयक्षरक्षांसि शरावयाम आस वै शुकः ।
अस्मिंस्तु मानुषे लोके वैशंपायन उक्तवान् ।
शिष्यो व्यासस्य धर्मात्मा सर्ववेदविदां वरः ।
एकं शतसहस्रं तु मयोक्तं वै निबोधत ॥१०७॥
gandharvayakṣarakṣāṃsi śrāvayām āsa vai śukaḥ |
asmiṃstu mānuṣe loke vaiśaṃpāyana uktavān |
śiṣyo vyāsasya dharmātmā sarvavedavidāṃ varaḥ |
ekaṃ śatasahasraṃ tu mayoktaṃ vai nibodhata ||107||

e Shuka recitò i versi destinati ai Gandharva, agli Yaksha e ai Rakshasa118. Mentre Vaisampayana, il discepolo di Vyasa, uomo di giusti principi e affermato nella conoscenza dei Veda, recitò i versi destinati ai manusha. Anch’io ho narrato centomila versi.

Nascita dei figli di Pandu

दुर्यॊधनॊ मन्युमयॊ महाद्रुमः सकन्धः कर्णः शकुनिस तस्य शाखाः ।
दुःशासनः पुष्पफले समृद्धे: मूलं राजा धृतराष्ट्रॊ ऽमनीषी ॥१०८॥
duryodhano manyumayo mahādrumaḥ: skandhaḥ karṇaḥ śakunis tasya śākhāḥ |
duḥśāsanaḥ puṣpaphale samṛddhe: mūlaṃ rājā dhṛtarāṣṭro ‘manīṣī ||108||

Nato dalla passione, Dhuryodhana è un grosso albero. Karna è il tronco. Sakuni i rami. Dhushasana i fiori e frutti. E Dritharashtra le radici.

युधिष्ठिरॊ धर्ममयॊ महाद्रुमः सकन्धॊ ऽरजुनॊ भीमसेनॊ ऽसय शाखाः ।
माद्री सुतौ पुष्पफले समृद्धे मूलं कृष्णॊ बरह्म च बराह्मणाश च ॥१०९॥
yudhiṣṭhiro dharmamayo mahādrumaḥ skandho ‘rjuno bhīmaseno ‘sya śākhāḥ |
mādrī sutau puṣpaphale samṛddhe mūlaṃ kṛṣṇo brahma ca brāhmaṇāś ca ||109||

Yudhisthira è un vasto albero, formato dal dharma. Arjuna è il tronco. Bhima i rami, i due figli di Madri i fiori e i frutti, mentre Krishna, Brahma e i brahmana sono le radici.

पाण्डुर जित्वा बहून देशान युधा विक्रमणेन च ।
अरण्ये मृगया शीलॊ नयवसत सजनस तदा ॥११०॥
pāṇḍur jitvā bahūn deśān yudhā vikramaṇena ca |
araṇye mṛgayā śīlo nyavasat sajanas tadā ||110||

Dopo che Pandu, con la sua saggezza e il suo coraggio ebbe conquistato molte regioni della Terra, lasciò la casa, per prendere dimora nella foresta e dedicarsi alla caccia.

मृगव्यवाय निधने कृच्छ्रां पराप स आपदम ।
जन्मप्रभृति पार्थानां तत्राचार विधिक्रमः ॥१११॥
mṛgavyavāya nidhane kṛcchrāṃ prāpa sa āpadam |
janmaprabhṛti pārthānāṃ tatrācāra vidhikramaḥ ||111||

Fu per lui fonte di sfortuna, uccise un cervo mentre si accoppiava. Per tutta la vita le conseguenze di quell’atto servirono da monito per la condotta dei principi del suo casato.

मात्रॊर अभ्युपपत्तिश च धर्मॊपनिषदं परति ।
धर्मस्य वायॊः शक्रस्य देवयॊश च तथाश्विनॊः ॥११२॥
mātror abhyupapattiś ca dharmopaniṣadaṃ prati |
dharmasya vāyoḥ śakrasya devayoś ca tathāśvinoḥ ||112||

A causa di questa sventura, le due mogli accettarono come sostituto per gli abbracci, Dharma119, Vayu120, Sakra121 e i gemelli Asvini, dai quali concepì cinque figli.

I figli di Pandu al cospetto del re

तापसैः सह संवृद्धा मातृभ्यां परिरक्षिताः ।
मेध्यारण्येषु पुण्येषु महताम आश्रमेषु च ॥११३॥
tāpasaiḥ saha saṃvṛddhā mātṛbhyāṃ parirakṣitāḥ |
medhyāraṇyeṣu puṇyeṣu mahatām āśrameṣu ca ||113||

Protetti, curati dalle due madri e dagli asceti che vivevano nei boschi, questi crebbero forti e sani.

ऋषिभिश च तदानीता धार्तराष्ट्रान परति सवयम ।
शिशवश चाभिरूपाश च जटिला बरह्मचारिणः ॥११४॥
ṛṣibhiś ca tadānītā dhārtarāṣṭrān prati svayam |
śiśavaś cābhirūpāś ca jaṭilā brahmacāriṇaḥ ||114||

Cresciuti, i saggi li condussero alla presenza di Dhritarashtra e dei suoi figli. Erano fanciulli istruiti e asceti dediti alla castità.

पुत्राश च भरातरश चेमे शिष्याश च सुहृदश च वः ।
पाण्डवा एत इत्य उक्त्वा मुनयॊ ऽनतर्हितास ततः ॥११५॥
putrāś ca bhrātaraś ceme śiṣyāś ca suhṛdaś ca vaḥ |
pāṇḍavā eta ity uktvā munayo ‘ntarhitās tataḥ ||115||

“Questi ragazzi”, dissero i saggi, “sono i vostri amici, essi sono i Pandava”. Dette queste parole i saggi sparirono.

तांस तैर निवेदितान दृष्ट्वा पाण्डवान कौरवास तदा ।
शिष्टाश च वर्णाः पौरा ये ते हर्षाच चुक्रुशुर भृशम ॥१६८॥
tāṃs tair niveditān dṛṣṭvā pāṇḍavān kauravās tadā |
śiṣṭāś ca varṇāḥ paurā ye te harṣāc cukruśur bhṛśam ||116||

Quando i Kuru e tutti i Varna122 della città seppero dell’arrivo dei figli di Pandu, i migliori tra loro emisero urla di gioia.

आहुः के चिन न तस्यैते तस्यैत इति चापरे ।
यदा चिरमृतः पाण्डुः कथं तस्येति चापरे ॥११७॥
āhuḥ ke cin na tasyaite tasyaita iti cāpare |
yadā ciramṛtaḥ pāṇḍuḥ kathaṃ tasyeti cāpare ||117||

Mentre altri affermavano: “No! Non possono essere i figli di Pandu”. Qualcuno diceva: “Sono loro”. Altri sostenevano: “Pandu è morto da molto tempo, non possono essere i suoi figli?

सवागतं सर्वथा दिष्ट्या पाण्डॊः पश्याम संततिम ।
उच्यतां सवागतम इति वाचॊ ऽशरूयन्त सर्वशः ॥११८॥
svāgataṃ sarvathā diṣṭyā pāṇḍoḥ paśyāma saṃtatim |
ucyatāṃ svāgatam iti vāco ‘śrūyanta sarvaśaḥ ||118||

Tuttavia, nonostante i pareri discordi, in ogni parte del regno si dichiarava: “Diamo loro il benvenuto”.

तस्मिन्न उपरते शब्दे दिशः सर्वा विनादयन ।
अन्तर्हितानां भूतानां निस्वनस तुमुलॊ ऽभवत ॥११९ ॥
tasminn uparate śabde diśaḥ sarvā vinādayan |
antarhitānāṃ bhūtānāṃ nisvanas tumulo ‘bhavat ||119 ||

Calmati gli animi, da ogni punto dello spazio, in modo tremendo risuonò l’applauso degli invisibili spiriti.

पुष्पवृष्टिं शुभा गन्धाः शङ्खदुन्दुभिनिस्वनाः ।
आसन परवेशे पार्थानां तद अद्भुतम इवाभवत ॥१२०॥
puṣpavṛṣṭiṃ śubhā gandhāḥ śaṅkhadundubhinisvanāḥ |
āsan praveśe pārthānāṃ tad adbhutam ivābhavat ||120||

Ovunque echeggiava un suono di conchiglie e di cembali e una strana pioggia di fiori profumati cadeva fitta al suolo. Tale fu la meraviglia all’arrivo dei principi.

तत परीत्या चैव सर्वेषां पौराणां हर्षसंभवः ।
शब्द आसीन महांस तत्र दिवस्पृक कीर्तिवर्धनः ॥१२१॥
tat prītyā caiva sarveṣāṃ paurāṇāṃ harṣasaṃbhavaḥ |
śabda āsīn mahāṃs tatra divaspṛk kīrtivardhanaḥ ||121||

Le espressioni di piacere per il lieto evento fu così grande che raggiunse il cielo accrescendo la loro fama.

तेऽपय अधीत्याखिलान वेदाञ शास्त्राणि विविधानि च ।
नयवसन पाण्डवास तत्र पूजिता अकुतॊभयाः ॥१२२॥
te’py adhītyākhilān vedāñ śāstrāṇi vividhāni ca |
nyavasan pāṇḍavās tatra pūjitā akutobhayāḥ ||122||

I Pandava vissero studiando i Veda e altre scritture, liberi da ogni apprensione, da tutti rispettati e onorati

युधिष्ठिरस्य शौचेन परीताः परकृतयॊ ऽभवन ।
धृत्या च भीमसेनस्य विक्रमेणार्जुनस्य च ॥१२३॥
yudhiṣṭhirasya śaucena prītāḥ prakṛtayo ‘bhavan |
dhṛtyā ca bhīmasenasya vikrameṇārjunasya ca ||123||

Il popolo era soddisfatto della purezza di Yudhisthira, per la fermezza di Bhimasena, per il coraggio di Arjuna,

गुरुशुश्रूषया कुन्त्या यमयॊर विनयेन च ।
तुतॊष लॊकः सकलस तेषां शौर्यगुणेन च ॥१२४॥
guruśuśrūṣayā kuntyā yamayor vinayena ca |
tutoṣa lokaḥ sakalas teṣāṃ śauryaguṇena ca ||124||

per l’obbedienza ai maestri di Kunti e per la disciplina dei gemelli. Il mondo era soddisfatto per la loro dote e valore.

L’invidia di Duryodhana

समवाये ततॊ राज्ञां कन्यां भर्तृस्वयंवराम ।
पराप्तवान अर्जुनः कृष्णां कृत्वा कर्म सुदुष्करम ॥१२५॥
samavāye tato rājñāṃ kanyāṃ bhartṛsvayaṃvarām |
prāptavān arjunaḥ kṛṣṇāṃ kṛtvā karma suduṣkaram ||125||

Dopo qualche anno, durante un raduno di monarchi per uno Svayamvara123, Arjuna ottenne la vergine Krishna124.

ततः परभृति लॊके ऽसमिन पूज्यः सर्वधनुष्मताम ।
आदित्य इव दुष्प्रेक्ष्यः समरेष्व अपि चाभवत ॥१२६॥
tataḥ prabhṛti loke ‘smin pūjyaḥ sarvadhanuṣmatām |
āditya iva duṣprekṣyaḥ samareṣv api cābhavat ||126||

Da quel momento, Arjuna fu celebrato come il più grande arciere del regno. Invincibile in battaglia, come il Sole sovrastava sopra le teste dei nemici.

स सर्वान पार्थिवाञ जित्वा सर्वांश च महतॊ गणान ।
आजहारार्जुनॊ राज्ञे राजसूयं महाक्रतुम ॥१२७॥
sa sarvān pārthivāñ jitvā sarvāṃś ca mahato gaṇān |
ājahārārjuno rājñe rājasūyaṃ mahākratum ||127||

Dopo aver conquistato e sottomesso molti principi e grandi uomini, fece il necessario perché Yudhishthira compisse il rito del Rajasuya125.

अन्नवान दक्षिणावांश च सर्वैः समुदितॊ गुणैः ।
युधिष्ठिरेण संप्राप्तॊ राजसूयॊ महाक्रतुः ॥१२८॥
annavān dakṣiṇāvāṃś ca sarvaiḥ samudito guṇaiḥ |
yudhiṣṭhireṇa saṃprāpto rājasūyo mahākratuḥ ||128||

Abbondante di cibi e di dakshina126, fornito di tutte le qualità, il grande rito del Rajasuya fu compiuto da Yudhishthira.

सुनयाद वासुदेवस्य भीमार्जुनबलेन च ।
घातयित्वा जरासंधं चैद्यं च बलगर्वितम ॥१२९॥
sunayād vāsudevasya bhīmārjunabalena ca |
ghātayitvā jarāsaṃdhaṃ caidyaṃ ca balagarvitam ||129||

Consigliato da Krishna, aiutato da Bhima e Arjuna ammazzò l’orgoglioso e forte Jarasandha127.

दुर्यॊधनम उपागच्छन्न अर्हणानि ततस ततः ।
मणिकाञ्चनरत्नानि गॊहस्त्यश्वधनानि च ॥१३०॥
duryodhanam upāgacchann arhaṇāni tatas tataḥ |
maṇikāñcanaratnāni gohastyaśvadhanāni ca ||130||

Duryodhana, presente, vide sparse ovunque, le immense ricchezze, le perle, l’oro, le gemme, le vacche, gli elefanti, i cavalli,

विचित्राणि च वासांसि प्रावारावरणानि च ।
कम्बलाजिनरत्नानि राङ्कवास्तरणानि च ॥१३१॥
vicitrāṇi ca vāsāṃsi prāvārāvaraṇāni ca |
kambalājinaratnāni rāṅkavāstaraṇāni ca ||131||

gli indumenti, i mantelli preziosi, gli scialli, le pellicce e i tappeti fatti con pelle del Ranku128.

समृद्धां तां तथा दृष्ट्वा पाण्डवानां तदा शरियम ।
ईर्ष्या समुत्थः सुमहांस तस्य मन्युर अजायत
samṛddhāṃ tāṃ tathā dṛṣṭvā pāṇḍavānāṃ tadā śriyam |
īrṣyā samutthaḥ sumahāṃs tasya manyur ajāyata ||132||

Vista l’opulenza dei Pandava, fu colto da una grande invidia che lo fece andare su tutte le furie.

विमानप्रतिमां चापि मयेन सुकृतां सभाम ।
पाण्डवानाम उपहृतां स दृष्ट्वा पर्यतप्यत ॥१३३॥
vimānapratimāṃ cāpi mayena sukṛtāṃ sabhām |
pāṇḍavānām upahṛtāṃ sa dṛṣṭvā paryatapyata ||133||

Visto il palazzo costruito da Maya129, simile a un Vimana130, per il fascino che emanava s’infiammò di collera.

यत्रावहसितश चासीत परस्कन्दन्न इव संभ्रमात ।
परत्यक्षं वासुदेवस्य भीमेनानभिजातवत ॥१३४॥
yatrāvahasitaś cāsīt praskandann iva saṃbhramāt |
pratyakṣaṃ vāsudevasya bhīmenānabhijātavat ||134||

Mentre vagava pensieroso, confuso e barcollante, fu deriso da Bhima alla presenza di Vasudeva.

स भॊगान विविधान भुञ्जन रत्नानि विविधानि च ।
कथितॊ धृतराष्ट्रस्य विवर्णॊ हरिणः कृशः ॥१३५॥
sa bhogān vividhān bhuñjan ratnāni vividhāni ca |
kathito dhṛtarāṣṭrasya vivarṇo hariṇaḥ kṛśaḥ ||135||

“Qualcuno riferì a Dhritarashtra che suo figlio, pur possedendo molte comodità e cose preziose, stava dimagrendo, cambiando di colore stava impallidendo.

Il gioco dei dadi

अन्वजानाद अतॊ दयूतं धृतराष्ट्रः सुतप्रियः ।
तच छरुत्वा वासुदेवस्य कॊपः समभवन महान ॥१३६॥
anvajānād ato dyūtaṃ dhṛtarāṣṭraḥ sutapriyaḥ |
tac chrutvā vāsudevasya kopaḥ samabhavan mahān ||136||

Non passò molto tempo che Dhritarashtra colmo d’affetto per il figlio, diede il suo consenso per una sfida al gioco dei dadi. Saputa la cosa, Vasudeva si arrabbiò.

नातिप्रीति मनाश चासीद विवादांश चान्वमॊदत ।
दयूतादीन अनयान घॊरान परवृद्धांश चाप्य उपैक्षत ॥१३७॥
nātiprīti manāś cāsīd vivādāṃś cānvamodata |
dyūtādīn anayān ghorān pravṛddhāṃś cāpy upaikṣata ||137||

Pur scontento, non fermò la disputa, ma non ignorò le orribili azioni che ne sarebbero risultate.

निरस्य विदुरं दरॊणं भीष्मं शारद्वतं कृपम ।
विग्रहे तुमुले तस्मिन्न अहन कषत्रं परस्परम ॥१३८॥
nirasya viduraṃ droṇaṃ bhīṣmaṃ śāradvataṃ kṛpam |
vigrahe tumule tasminn ahan kṣatraṃ parasparam ||138||

Da quella sfida sorsero orribili e ingiustificabili transazioni. E malgrado Vidura, Bishma, Drona e Kripa il figlio di Shardvata fece modo che gli Kshatrya si trucidassero in una terribile battaglia.

जयत्सु पाण्डुपुत्रेषु शरुत्वा सुमहद अप्रियम ।
दुर्यॊधन मतं जञात्वा कर्णस्य शकुनेस तथा ॥१३९॥
jayatsu pāṇḍuputreṣu śrutvā sumahad apriyam |
duryodhana mataṃ jñātvā karṇasya śakunes tathā ||139||

Ricevuta la notizia del successo dei Pandava, ricordando la soluzione proposta da Duryodhana, Karna e Sakuni.

Lo sconforto di Dhritarashtra

धृतराष्ट्रश चिरं धयात्वा संजयं वाक्यम अब्रवीत ।
शृणु संजय मे सर्वं न मे ऽसूयितुम अर्हसि ॥१४०॥
dhṛtarāṣṭraś ciraṃ dhyātvā saṃjayaṃ vākyam abravīt |
śṛṇu saṃjaya me sarvaṃ na me ‘sūyitum arhasi ||140||

Dopo attenta riflessione, Dhritarashtra disse: “O Sanjaya, non disprezzatemi, ascoltate ciò che ho da dire.

शरुतवान असि मेधावी बुद्धिमान पराज्ञसंमतः ।
न विग्रहे मम मतिर न च परीये कुरु कषये ॥१४१॥
śrutavān asi medhāvī buddhimān prājñasaṃmataḥ |
na vigrahe mama matir na ca prīye kuru kṣaye ||141||

Voi siete intelligente colto e saggio, io non sono incline alla guerra, non posso gioire per la distruzione di Kuru.

न मे विशेषः पुत्रेषु सवेषु पाण्डुसुतेषु च ।
वृद्धं माम अभ्यसूयन्ति पुत्रा मन्युपरायणाः ॥१४२॥
na me viśeṣaḥ putreṣu sveṣu pāṇḍusuteṣu ca |
vṛddhaṃ mām abhyasūyanti putrā manyuparāyaṇāḥ ||142||

Ai miei occhi, non c’è differenza tra i miei figli e quelli di Pandu. Mi disprezzano per via della vecchiaia.

अहं तव अचक्षुः कार्पण्यात पुत्र परीत्या सहामि तत ।
मुह्यन्तं चानुमुह्यामि दुर्यॊधनम अचेतनम ॥१४३॥
ahaṃ tv acakṣuḥ kārpaṇyāt putra prītyā sahāmi tat |
muhyantaṃ cānumuhyāmi duryodhanam acetanam ||143||

Sono cieco e debole, in me prevale l’amore paterno, lo sciocco Duryodhana è cresciuto nella follia.

राजसूये शरियं दृष्ट्वा पाण्डवस्य महौजसः ।
तच चावहसनं पराप्य सभारॊहण दर्शने ॥१४४॥
rājasūye śriyaṃ dṛṣṭvā pāṇḍavasya mahaujasaḥ |
tac cāvahasanaṃ prāpya sabhārohaṇa darśane ||144||

Durante il Rajasuya fu testimone dell’opulenza del mitico Pandava e mentre entrava nel palazzo fu deriso per la sua goffaggine.

अमर्षितः सवयं जेतुम अशक्तः पाण्डवान रणे ।
निरुत्साहश च संप्राप्तुं शरियम अक्षत्रियॊ यथा ॥१४५॥
amarṣitaḥ svayaṃ jetum aśaktaḥ pāṇḍavān raṇe |
nirutsāhaś ca saṃprāptuṃ śriyam akṣatriyo yathā||145||

Incapace di sopportare l’insulto, pur essendo un guerriero non è in grado di sottomettere i Pandava sul campo di battaglia.

गान्धारराजसहितश छद्म दयूतम अमन्त्रयत ।
तत्र यद यद यथा जञातं मया संजय तच छृणु ॥१४६॥
gāndhārarājasahitaś chadma dyūtam amantrayat |
tatra yad yad yathā jñātaṃ mayā saṃjaya tac chṛṇu ||146||

D’accordo con il re di Gandhara ha organizzato un gioco scorretto. Ascoltandomi capirai che sono un uomo con occhi profetici.

शरुत्वा हि मम वाक्यानि बुद्ध्या युक्तानि तत्त्वतः ।
ततॊ जञास्यसि मां सौते परज्ञा चक्षुषम इत्य उत ॥१४७॥
śrutvā hi mama vākyāni buddhyā yuktāni tattvataḥ |
tato jñāsyasi māṃ saute prajñā cakṣuṣam ity uta ||147||

Ascolta ciò che ho sentito, pondera ogni cosa, quindi capirai tutti i miei presentimenti sul futuro.

यदाश्रौषं धनुर आयम्य चित्रं;
विद्धं लक्ष्यं पातितं वै पृथिव्याम ।
कृष्णां हृतां पश्यतां सर्वराज्ञां;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१४८॥
yadāśrauṣaṃ dhanur āyamya citraṃ;
viddhaṃ lakṣyaṃ pātitaṃ vai pṛthivyām |
kṛṣṇāṃ hṛtāṃ paśyatāṃ sarvarājñāṃ;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||148||

Quando ho udito che Arjuna, tendendo il proprio arco, trafiggerà il bersaglio, facendolo cadere a terra e per questo fu vinta Krishna, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं दवारकायां सुभद्रां;
परसह्यॊढां माधवीम अर्जुनेन ।
इन्द्रप्रस्थं वृष्णिवीरौ च यातौ;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१४९॥
yadāśrauṣaṃ dvārakāyāṃ subhadrāṃ;
prasahyoḍhāṃ mādhavīm arjunena |
indraprasthaṃ vṛṣṇivīrau ca yātau;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||149||

Quando ho udito che a Dvaraka, la Madhava Subhadra sarà rapita e sposata da Arjuna e che ad Indraprastha sono arrivati i due mitici Vrishni, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं देवराजं परवृष्टं;
शरैर दिव्यैर वारितं चार्जुनेन ।
अग्निं तथा तर्पितं खाण्डवे च;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१५०॥
yadāśrauṣaṃ devarājaṃ pravṛṣṭaṃ;
śarair divyair vāritaṃ cārjunena |
agniṃ tathā tarpitaṃ khāṇḍave ca;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||150||

Quando ho udito che con frecce divine, Arjuna impedirà la tempesta causata dal re dei deva e che Agni, gratificato brucerà la foresta Kandava, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं जातुषाद्वेश्मनस्तान्
मुक्तान्यार्थान्पञ्च कुन्त्या समेतान् ।
युक्तं चैषां विदुरं स्वार्थसिद्धौ
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१५१॥
yadāśrauṣaṃ jātuṣādveśmanastān
muktānyārthānpañca kuntyā sametān |
yuktaṃ caiṣāṃ viduraṃ svārthasiddhau
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||151||

Quando ho udito che i figli di mio fratello, insieme con la madre, riusciranno a fuggire dall’incendio scoppiato nella casa di lacca e che Vidura parteggerà per loro, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं द्रौपदी रङ्गमध्ये
लक्ष्यं भित्वा निर्जितामर्जुनेन ।
शूरान्पञ्चालान्पाण्डवेयांश्च युक्तां
स्तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१५२॥
yadāśrauṣaṃ draupadī raṅgamadhye
lakṣyaṃ bhitvā nirjitāmarjunena |
śūrānpañcālānpāṇḍaveyāṃśca yuktāṃ
stadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||152||

Quando ho udito che Arjuna vincendo il torneo otterrà Draupadi e che i coraggiosi Panchala si uniranno ai Pandava, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं मागधानां वरिष्ठं
जरासन्ध क्षत्रमध्ये ज्वलन्तम् ।
दोा हतं भीमसेनेन गत्वा तदा
नाशंसे विजयाय संजय ॥१५३॥
yadāśrauṣaṃ māgadhānāṃ variṣṭhaṃ
jarāsandha kṣatramadhye jvalantam |
do hataṃ bhīmasenena gatvā tadā
nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||153||

Quando ho udito che il re Maghada, il prode re Jarasandha, il più valoroso tra i guerrieri, combattendo sarà ucciso dal forte Bhima, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं दिग्जये पाण्डुपुत्रै
वशीकृतान्भूमिपालान्प्रसह्य ।
महाक्रतुं राजसूयं कृतं च
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१५४॥
yadāśrauṣaṃ digjaye pāṇḍuputrai
vaśīkṛtānbhūmipālānprasahya |
mahākratuṃ rājasūyaṃ kṛtaṃ ca
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||154||

Quando ho udito che i figli di Pandu, durante la campagna militare conquisteranno i vari capi della Terra e che otterranno le ricchezze necessarie per il sacrificio del Rajasuya, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं द्रौपदीमश्रुकण्ठी सभां
नीतां दुःखितामेकवस्त्राम् ।
रजस्वलां नाथवतीमनाथव तदा
नाशंसे विजयाय संजय ॥१५५॥
yadāśrauṣaṃ draupadīmaśrukaṇṭhī
sabhāṃ nītāṃ duḥkhitāmekavastrām |
rajasvalāṃ nāthavatīmanāthava tadā
nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||155||

Quando ho udito che Draupadi, nel momento del ciclo mestruale, con la voce soffocata dal pianto e il cuore pieno di sofferenza, coperta da un unico indumento, sarà trascinata a corte e ingiuriata, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं वाससां तत्र राशि
समाक्षिपत्कितबो मन्दबुद्धिः ।
दुःशासनो गतवान्नैव चान्तं
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१५५॥
yadāśrauṣaṃ vāsasāṃ tatra rāśi
samākṣipatkitabo mandabuddhiḥ |
duḥśāsano gatavānnaiva cāntaṃ
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||155||

Quando ho udito che il malvagio Dusyasana, a causa di un evento soprannaturale, non riuscirà a privarla dell’unico vestito, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं हृतराज्यं युधिष्ठिरं;
पराजितं सौबलेनाक्षवत्याम ।
अन्वागतं भरातृभिर अप्रमेयैस;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१५७॥
yadāśrauṣaṃ hṛtarājyaṃ yudhiṣṭhiraṃ;
parājitaṃ saubalenākṣavatyām |
anvāgataṃ bhrātṛbhir aprameyais;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||157||

Quando ho udito che al gioco dei dadi, Yudhishthira sarà privato del regno da Saubala e mandato in esilio con i fratelli, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं विविधास्तत्र चेष्टा
धर्मात्मानां प्रस्थितानां बनाय ।
ज्येष्ठप्रीत्या क्लिश्यतां पाण्डवानां
तदा नाशंसे विजथाय संजय ॥१५८॥
yadāśrauṣaṃ vividhāstatra ceṣṭā
dharmātmānāṃ prasthitānāṃ banāya |
jyeṣṭhaprītyā kliśyatāṃ pāṇḍavānāṃ
tadā nāśaṃse vijathāya saṃjaya ||158||

Quando ho udito che i quattro fratelli Pandava, con afflizione seguiranno il fratello maggiore nella landa desolata e che si prodigheranno per mitigare le proprie pene, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं स्नातकानां सहस्त्रै
न्वागतं धर्मराजं वनस्थम् ।
भिक्षाभुजां ब्राह्मणानां महात्मनां
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१५९॥
yadāśrauṣaṃ snātakānāṃ sahastrai
nvāgataṃ dharmarājaṃ vanastham |
bhikṣābhujāṃ brāhmaṇānāṃ mahātmanāṃ
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||159||

Quando ho udito che gli Snataka131 e i saggi, seguiranno Dharmaraja132 nella selva, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषमर्जुनं देवदेवं
किरातरूपं त्र्यम्बकं तोष्य युद्धे ।
अवाप्तवन्तं पाशुपतं महास्त्रं
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१६०॥
yadāśrauṣamarjunaṃ devadevaṃ
kirātarūpaṃ tryambakaṃ toṣya yuddhe |
avāptavantaṃ pāśupataṃ mahāstraṃ
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||160||

Quando ho udito che Arjuna, in combattimento soddisferà Tryambaka133, il deva dei deva mascherato da cacciatore, ottenendo così la potente arma (maha-astra) Pasupata, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं त्रिदिवस्थं धनंजय
शक्रात्साक्षाद्दिव्यमस्त्रं यथावत् ।
अधीयानं शंसित सत्यसन्धं
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१६१॥
yadāśrauṣaṃ tridivasthaṃ dhanaṃjaya
śakrātsākṣāddivyamastraṃ yathāvat |
adhīyānaṃ śaṃsita satyasandhaṃ
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||161||

Quando ho udito che il giusto e celebre Dhananjaya134, raggiunta la sfera celeste, ha ottenuto la potente arma (astra) di Sakra, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं कालकेयास्ततस्ते
पौलोमानो वरदानाच्च दृप्ताः ।
देवैरजेया निर्जिताश्चार्जुनेन तदा
नाशंसे विजयाय संजय ॥१६२॥
yadāśrauṣaṃ kālakeyāstataste
paulomāno varadānācca dṛptāḥ |
devairajeyā nirjitāścārjunena tadā
nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||162||

Quando ho udito che i Kalakeya135 e i Pauloma136 che per il premio ricevuto da Shiva, erano forti e inconquistabili perfino dai deva, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषमसुराणां वधार्थे
किरीटिनं यान्तममित्रकर्शनम् ।
कृतार्थे चाप्यागतं शक्रलोकात्
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१६३॥
yadāśrauṣamasurāṇāṃ vadhārthe
kirīṭinaṃ yāntamamitrakarśanam |
kṛtārthe cāpyāgataṃ śakralokāt
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||163||

Quando ho udito che quel castigatore di eroi, quel castigatore di nemici, recatosi nel regno di Sakra con lo scopo di distruggere gli asura, tornerà vittorioso, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं वैश्रवणेन सार्धं;
समागतं भीमम अन्यांश च पार्थान ।
तस्मिन देशे मानुषाणाम अगम्ये;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१६४॥
yadāśrauṣaṃ vaiśravaṇena sārdhaṃ;
samāgataṃ bhīmam anyāṃś ca pārthān |
tasmin deśe mānuṣāṇām agamye;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||164||

Quando ho udito che accompagnato da Vaisravana137, con gli altri Bhima era giunto in quella regione inaccessibile agli esseri umani, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं घॊषयात्रा गतानां;
बन्धं गन्धर्वैर मॊक्षणं चार्जुनेन ।
सवेषां सुतानां कर्ण बुद्धौ रतानां;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१६५॥
yadāśrauṣaṃ ghoṣayātrā gatānāṃ;
bandhaṃ gandharvair mokṣaṇaṃ cārjunena |
sveṣāṃ sutānāṃ karṇa buddhau ratānāṃ;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||165||

Quando ho udito che i miei figli, consigliati da Karna, durante il viaggio a Ghoshajatra saranno fatti prigionieri dai Gandharva e liberati da Arjuna, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं यक्षरूपेण धर्मं;
समागतं धर्मराजेन सूत ।
परश्नान उक्तान विब्रुवन्तं च सम्यक;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१६६॥
yadāśrauṣaṃ yakṣarūpeṇa dharmaṃ;
samāgataṃ dharmarājena sūta |
praśnān uktān vibruvantaṃ ca samyak;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||166||

Quando ho udito che dharma, nelle sembianze di uno yaksha, o suta, porrà domande a Dharmaraja, il quale risponde correttamente allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं न विदुर्मामकास्तान्
प्रच्छन्नरूपान्वसतः पाण्डवेयान् ।
विराटराष्ट्रे सह कृष्णया च
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१६७॥
yadāśrauṣaṃ na vidurmāmakāstān
pracchannarūpānvasataḥ pāṇḍaveyān |
virāṭarāṣṭre saha kṛṣṇayā ca
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||167||

Quando ho udito del fallimento dei miei figli, nello scovare i Pandava, che con Krishna, sotto mentite spoglie risiedevano nel regno di Virata, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं मामकानां वरिष्ठान;
धनंजयेनैक रथेन भग्नान ।
विराट राष्ट्रे वसता महात्मना;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१६८॥
yadāśrauṣaṃ māmakānāṃ variṣṭhān;
dhanaṃjayenaika rathena bhagnān |
virāṭa rāṣṭre vasatā mahātmanā;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||168||

Quando ho udito che Dhananjaya, mentre quel mahatma risiedeva nel regno di Virata, con l’aiuto di un singolo carro ha sconfitto i principali guerrieri delle mie schiere, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं सत्कृतां मत्स्यराज्ञा;
सुतां दत्ताम उत्तराम अर्जुनाय ।
तां चार्जुनः परत्यगृह्णात सुतार्थे;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१६९॥
yadāśrauṣaṃ satkṛtāṃ matsyarājñā;
sutāṃ dattām uttarām arjunāya |
tāṃ cārjunaḥ pratyagṛhṇāt sutārthe;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||169||

Quando ho udito che il re di Matsya, ha offerto Uttara, la virtuosa figlia ad Arjuna che la accettata per il figlio, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं निर्जितस्याधनस्य;
परव्राजितस्य सवजनात परच्युतस्य ।
अक्षौहिणीः सप्त युधिष्ठिरस्य;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१७०॥
yadāśrauṣaṃ nirjitasyādhanasya;
pravrājitasya svajanāt pracyutasya |
akṣauhiṇīḥ sapta yudhiṣṭhirasya;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||170||

Quando ho udito che Yudhishthira, privo di ricchezze, indigente, reclutò un esercito di sette Akshauvhini, allora allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं माधवं वासुदेवं;
सर्वात्मना पाण्डवार्थे निविष्टम ।
यस्येमां गां विक्रमम एकम आहुस;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१७१॥
yadāśrauṣaṃ mādhavaṃ vāsudevaṃ;
sarvātmanā pāṇḍavārthe niviṣṭam |
yasyemāṃ gāṃ vikramam ekam āhus;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||171||

Quando ho udito che Vasudeva della dinastia Madhu, colui che con un solo passo coprì l’intera Terra si prodigherà per il benessere dei Pandava, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं नरनारायणौ तौ;
कृष्णार्जुनौ वदतॊ नारदस्य ।
अहं दरष्टा बरह्मलॊके सदेति;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१७२॥
yadāśrauṣaṃ naranārāyaṇau tau;
kṛṣṇārjunau vadato nāradasya |
ahaṃ draṣṭā brahmaloke sadeti;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||172||

Quando ho udito Narada dichiarare, che Krishna e Arjuna erano Nara e Narayana che sono visti nella dimora di Brahma, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं लोकहिताय कृष्ण
शमार्थिनमुपयातं कुरूणाम् ।
शमं कुर्वाणमकृतार्थं च यातं
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१७३॥
yadāśrauṣaṃ lokahitāya kṛṣṇa
śamārthinamupayātaṃ kurūṇām |
śamaṃ kurvāṇamakṛtārthaṃ ca yātaṃ
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||173||

Quando ho udito che Krishna, ansioso per la pace e il benessere dell’umanità, raggiunse i Kuru ma non riuscì nella missione, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं कर्णदुर्यॊधनाभ्यां;
बुद्धिं कृतां निग्रहे केशवस्य ।
तं चात्मानं बहुधा दर्शयानं;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१७४॥
yadāśrauṣaṃ karṇaduryodhanābhyāṃ;
buddhiṃ kṛtāṃ nigrahe keśavasya |
taṃ cātmānaṃ bahudhā darśayānaṃ;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||174||

Quando ho udito che Karna e Duryodana, decideranno di imprigionare Keshava138, che mostrerà in sé l’intero universo, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं वासुदेवे परयाते;
रथस्यैकाम अग्रतस तिष्ठमानाम ।
आर्तां पृथां सान्त्वितां केशवेन;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१७५॥
yadāśrauṣaṃ vāsudeve prayāte;
rathasyaikām agratas tiṣṭhamānām |
ārtāṃ pṛthāṃ sāntvitāṃ keśavena;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||175||

Quando ho udito che partito Vasudeva, Pritha addolorata, vicino al carro, sarà consolata da Keshava, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं मन्त्रिणं वासुदेवं;
तथा भीष्मं शांतनवं च तेषाम ।
भारद्वाजं चाशिषॊ ऽनुब्रुवाणं;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१७६॥
yadāśrauṣaṃ mantriṇaṃ vāsudevaṃ;
tathā bhīṣmaṃ śāṃtanavaṃ ca teṣām |
bhāradvājaṃ cāśiṣo ‘nubruvāṇaṃ;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||176||

Quando ho udito che Vasudeva e Bhisma il figlio di Samantu, saranno i consiglieri e che il figlio di Bharadwaja li benedirà, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं कर्ण उवाच भीष्मं;
नाहं यॊत्स्ये युध्यमाने तवयीति ।
हित्वा सेनाम अपचक्राम चैव;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१७७॥
yadāśrauṣaṃ karṇa uvāca bhīṣmaṃ;
nāhaṃ yotsye yudhyamāne tvayīti |
hitvā senām apacakrāma caiva;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||177||

Quando ho udito Karna dire a Bishma: “Non combatterò mentre tu stai lottando” e gettata l’arma si ritirava, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं वासुदेवार्जुनौ तौ;
तथा धनुर गाण्डिवम अप्रमेयम ।
तरीण्य उग्रवीर्याणि समागतानि;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१७८॥
yadāśrauṣaṃ vāsudevārjunau tau;
tathā dhanur gāṇḍivam aprameyam |
trīṇy ugravīryāṇi samāgatāni;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||178||

Quando ho udito che Vasudeva e Arjuna, che impugnava il grande arco Gandiva139, giungevano insieme, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं कश्मलेनाभिपन्ने;
रथॊपस्थे सीदमाने ऽरजुने वै ।
कृष्णं लॊकान दर्शयानं शरीरे;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१७९॥
yadāśrauṣaṃ kaśmalenābhipanne;
rathopasthe sīdamāne ‘rjune vai |
kṛṣṇaṃ lokān darśayānaṃ śarīre;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||179||

Quando ho udito che Arjuna, stando sul carro di battaglia, preso dalla paura e pronto a soccombere, viene istruito da Krishna, il quale gli mostrerà la forma universale, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं भीष्मम अमित्रकर्शनं;
निघ्नन्तम आजाव अयुतं रथानाम ।
नैषां कश चिद वध्यते दृश्यरूपस;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१८०॥
yadāśrauṣaṃ bhīṣmam amitrakarśanaṃ;
nighnantam ājāv ayutaṃ rathānām |
naiṣāṃ kaś cid vadhyate dṛśyarūpas;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||180||

Quando ho udito che Bishma, quel distruttore di nemici, uccisore in battaglia di un’infinità di guerrieri, non sarà in grado di colpire, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं चापगेयेन संख्ये
स्वयं मृत्यु विहितं धार्मिकेण ।
तच्चाकार्षुः पाण्डवेयाः प्रहृष्टा
स्तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१८१॥
yadāśrauṣaṃ cāpageyena saṃkhye
svayaṃ mṛtyu vihitaṃ dhārmikeṇa |
taccākārṣuḥ pāṇḍaveyāḥ prahṛṣṭā
stadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||181||

Quando ho udito che il figlio di Ganga140, indicò il modo con cui poteva essere sconfitto, modo adottato dai Pandava, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं भीष्मम अत्यन्तशूरं;
हतं पार्थेनाहवेष्व अप्रधृष्यम ।
शिखण्डिनं पुरतः सथापयित्वा;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१८२॥
yadāśrauṣaṃ bhīṣmam atyantaśūraṃ;
hataṃ pārthenāhaveṣv apradhṛṣyam |
śikhaṇḍinaṃ purataḥ sthāpayitvā;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||182||

Quando ho udito che Bhishma, che il grande e invincibile guerriero, sarà ucciso da Shikhandin141 mandato avanti da Arjuna, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं शरतल्पे शयानं;
वृद्धं वीरं सादितं चित्रपुङ्खैः ।
भीष्मं कृत्वा सॊमकान अल्पशेषांस;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१८३॥
yadāśrauṣaṃ śaratalpe śayānaṃ;
vṛddhaṃ vīraṃ sāditaṃ citrapuṅkhaiḥ |
bhīṣmaṃ kṛtvā somakān alpaśeṣāṃs;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||183||

Quando ho udito che Bishma, l’anziano che ha quasi sterminato la dinastia Somaka142, giacerà più volte trafitto, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं शांतनवे शयाने;
पानीयार्थे चॊदितेनार्जुनेन ।
भूमिं भित्त्वा तर्पितं तत्र भीष्मं;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१८४॥
yadāśrauṣaṃ śāṃtanave śayāne;
pānīyārthe coditenārjunena |
bhūmiṃ bhittvā tarpitaṃ tatra bhīṣmaṃ;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||184||

Quando ho udito che il Samtanida, giacente al suolo, assetato chiederà ad Arjuna, il quale colpendo il terreno, lo disseterà, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं शुक्रसूर्यौ च युक्तौ;
कौन्तेयानाम अनुलॊमौ जयाय ।
नित्यं चास्माञ शवापदा वयाभषन्तस;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१८५॥
yadāśrauṣaṃ śukrasūryau ca yuktau;
kaunteyānām anulomau jayāya |
nityaṃ cāsmāñ śvāpadā vyābhaṣantas;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||185||

Quando ho udito che Vayu, che Surya e Indra, si alleeranno per la vittoria dei figli di Kunti e che le bestie da preda ringhiavano verso noi, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदा दरॊणॊ विविधान अस्त्रमार्गान;
विदर्शयन समरे चित्रयॊधी ।
न पाण्डवाञ शरेष्ठतमान निहन्ति;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१८६॥
yadā droṇo vividhān astramārgān;
vidarśayan samare citrayodhī |
na pāṇḍavāñ śreṣṭhatamān nihanti;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||186||

Quando ho udito che Drona, il meraviglioso guerriero, pur esibendosi sul campo con diverse armi e tecniche, non riuscirà a uccidere un solo Pandava, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं चास्मदीयान महारथान;
वयवस्थितान अर्जुनस्यान्तकाय ।
संसप्तकान निहतान अर्जुनेन;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१८७॥
yadāśrauṣaṃ cāsmadīyān mahārathān;
vyavasthitān arjunasyāntakāya |
saṃsaptakān nihatān arjunena;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||187||

Quando ho udito che le nostre schiere, risolute nell’uccidere, saranno trucidate da Arjuna, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं वयूहम अभेद्यम अन्यैर;
भारद्वाजेनात्त शस्त्रेण गुप्तम ।
भित्त्वा सौभद्रं वीरम एकं परविष्टं;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१८८॥
yadāśrauṣaṃ vyūham abhedyam anyair;
bhāradvājenātta śastreṇa guptam |
bhittvā saubhadraṃ vīram ekaṃ praviṣṭaṃ;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||188||

Quando ho udito che le nostre armate, impenetrabili e difese dal valoroso Bharadvaja, saranno forzate e penetrate dal prode figlio di Subhadra143, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाभिमन्युं परिवार्य बालं;
सर्वे हत्वा हृष्टरूपा बभूवुः ।
महारथाः पार्थम अशक्नुवन्तस;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१८९॥
yadābhimanyuṃ parivārya bālaṃ;
sarve hatvā hṛṣṭarūpā babhūvuḥ |
mahārathāḥ pārtham aśaknuvantas;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||189||

Quando ho udito che i nostri conduttori di carro, inabili nel sopraffare Arjuna, giubileranno per aver ucciso il giovane Abhimanyu144, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषम अभिमन्युं निहत्य;
हर्षान मूढान करॊशतॊ धार्तराष्ट्रान ।
करॊधं मुक्तं सैन्धवे चार्जुनेन;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१९०॥
yadāśrauṣam abhimanyuṃ nihatya;
harṣān mūḍhān krośato dhārtarāṣṭrān |
krodhaṃ muktaṃ saindhave cārjunena;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||190||

Quando ho udito che i ciechi Kaurava, impazziranno dalla gioia per la morte di Abhimanyu e che Arjuna, in preda alla collera, formulerà un giuramento verso il re Saindhava145, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं सैन्धवार्थे परतिज्ञां;
परतिज्ञातां तद वधायार्जुनेन ।
सत्यां निस्तीर्णां शत्रुमध्ये च;
तेन तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१९१॥
yadāśrauṣaṃ saindhavārthe pratijñāṃ;
pratijñātāṃ tad vadhāyārjunena |
satyāṃ nistīrṇāṃ śatrumadhye ca;
tena tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||191||

Quando ho udito che Arjuna, in presenza dei nemici, prometterà la morte di Saindhava mantenendo il giuramento, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं शरान्तहये धनंजये;
मुक्त्वा हयान पाययित्वॊपवृत्तान ।
पुनर युक्त्वा वासुदेवं परयातं;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१९२॥
yadāśrauṣaṃ śrāntahaye dhanaṃjaye;
muktvā hayān pāyayitvopavṛttān |
punar yuktvā vāsudevaṃ prayātaṃ;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||192||

Quando ho udito che Vasudeva disseterà i cavalli di Dhananjaya per poi di nuovo aggiogarli, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं वाहनेष्व आश्वसत्सु;
रथॊपस्थे तिष्ठता गाण्डिवेन ।
सर्वान यॊधान वारितान अर्जुनेन;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१९३॥
yadāśrauṣaṃ vāhaneṣv āśvasatsu;
rathopasthe tiṣṭhatā gāṇḍivena |
sarvān yodhān vāritān arjunena;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||193||

Quando ho udito che con i cavalli stanchi, Arjuna impugnando il Gandiva, riuscirà a far fronte agli assalitori, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं नागबलैर दुरुत्सहं;
दरॊणानीकं युयुधानं परमथ्य ।
यातं वार्ष्णेयं यत्र तौ कृष्ण पार्थौ;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१९४॥
yadāśrauṣaṃ nāgabalair durutsahaṃ;
droṇānīkaṃ yuyudhānaṃ pramathya |
yātaṃ vārṣṇeyaṃ yatra tau kṛṣṇa pārthau;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||194||

Quando ho udito che Yuyudhana146 della dinastia Vrisni, dopo aver gettato nella confusione le armate di Drona, ritirandosi poi vicino ad Arjuna e a Krishna, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं कर्णम आसाद्य मुक्तं;
वधाद भीमं कुत्सयित्वा वचॊभिः ।
धनुष्कॊट्या तुद्य कर्णेन वीरं;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१९५॥
yadāśrauṣaṃ karṇam āsādya muktaṃ;
vadhād bhīmaṃ kutsayitvā vacobhiḥ |
dhanuṣkoṭyā tudya karṇena vīraṃ;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||195||

Quando ho udito che Karna, pur avendo sopraffatto con il suo valore Bhima, dopo averlo ingiuriato e toccato con la punta dell’arco, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदा दरॊणः कृतवर्मा कृपश च;
कर्णॊ दरौणिर मद्रराजश च शूरः ।
अमर्षयन सैन्धवं वध्यमानं;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१९६॥
yadā droṇaḥ kṛtavarmā kṛpaś ca;
karṇo drauṇir madrarājaś ca śūraḥ |
amarṣayan saindhavaṃ vadhyamānaṃ;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||196||

Quando ho udito che Drona, Kritavarma, Kripa, Karna e il re di Madra, sostennero la morte di Saindhava, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं देवराजेन दत्तां;
दिव्यां शक्तिं वयंसितां माधवेन ।
घटॊत्कचे राक्षसे घॊररूपे;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१९७॥
yadāśrauṣaṃ devarājena dattāṃ;
divyāṃ śaktiṃ vyaṃsitāṃ mādhavena |
ghaṭotkace rākṣase ghorarūpe;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||197||

Quando ho udito che la celestiale Sakti concessa dal governatore della pioggia, verrà lanciata contro il Rakshasa Gatokhacha, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं कर्ण घटॊत्कचाभ्यां;
युद्धे मुक्तां सूतपुत्रेण शक्तिम ।
यया वध्यः समरे सव्यसाची;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१९८॥
yadāśrauṣaṃ karṇa ghaṭotkacābhyāṃ;
yuddhe muktāṃ sūtaputreṇa śaktim |
yayā vadhyaḥ samare savyasācī;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||198||

Quando ho udito che durante lo scontro tra Karna e Gatokhacha, la potente arma che poteva uccidere l’ambidestro (Arjuna), è stata usata dal figlio del carrettiere contro il Rakshasa, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं दरॊणम आचार्यम एकं;
धृष्टद्युम्नेनाभ्यतिक्रम्य धर्मम ।
रथॊपस्थे परायगतं विशस्तं;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥१९९॥
yadāśrauṣaṃ droṇam ācāryam ekaṃ;
dhṛṣṭadyumnenābhyatikramya dharmam |
rathopasthe prāyagataṃ viśastaṃ;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||199||

Quando ho udito che Dristhadyumna, infrangendo il dharma, decapiterà il maestro Drona, mentre era sul carro di battaglia, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं दरौणिना दवैरथस्थं;
माद्रीपुत्रं नकुलं लॊकमध्ये ।
समं युद्धे पाण्डवं युध्यमानं;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥२००॥
yadāśrauṣaṃ drauṇinā dvairathasthaṃ;
mādrīputraṃ nakulaṃ lokamadhye |
samaṃ yuddhe pāṇḍavaṃ yudhyamānaṃ;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||200||

Quando ho udito che Nakula, il figlio di Madri, combatterà contro il figlio di Drona e che mostreranno lo stesso valore nel guidare il carro in cerchio, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदा दरॊणे निहते दरॊणपुत्रॊ;
नारायणं दिव्यम अस्त्रं विकुर्वन ।
नैषाम अन्तं गतवान पाण्डवानां;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥२०१॥
yadā droṇe nihate droṇaputro;
nārāyaṇaṃ divyam astraṃ vikurvan |
naiṣām antaṃ gatavān pāṇḍavānāṃ;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||201||

Quando ho udito della morte di Drona, il figlio di Drona scagliata l’astra147 divina Narayana, fallirà nell’uccidere i Pandava, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं भीमसेनेन पीतं
रक्तं भ्रातुर्युधि दुःशासनस्य ।
निवारितं नान्यतमेन भीम
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥२०२॥
yadāśrauṣaṃ bhīmasenena pītaṃ
raktaṃ bhrāturyudhi duḥśāsanasya |
nivāritaṃ nānyatamena bhīma
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||202||

Quando ho udito che Bhima, sul campo di battaglia berrà il sangue di Dusyasana, senza che nessuno possa impedirlo, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं कर्णम अत्यन्तशूरं;
हतं पार्थेनाहवेष्व अप्रधृष्यम ।
तस्मिन भरातॄणां विग्रहे देव गुह्ये;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥२०३॥
yadāśrauṣaṃ karṇam atyantaśūraṃ;
hataṃ pārthenāhaveṣv apradhṛṣyam |
tasmin bhrātṝṇāṃ vigrahe deva guhye;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||203||

Quando ho udito che in quella guerra fratricida, misteriosa anche per i deva, il coraggioso Karna, invincibile in battaglia, sarà ucciso dal figlio di Prita, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं दरॊणपुत्रं कृपं च;
दुःशासनं कृतवर्माणम उग्रम ।
युधिष्ठिरं शून्यम अधर्षयन्तं;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥२०४॥
yadāśrauṣaṃ droṇaputraṃ kṛpaṃ ca;
duḥśāsanaṃ kṛtavarmāṇam ugram |
yudhiṣṭhiraṃ śūnyam adharṣayantaṃ;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||204||

Quando ho udito che il figlio di Drona, Kripa, Dushyasana e il fiero Kritavarman non attaccavano il re senza regno Yudhishthira, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं निहतं मद्रराजं;
रणे शूरं धर्मराजेन सूत ।
सदा संग्रामे सपर्धते यः स कृष्णं;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥२०५॥
yadāśrauṣaṃ nihataṃ madrarājaṃ;
raṇe śūraṃ dharmarājena sūta |
sadā saṃgrāme spardhate yaḥ sa kṛṣṇaṃ;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||205||

O suta, quando ho udito che il coraggioso re di Madra, sarà ucciso da Dharmaraja, uguale a Krishna in battaglia, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं कलहद्यूतमूलं;
मायाबलं सौबलं पाण्डवेन ।
हतं संग्रामे सहदेवेन पापं;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥२०६॥
yadāśrauṣaṃ kalahadyūtamūlaṃ;
māyābalaṃ saubalaṃ pāṇḍavena |
hataṃ saṃgrāme sahadevena pāpaṃ;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||206||

Quando ho udito che Suvala, dai magici poteri, causa della contesa e promotore della partita, quel malvagio sarà ucciso in battaglia dal Pandava Sahadeva, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं शरान्तम एकं शयानं;
हरदं गत्वा सतम्भयित्वा तद अम्भः ।
दुर्यॊधनं विरथं भग्नदर्पं;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥२०७॥
yadāśrauṣaṃ śrāntam ekaṃ śayānaṃ;
hradaṃ gatvā stambhayitvā tad ambhaḥ |
duryodhanaṃ virathaṃ bhagnadarpaṃ;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||207||

Quando ho udito che Duryodhana, senza carro, consumato dalla fatica, umiliato, in uno stagno, farà delle acque il suo rifugio, giacendovi privo di forze, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं पाण्डवांस तिष्ठमानान;
गङ्गा हरदे वासुदेवेन सार्धम ।
अमर्षणं धर्षयतः सुतं मे;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥२०८॥
yadāśrauṣaṃ pāṇḍavāṃs tiṣṭhamānān;
gaṅgā hrade vāsudevena sārdham |
amarṣaṇaṃ dharṣayataḥ sutaṃ me;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||208||

Quando ho udito che i Pandava, accompagnati da Vasudeva, fermi sulle rive della Ganga, attaccavano il mio irrequieto figlio, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं विविधांस तात मार्गान;
गदायुद्धे मण्डलं संचरन्तम ।
मिथ्या हतं वासुदेवस्य बुद्ध्या;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥२०९॥
yadāśrauṣaṃ vividhāṃs tāta mārgān;
gadāyuddhe maṇḍalaṃ saṃcarantam |
mithyā hataṃ vāsudevasya buddhyā;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||209||

Quando ho udito che durante il duello, in cerchio usando le mazze, mostrando grandi varietà di tecniche di attacco e di difesa, sarà slealmente ucciso davanti da Vasudeva, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं दरॊणपुत्रादिभिस तैर;
हतान पाञ्चालान दरौपदेयांश च सुप्तान ।
कृतं बीभत्समय शस्यं च कर्म;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥२१०॥
yadāśrauṣaṃ droṇaputrādibhis tair;
hatān pāñcālān draupadeyāṃś ca suptān |
kṛtaṃ bībhatsamaya śasyaṃ ca karma;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||210||

Quando ho udito che il figlio di Drona e i suoi seguaci, durante il sonno uccideranno i figli di Draupadi e i Panchala, macchiandosi di un orribile delitto, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं भीमसेनानुयातेन;
अश्वत्थाम्ना परमास्त्रं परयुक्तम ।
करुद्धेनैषीकम अवधीद येन गर्भं;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥२११॥
yadāśrauṣaṃ bhīmasenānuyātena;
aśvatthāmnā paramāstraṃ prayuktam |
kruddhenaiṣīkam avadhīd yena garbhaṃ;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||211||

Quando ho udito che Ashwathama, inseguito da Bhima, lancerà la più potente tra le armi, uccidendo in modo crudele con uno stelo il feto, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं बरह्मशिरॊ ऽरजुनेन मुक्तं;
सवस्तीत्य अस्त्रम अस्त्रेण शान्तम ।
अश्वत्थाम्ना मणिरत्नं च दत्तं;
तदा नाशंसे विजयाय संजय ॥२१२॥
yadāśrauṣaṃ brahmaśiro ‘rjunena muktaṃ;
svastīty astram astreṇa śāntam |
aśvatthāmnā maṇiratnaṃ ca dattaṃ;
tadā nāśaṃse vijayāya saṃjaya ||212||

Quando ho udito che Arjuna scaglierà la Brahmashira148, respingendo quella di Asvattaman, perdendo il gioiello, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

यदाश्रौषं दरॊणपुत्रेण गर्भे;
वैराट्या वै पात्यमाने महास्त्रे ।
दवैपायनः केशवॊ दरॊणपुत्रं;
परस्परेणाभिशापैः शशाप ॥२१३॥
yadāśrauṣaṃ droṇaputreṇa garbhe;
vairāṭyā vai pātyamāne mahāstre |
dvaipāyanaḥ keśavo droṇaputraṃ;
paraspareṇābhiśāpaiḥ śaśāpa ||213||

Quando ho udito che il ventre della figlia di Virata fu colpito con la potente arma del figlio di Drona e maledetto da Dvaipayana e da Keshava, allora o Samjaya ho capito di non avere speranza di successo.

Il tempo distruttore di ogni cosa

शॊच्या गान्धारी पुत्रपौत्रैर विहीना;
तथा वध्वः पितृभिर भरातृभिश च ।
कृतं कार्यं दुष्करं पाण्डवेयैः;
पराप्तं राज्यम असपत्नं पुनस तैः ॥२१४॥
śocyā gāndhārī putrapautrair vihīnā;
tathā vadhvaḥ pitṛbhir bhrātṛbhiś ca |
kṛtaṃ kāryaṃ duṣkaraṃ pāṇḍaveyaiḥ;
prāptaṃ rājyam asapatnaṃ punas taiḥ ||214||

Ahimè, Ghandhari, privata dei figli, dei nipoti, le donne private dei padri e dei mariti, nella difficile impresa, un regno senza rivali hanno ottenuto i Pandava.

कष्टं युद्धे दश शेषाः शरुता मे;
तरयॊ ऽसमाकं पाण्डवानां च सप्त ।
दव्यूना विंशतिर आहताक्षौहिणीनां;
तस्मिन संग्रामे विग्रहे कषत्रियाणाम ॥२१५॥
kaṣṭaṃ yuddhe daśa śeṣāḥ śrutā me;
trayo ‘smākaṃ pāṇḍavānāṃ ca sapta |
dvyūnā viṃśatir āhatākṣauhiṇīnāṃ;
tasmin saṃgrāme vigrahe kṣatriyāṇām ||215||

Ahimè, Ho udito che la guerra ne risparmierà dieci, tre dei nostri e sette tra i Pandava. Diciotto Akshauhini saranno distrutti in quella guerra tra Kshatrya.

तमसा तव अभ्यवस्तीर्णॊ मॊह आविशतीव माम ।
संज्ञां नॊपलभे सूत मनॊ विह्वलतीव मे ॥२१६॥
tamasā tv abhyavastīrṇo moha āviśatīva mām |
saṃjñāṃ nopalabhe sūta mano vihvalatīva me ||216||

Attorno a me ci sono solo tenebre, la mia mente trema, mi sento mancare, o Suta la coscienza mi lascia.

इत्य उक्त्वा धृतराष्ट्रॊ ऽथ विलप्य बहुदुःखितः ।
मूर्च्छितः पुनर आश्वस्तः संजयं वाक्यम अब्रवीत ॥२१७॥
ity uktvā dhṛtarāṣṭro ‘tha vilapya bahuduḥkhitaḥ |
mūrcchitaḥ punar āśvastaḥ saṃjayaṃ vākyam abravīt ||217||

Piangendo il suo destino, Dhritarashtra fu sopraffatto da grande dolore, ma ripresosi, di nuovo rincuorato si rivolse a Sanjaya con queste parole.

संजयैवं गते पराणांस तयक्तुम इच्छामि माचिरम ।
सतॊकं हय अपि न पश्यामि फलं जीवितधारणे ॥२१८॥
saṃjayaivaṃ gate prāṇāṃs tyaktum icchāmi māciram |
stokaṃ hy api na paśyāmi phalaṃ jīvitadhāraṇe ||218||

O Samjaya, in queste condizioni, velocemente desidero porre fine alla mia vita, non vedo vantaggi nel vivere più a lungo.

तं तथा वादिनं दीनं विलपन्तं महीपतिम ।
निःश्वसन्तं यथा नागं मुह्यमानं पुन: पुनः ॥२१९॥
taṃ tathā vādinaṃ dīnaṃ vilapantaṃ mahīpatim |
niḥśvasantaṃ yathā nāgaṃ muhyamānaṃ puna: punaḥ ||219||

Mentre in questo modo, piangeva sibilando come un serpente e perdendo spesso i sensi.

गावल्गणिर इदं धीमान महार्थं वाक्यम अब्रवीत ।
शरुतवान असि वै राज्ञॊ महॊत्साहान महाबलान ॥२२०॥
gāvalgaṇir idaṃ dhīmān mahārthaṃ vākyam abravīt |
śrutavān asi vai rājño mahotsāhān mahābalān ||220||

Il saggio figlio di Gavalgana rispose con queste importanti parole: “Hai ascoltato le storie di quei re, di quei potenti monarchi,

दवैपायनस्य वदतॊ नारदस्य च धीमतः ।
महत्सु राजवंशेषु गुणैः समुदितेषु च ॥२२१॥
dvaipāyanasya vadato nāradasya ca dhīmataḥ |
mahatsu rājavaṃśeṣu guṇaiḥ samuditeṣu ca ||221||

raccontate da Dvaipayana e dal saggio Narada, le storie di uomini di vasta fama, nati in famiglie reali, rifulgenti di tutte le virtù,

जातान दिव्यास्त्रविदुषः शक्र परतिमतेजसः ।
धर्मेण पृथिवीं जित्वा यज्ञैर इष्ट्वाप्त दक्षिणैः ॥२२२॥
jātān divyāstraviduṣaḥ śakra pratimatejasaḥ |
dharmeṇa pṛthivīṃ jitvā yajñair iṣṭvāpta dakṣiṇaiḥ ||222||

esperti nell’uso di armi celesti, la cui gloria eguaglia quella di Sakra, che nel dharma, con offerte e grandi sacrifici hanno conquistato la Terra,

अस्मिँल लॊके यशः पराप्य ततः कालवशं गताः ।
वैन्यं महारथं वीरं सृञ्जयं जयतां वरम ॥२२३॥
asmiṁl loke yaśaḥ prāpya tataḥ kālavaśaṃ gatāḥ |
vainyaṃ mahārathaṃ vīraṃ sṛñjayaṃ jayatāṃ varam ||223||

ottenendo ampia fama sulla Terra, ma che a tempo debito anch’essi sono morti. Tra questi: Vainya, il valoroso conduttore di carri Srinjaya, quei più grandi tra i conquistatori di

सुहॊत्रं रन्ति देवं च कक्षीवन्तं तथौशिजम ।
बाह्लीकं दमनं शैब्यं शर्यातिम अजितं जितम ॥२२४॥
suhotraṃ ranti devaṃ ca kakṣīvantaṃ tathauśijam |
bāhlīkaṃ damanaṃ śaibyaṃ śaryātim ajitaṃ jitam ||224||

Suotra, e Rantideva, e il glorioso Kakshivanta, e ValiKa, e Damana, e Sibi, e Saryati Agitami, e Ajita,

विश्वामित्रम अमित्रघ्नम अम्बरीषं महाबलम ।
मरुत्तं मनुम इक्ष्वाकुं गयं भरतम एव च ॥२२५॥
viśvāmitram amitraghnam ambarīṣaṃ mahābalam |
maruttaṃ manum ikṣvākuṃ gayaṃ bharatam eva ca ||225||

Visvamitra il conquistatore dei nemici, il forte Ambarisa, Marutta, Manu, Ikshwaku, Gaya e Bharata,

रामं दाशरथिं चैव शशबिन्दुं भगीरथम ।
कृतवीर्यं महाभागं तथैव जनमेजयम् ॥२२६॥
rāmaṃ dāśarathiṃ caiva śaśabinduṃ bhagīratham |
kṛtavīryaṃ mahābhāgaṃ tathaiva janamejayam ||226||

Rama il figlio di Dasarata, e Sashabindu, e Bagiratha, e Kritavirya e quel grande di Janamejaya,

ययातिं शुभकर्माणं देवैर यॊ याजितः सवयम ।
चैत्ययूपाङ्किता भूमिर यस्येयं सवनाकरा ॥२२७॥
yayātiṃ śubhakarmāṇaṃ devair yo yājitaḥ svayam |
caityayūpāṅkitā bhūmir yasyeyaṃ savanākarā ||227||

Yayati colui le quali buone azioni sono famose, che di persona sacrificò ai deva, i cui altari hanno marchiato con libagioni le regioni abitate.

इति राज्ञां चतुर्विंशन नारदेन सुरर्षिणा ।
पुत्रशॊकाभितप्ताय पुरा शैब्याय कीर्तिताः ॥२२८॥
iti rājñāṃ caturviṃśan nāradena surarṣiṇā |
putraśokābhitaptāya purā śaibyāya kīrtitāḥ ||228||

Questi sono i nomi dei ventiquattro re, le cui storie furono raccontate dal divino Rishi Narada, allo scopo di consolare l’afflitto re Sibi per la precoce perdita dei figli.

तेभ्यश चान्ये गताः पूर्वं राजानॊ बलवत्तराः ।
महारथा महात्मानः सर्वैः समुदिता गुणैः ॥२२९॥
tebhyaś cānye gatāḥ pūrvaṃ rājāno balavattarāḥ |
mahārathā mahātmānaḥ sarvaiḥ samuditā guṇaiḥ ||229||

Oltre questi, altri valorosi re sono morti, tutti grandi conduttori di carro, grandi anime, tutti meritevoli, dotati di virtù.

पूरुः कुरुर यदुः शूरॊ विष्वग अश्वॊ महाधृतिः ।
अनेना युवनाश्वश च ककुत्स्थॊ विक्रमी रघुः ॥२३०॥
pūruḥ kurur yaduḥ śūro viṣvag aśvo mahādhṛtiḥ |
anenā yuvanāśvaś ca kakutstho vikramī raghuḥ ||230||

I loro nomi sono: Puru, Kuru, Yadu, Sura, Visvasrava il fermo, Anena, Yuvanasva, Kakutsa, Wikrami e Ragu,

विजिती वीति हॊत्रश च भवः शवेतॊ बृहद गुरुः ।
उशीनरः शतरथः कङ्कॊ दुलिदुहॊ दरुमः ॥२३१।।
vijitī vīti hotraś ca bhavaḥ śveto bṛhad guruḥ |
uśīnaraḥ śatarathaḥ kaṅko duliduho drumaḥ ||231||

Vijitin, Vitihotra, Bhava, Sveta, Brihadguru, Usinara, Sataratha, Duliduha, Druma,

दम्भॊद्भवः परॊ वेनः सगरः संकृतिर निमिः ।
अजेयः परशुः पुण्ड्रः शम्भुर देवावृधॊ ऽनघः ॥२३२॥
dambhodbhavaḥ paro venaḥ sagaraḥ saṃkṛtir nimiḥ |
ajeyaḥ paraśuḥ puṇḍraḥ śambhur devāvṛdho ‘naghaḥ ||232||

Dambhodbhava, Para, Vena, Sagara, Samkriti, Nimi, Ajeya, Parashu, Pundra, Sambhu, il santo Devavrida,

देवाह्वयः सुप्रतिमः सुप्रतीकॊ बृहद्रथः ।
महॊत्साहॊ विनीतात्मा सुक्रतुर नैषधॊ नलः ॥२३३॥
devāhvayaḥ supratimaḥ supratīko bṛhadrathaḥ |
mahotsāho vinītātmā sukratur naiṣadho nalaḥ ||233||

Devahavaya, Supratima, Supratika, Briadratha, Mahotsaha, Vinitatma, Sukratu e Nala il re di Nishada,

सत्यव्रतः शान्तभयः सुमित्रः सुबलः परभुः ।
जानु जङ्घॊ ऽनरण्यॊ ऽरकः परिय भृत्यः शुभव्रतः ॥२३४॥
satyavrataḥ śāntabhayaḥ sumitraḥ subalaḥ prabhuḥ |
jānu jaṅgho ‘naraṇyo ‘rkaḥ priya bhṛtyaḥ śubhavrataḥ ||234||

Satiavrata, Santabaya, Sumitra, il potente Subala, Janujangha, Anaranya, Arka, Priyabritya, Subhavrata,

बलबन्धुर निरामर्दः केतुशृङ्गॊ बृहद्बलः ।
धृष्टकेतुर बृहत केतुर दीप्तकेतुर निरामयः ॥२३५॥
balabandhur nirāmardaḥ ketuśṛṅgo bṛhadbalaḥ |
dhṛṣṭaketur bṛhat ketur dīptaketur nirāmayaḥ ||235||

Balabandu, Nirmarda, Ketusringa, Brihadbala, Drisstaketu, Briatketu, Driptaketu, Niramaya,

अविक्षित परबलॊ धूर्तः कृतबन्धुर दृढेषुधिः ।
महापुराणः संभाव्यः परत्यङ्गः परहा शरुतिः ॥२३६॥
avikṣit prabalo dhūrtaḥ kṛtabandhur dṛḍheṣudhiḥ |
mahāpurāṇaḥ saṃbhāvyaḥ pratyaṅgaḥ parahā śrutiḥ ||236||

Avikshit, Prabala, Dhurta, Kritbandhu, Dridhesudi, Mahapurana, Sambhavya, Pratyanga, Paraha e Sruti.

एते चान्ये च बहवः शतशॊ ऽथ सहस्रशः ।
शरूयन्ते ऽयुतशश चान्ये संख्याताश चापि पद्मशः ॥२३७॥
ete cānye ca bahavaḥ śataśo ‘tha sahasraśaḥ |
śrūyante ‘yutaśaś cānye saṃkhyātāś cāpi padmaśaḥ ||237||

I nomi di questi, li abbiamo ascoltati a centinaia, a migliaia sono ricordati, altri ancora si contano a miriadi, a centinaia di miliardi.

हित्वा सुविपुलान भॊगान बुद्धिमन्तॊ महाबलाः ।
राजानॊ निधनं पराप्तास तव पुत्रैर महत्तमाः ॥२३८॥
hitvā suvipulān bhogān buddhimanto mahābalāḥ |
rājāno nidhanaṃ prāptās tava putrair mahattamāḥ ||238||

Abbandonati i possedimenti, quei saggi, valorosi e migliori dei tuoi figli, ricevettero la morte.

येषां दिव्यानि कर्माणि विक्रमस तयाग एव च ।
माहात्म्यम अपि चास्तिक्यं सत्यता शौचम आर्जवम ॥२३९॥
yeṣāṃ divyāni karmāṇi vikramas tyāga eva ca |
māhātmyam api cāstikyaṃ satyatā śaucam ārjavam ||239||

Le loro imprese sono meravigliose, mostrano coraggio, grandezza, fede, magnanimità e onestà.

विद्वद्भिः कथ्यते लॊके पुराणैः कवि सत्तमैः ।
सर्वर्द्धि गुणसंपन्नास ते चापि निधनं गताः ॥२४०॥
vidvadbhiḥ kathyate loke purāṇaiḥ kavi sattamaiḥ |
sarvarddhi guṇasaṃpannās te cāpi nidhanaṃ gatāḥ ||240||

Il mondo canta le loro storie con la bocca dei poeti, possedevano grandi virtù eppure sono morti.

तव पुत्रा दुरात्मानः परतप्ताश चैव मन्युना ।
लुब्धा दुर्वृत्त भूयिष्ठा न ताञ शॊचितुम अर्हसि ॥२४१॥
tava putrā durātmānaḥ prataptāś caiva manyunā |
lubdhā durvṛtta bhūyiṣṭhā na tāñ śocitum arhasi ||241||

I vostri malvagi figli, bramosi, pervasi dalla follia, dal cattivo comportamento, non piangeteli.

शरुतवान असि मेधावी बुद्धिमान पराज्ञसंमतः ।
येषां शास्त्रानुगा बुद्धिर न ते मुह्यन्ति भारत ॥२४२॥
śrutavān asi medhāvī buddhimān prājñasaṃmataḥ |
yeṣāṃ śāstrānugā buddhir na te muhyanti bhārata ||242||

Sapete che gli intelligenti, che i saggi che conoscono le scritture, o Bharta non cadono nella confusione.

निग्रहानुग्रहौ चापि विदितौ ते नराधिप ।
नात्यन्तम एवानुवृत्तिः शरूयते पुत्र रक्षणे ॥२४३॥
nigrahānugrahau cāpi viditau te narādhipa |
nātyantam evānuvṛttiḥ śrūyate putra rakṣaṇe ||243||

O sovrano di uomini, voi conoscete la clemenza e la severità del destino, quest’ansietà per la sorte dei vostri figli non è conveniente.

भवितव्यं तथा तच च नातः शॊचितुम अर्हसि ।
दैवं परज्ञा विशेषेण कॊ निवर्तितुम अर्हति ॥२४४॥
bhavitavyaṃ tathā tac ca nātaḥ śocitum arhasi |
daivaṃ prajñā viśeṣeṇa ko nivartitum arhati ||244||

Non bisogna affliggersi per ciò che inevitabilmente deve accadere. Chi con la propria saggezza o abilità potrebbe cambiare gli eventi del destino?

विधातृविहितं मार्गं न कश चिद अतिवर्तते ।
कालमूलम इदं सर्वं भावाभावौ सुखासुखे ॥२४५॥
vidhātṛvihitaṃ mārgaṃ na kaś cid ativartate |
kālamūlam idaṃ sarvaṃ bhāvābhāvau sukhāsukhe ||245||

L’esistenza, la non-esistenza, la gioia e il dolore hanno come radici il tempo. Nessuno può sottrarsi.

कालः पचति भूतानि कालः संहरति परजाः ।
निर्दहन्तं परजाः कालं कालः शमयते पुनः ॥२४६॥
kālaḥ pacati bhūtāni kālaḥ saṃharati prajāḥ |
nirdahantaṃ prajāḥ kālaṃ kālaḥ śamayate punaḥ ||246||

Il tempo produce gli esseri, il tempo sostiene le creature. Consumato il tempo, il tempo li annienta.

कालॊ विकुरुते भावान सर्वाँल लॊके शुभाशुभान ।
कालः संक्षिपते सर्वाः परजा विसृजते पुनः ॥२४७॥
kālo vikurute bhāvān sarvāṁl loke śubhāśubhān |
kālaḥ saṃkṣipate sarvāḥ prajā visṛjate punaḥ ||247||

In questo mondo, tutti gli esseri, buoni e cattivi, sono distrutti e poi ricreati.

काल: सुप्तेषु जागति कालो हि दुरतिक्रमः ।
कालः सर्वेषु भूतेषु चरत्य अविधृतः समः ॥२४८॥
kāla: supteṣu jāgati kālo hi duratikramaḥ |
kālaḥ sarveṣu bhūteṣu caraty avidhṛtaḥ samaḥ ||248||

Solo il tempo veglia, quando tutto dorme. In verità il tempo non può essere sopraffatto. Il tempo indifferente, passa sopra ogni cosa.

अतीतानागता भावा ये च वर्तन्ति सांप्रतम ।
तान कालनिर्मितान बुद्ध्वा न संज्ञां हातुम अर्हसि ॥२४९॥
atītānāgatā bhāvā ye ca vartanti sāṃpratam |
tān kālanirmitān buddhvā na saṃjñāṃ hātum arhasi ||249||

Sapendo che tutte le cose, passate, presenti, future e tutto ciò che esiste, sono figlie del tempo, non puoi rigettare questa logica”.

सौतिरुवाच इत्येवं पुत्रशोकार्तं धृतराष्ट्रं जनेश्वरम् ।
आश्वास्य स्वस्थमकरोत्सूतो गावल्गणिस्तदा ॥२५०॥
sautiruvāca ityevaṃ putraśokārtaṃ dhṛtarāṣṭraṃ janeśvaram |
āśvāsya svasthamakarotsūto gāvalgaṇistadā ||250||

Il suta continuò: Confortato da quelle parole, addolorato per la sorte dei suoi figli, ritrovò di nuovo la pace.

La lettura che libera dai peccati

अत्रॊपनिषदं पुण्यां कृष्णद्वैपायनॊ ऽबरवीत ।
विद्वद्धिः कथ्यते लोके पुराणे कविसत्तमैः ॥२५१॥
atropaniṣadaṃ puṇyāṃ kṛṣṇadvaipāyano ‘bravīt |
vidvaddhiḥ kathyate loke purāṇe kavisattamaiḥ ||251||

Prendendo spunto da questi fatti, Krishna il dvaipayana compose un’opera, la quale sarà propagata in tutto il mondo e che non esiterà a chiamarlo Purana.

भारताध्ययनात पुण्याद अपि पादम अधीयतः ।
शरद्दधानस्य पूयन्ते सर्वपापान्य अशेषतः ॥२५२॥
bhāratādhyayanāt puṇyād api pādam adhīyataḥ |
śraddadhānasya pūyante sarvapāpāny aśeṣataḥ ||252||

Il suta continuò: Lo studio del Bharata è un atto misericordioso. Chi leggerà con fede, anche un solo passo (pada) sarà purgato da tutte le colpe.

देवर्षयॊ हय अत्र पुण्या बरह्म राजर्षयस तथा ।
कीर्त्यन्ते शुभकर्माणस तथा यक्षमहॊरगाः ॥२५३॥
devarṣayo hy atra puṇyā brahma rājarṣayas tathā |
kīrtyante śubhakarmāṇas tathā yakṣamahoragāḥ ||253||

L’opera racconta di Devarishi, di nobili Brahmarishi, narra le imprese di Yaksha e di grandi Uraga149.

भगवान वासुदेवश च कीर्त्यते ऽतर सनातनः ।
स हि सत्यम ऋतं चैव पवित्रं पुण्यम एव च ॥२५४॥
bhagavān vāsudevaś ca kīrtyate ‘tra sanātanaḥ |
sa hi satyam ṛtaṃ caiva pavitraṃ puṇyam eva ca ||254||

Sono descritte le qualità del bhagavan Vasudeva, l’eterno, la verità, il Sanatana150, il purificatore.

शाश्वतं बरह्म परमं धरुवं जयॊतिः सनातनम ।
यस्य दिव्यानि कर्माणि कथयन्ति मनीषिणः ॥२५५॥
śāśvataṃ brahma paramaṃ dhruvaṃ jyotiḥ sanātanam |
yasya divyāni karmāṇi kathayanti manīṣiṇaḥ ||255||

È descritto l’eterno Brahma, l’assoluta certezza, la costante luce, le cui celesti azioni gli uomini dichiarano.

असत सत सद असच चैव यस्माद देवात परवर्तते ।
संततिश च परवृत्तिश च जन्ममृत्युः पुनर्भवः ॥२५६॥
asat sat sad asac caiva yasmād devāt pravartate |
saṃtatiś ca pravṛttiś ca janmamṛtyuḥ punarbhavaḥ ||256||

Colui in cui si svolge il non-esistente, l’esistente e non-esistente, con i principi di generazione e progresso, quali, la nascita, la crescita, la morte e la rinascita.

अध्यात्मं शरूयते यच च पञ्च भूतगुणात्मकम ।
अव्यक्तादि परं यच च स एव परिगीयते ॥२५७॥
adhyātmaṃ śrūyate yac ca pañca bhūtaguṇātmakam |
avyaktādi paraṃ yac ca sa eva parigīyate ||257||

In esso è descritto Colui che è Adhyatma e che condivide gli attributi dei cinque elementi, colui che è immanifesto e supremo.

यत तद यति वरा युक्ता धयानयॊगबलान्विताः ।
परतिबिम्बम इवादर्शे पश्यन्त्य आत्मन्य अवस्थितम ॥२५८॥
yat tad yati varā yuktā dhyānayogabalānvitāḥ |
pratibimbam ivādarśe paśyanty ātmany avasthitam ||258||

È colui che gli asceti concentrati, dotati della forza della meditazione yogica, vedono nei loro cuori come un riflesso nello specchio.

शरद्दधानः सदॊद्युक्तः सत्यधर्मपरायणः ।
आसेवन्न इमम अध्यायं नरः पापात परमुच्यते ॥२५९॥
śraddadhānaḥ sadodyuktaḥ satyadharmaparāyaṇaḥ |
āsevann imam adhyāyaṃ naraḥ pāpāt pramucyate ||259||

L’uomo di fede, il sempre concentrato, il seguace del vero dharma, devoto e misericordioso, che esercita costantemente la virtù, leggendo questa sezione, si libera dalle colpe.

अनुक्रमणिम अध्यायं भारतस्येमम आदितः ।
आस्तिकः सततं शृण्वन न कृच्छ्रेष्व अवसीदति ॥२६०॥
anukramaṇim adhyāyaṃ bhāratasyemam āditaḥ |
āstikaḥ satataṃ śṛṇvan na kṛcchreṣv avasīdati ||260||

Il credente che studia il Bharata dall’inizio, che costantemente lo ascolta non cadrà mai in disgrazia.

उभे संध्ये जपन किं चित सद्यॊ मुच्येत किल्बिषात ।
अनुक्रमण्या यावत सयाद अह्ना रात्र्या च संचितम ॥२६१॥
ubhe saṃdhye japan kiṃ cit sadyo mucyeta kilbiṣāt |
anukramaṇyā yāvat syād ahnā rātryā ca saṃcitam ||261||

L’uomo che ogni giorno, all’alba e al tramonto recita una parte, si libera dalle colpe, grande è la recitazione giornaliera e notturna.

भारतस्य वपुर हय एतत सत्यं चामृतम एव च ।
नव नीतं यथा दध्नॊ दविपदां बराह्मणॊ यथा ॥२६२॥
bhāratasya vapur hy etat satyaṃ cāmṛtam eva ca |
nava nītaṃ yathā dadhno dvipadāṃ brāhmaṇo yathā ||262||

Il corpo del Bharata è verità composta di vera Amrita. Come il grumo è migliore del caglio, così il Brahmana è il migliore tra gli uomini

आरण्यकं च वेदेभ्य ओषधिभ्योऽमृतं यथा ।
हरदानाम उदधिः शरेष्ठॊ गौर वरिष्ठा चतुष्पदाम ॥२६३॥
āraṇyakaṃ ca vedebhya oṣadhibhyo:’mṛtaṃ yathā |
hradānām udadhiḥ śreṣṭho gaur variṣṭhā catuṣpadām ||263||

Come l’Aranyaka è il migliore dei Veda, come l’Amrita è il migliore dei medicinali, come l’oceano è il migliore delle acque, come la vacca è il migliore dei quadrupedi.

यथैतानि वरिष्ठानि तथा भरतम उच्यते ।
यश चैनं शरावयेच छराद्धे बराह्मणान पादम अन्ततः ॥२६४॥
yathaitāni variṣṭhāni tathā bharatam ucyate |
yaś cainaṃ śrāvayec chrāddhe brāhmaṇān pādam antataḥ ||264||

Così il Bharata è detto essere la migliore tra le storie. Colui che durante il rito funebre fa recitare qualche passo dai Brahmani,

अक्षय्यम अन्नपानं तत पितॄंस तस्यॊपतिष्ठति ।
इतिहास पुराणाभ्यां वेदं समुपबृंहयेत ॥२६५॥
akṣayyam annapānaṃ tat pitṝṃs tasyopatiṣṭhati |
itihāsa purāṇābhyāṃ vedaṃ samupabṛṃhayet ||265||

otterrà eterna oblazione di cibo e bevande. Le storie e i Purana completano i Veda.

बिभेत्य अल्पश्रुताद वेदॊ माम अयं परतरिष्यति ।
कार्ष्णं वेदम इमं विद्वाञ शरावयित्वार्थम अश्नुते ॥२६६॥
bibhety alpaśrutād vedo mām ayaṃ pratariṣyati |
kārṣṇaṃ vedam imaṃ vidvāñ śrāvayitvārtham aśnute ||266||

I Veda temono di esserne superati anche con un piccolo ascolto. L’uomo colto che recita questo Veda di Vyasa è avvantaggiato.

भरूण हत्या कृतं चापि पापं जह्यान न संशयः ।
य इमं शुचिर अध्यायं पठेत पर्वणि पर्वणि ॥२६७॥
bhrūṇa hatyā kṛtaṃ cāpi pāpaṃ jahyān na saṃśayaḥ |
ya imaṃ śucir adhyāyaṃ paṭhet parvaṇi parvaṇi ||267||

Anche leggendo un solo parva, chi ha ucciso un neonato sarà libero dalla colpa.

अधीतं भारतं तेन कृत्स्नं सयाद इति मे मतिः ।
यश चेमं शृणुयान नित्यम आर्षं शरद्धासमन्वितः ॥२६८॥
adhītaṃ bhārataṃ tena kṛtsnaṃ syād iti me matiḥ |
yaś cemaṃ śṛṇuyān nityam ārṣaṃ śraddhāsamanvitaḥ ||268||

L’uomo che legge questo capitolo ha letto l’intero Bharata. L’uomo di fede che con costanza legge questo poema,

स दीर्घम आयुः कीर्तिं च सवर्गतिं चाप्नुयान नरः ।
चत्वार एकतॊ वेदा भारतं चैकम एकतः ॥२६९॥
sa dīrgham āyuḥ kīrtiṃ ca svargatiṃ cāpnuyān naraḥ |
catvāra ekato vedā bhārataṃ caikam ekataḥ ||269||

acquisirà longevità e un rinnovato posto in cielo. Su un piatto i quattro Veda e su un altro il solo Bharata,

समागतैः सुरर्षिभिस तुलाम आरॊपितं पुरा ।
महत्त्वे च गुरुत्वे च धरियमाणं ततॊ ऽधिकम ॥२७०॥
samāgataiḥ surarṣibhis tulām āropitaṃ purā
mahattve ca gurutve ca dhriyamāṇaṃ tato ‘dhikam ||270||

un tempo, dai sura furono collocati sopra una bilancia, per grandezza e pesantezza risultò più pesante.

महत्त्वाद भारवत्त्वाच च महाभारतम उच्यते ।
निरुक्तम अस्य यॊ वेद सर्वपापैः परमुच्यते ॥२७॥
mahattvād bhāravattvāc ca mahābhāratam ucyate |
niruktam asya yo veda sarvapāpaiḥ pramucyate ||271||

Da quel momento, in tutto il mondo, per la sua grandezza fu chiamato Mahabharata. Chi lo conosce è libero dalle colpe.

तपॊ न कल्कॊ ऽधययनं न कल्कः;
सवाभाविकॊ वेद विधिर न कल्कः ।
परसह्य वित्ताहरणं न कल्कस;
तान्य एव भावॊपहतानि कल्कः ॥२७२॥
tapo na kalko ‘dhyayanaṃ na kalkaḥ;
svābhāviko veda vidhir na kalkaḥ |
prasahya vittāharaṇaṃ na kalkas;
tāny eva bhāvopahatāni kalkaḥ ||272||

Il tapas è buono, lo studio è buono, i doveri prescritti dai Veda sono buoni, lo sforzo per acquisire ricchezze è buono, ma se a discapito di altri, allora sono un male.


NOTE:

1. नारायण (nārāyaṇa) – Nara (uomo) e ayana (sentiero) la divinità primordiale “che risiede sopra le acque”, epiteto per Vishnu prima della creazione. Nella Bibbia: “La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di elohim (dio) aleggiava sulle acque.” (Genesi 1:2 CEI).
2. नर (nara) – Maschio.
3. देवी (devī) – Femminile di “deva”. I fiumi in sanscrito sono femminili.
4. सरस्वती (sarasvatī) – Prima fiume poi divinità (antropomorfizzazione). Al letterale “colei che scorre”. Sembra che la geografia indiana abbia fatto breccia nel mito biblico di Abramo (Brahma), Sara (Sarasvati) moglie e sorella e Agar (Gagar) la schiava portatrice d’acqua. Gagar è un affluente del Sarasvati.
5. जय (jaya) – Successo, vittoria, ecc.
6. उग्रश्रव (ugraśrava) – Figlio di Lomharshana, narratore di diversi Purana, tra cui Mahabharata, le narrazioni si svolgevano tipicamente davanti ai saggi riuniti nella fores di Naimisha.
7. लोमहर्षण (lomaharṣaṇa) – o Romaharshana è uno dei cinque discepoli di Vyasa, gli altri quattro sono: Paila, Vaishampayana, Jaimini e Suna.
8. सूत (sūta) – Una persona di classe mista (nato da padre Vaisha e moglie Kshatrya o viceversa), al letterale “carrettiere”, in genere è così chiamato l’auriga, colui che si occupa dei carri.
9. पुराण (purāṇa) – L’etimologia del termine “purana” è data come “ciò che è accaduto in tempi antichi”, sinonimo di “itihasa” (ciò che davvero è successo).
10. नैमिष (naimiṣa) – Il nome di una famosa foresta.
11. शौनक (śaunaka) – Un saggio molto famoso, qui presiede a un sacrificio dalla durata di 12 anni.
12. कुलपति (kulapati) – Soprannome di Shaunaka. Epiteto per un capo clan.
13. ब्राह्मण (brāhmaṇa) – Colui che conosce Brahma o il Brahman, membro della classe sacerdotale.
14. ऋषि (ṛṣi) – Persona di grande cultura, in grado di recitare e comprendere i Veda.
15. Il figlio del carrettiere.
16. आश्रम (āśrama) – Qui ha il significato di eremitaggio.
17, मुनि (muni) – Titolo onorifico, sinonimo di “grande saggio”.
18. तपस् (tapas) – Penitenza, austerità, portare avanti voti, ecc.
19. कमलपत्राक्ष (kamalapatrākṣa) – Avere occhi come foglie di loto.
20. जनमेजय (janamejaya) – Nome di un antico e famoso re della dinastia solare. Discende da Vishnu (Sole) attraverso: Brahma, Atri, Candra, Budha, Pururavas, ayus, Nahusha, Yayati, Puru, Janamejaya, Pracinvan, Pravira, Namasyu, Vitabhaya, Shundu, Bahuvidha, Samyati, Rahovadyanta, Dunshantadi, Raudradrada Bharata, Suhotra, Suhota, Gala, Garda, Suketu, Brihatkshetra, Hasti, Ajamidha, Risha, Samvarana, Kuru, Jahnu, Suratha, Viduratha, Sarvabhauma, Jayatsena, Ravyaya, Bhavuka, Cakroddhata, Devatinuthi, Rikantaririkhanta, Vyasa, Pandu, Arjuna, Abhimanyu, Parikshit, Janamejaya.
21. परीक्षित् (parīkṣit) – Padre di Janamejaya.
22. कृष्ण (kṛṣṇa) – Al letterale “nero”. Soprannome di Vyasa dovuto al colore scuro della pelle.
23. द्वैपायन (dvaipāyana) – Al letterale “nato su un’isola”. Altro soprannome di Vyasa. Krishna il Dvaipayana, “lo scuro nato sopra un’isola”.
24. वैशम्पायन (vaiśampāyana) – Vaishampayana raccontò a Janamejaya la storia di Bharata su istruzione di Vyasa.
25. समन्तपञ्चकं (samantapañcaka) – Luogo (con cinque laghi) dove Parasurama in collera a colpi d’ascia sterminò la corrotta classe degli kshatrya.
26. द्विज (dvija) – Al letterale “nati due volte”, alcuni studiosi traducono “dvijaniṣevitam” con luogo dove dimorano gli uccelli.
27. कुरु (kuru) – I figli di Kuru (i kaurava) i discendenti del fondatore della dinastia in cui nacquero anche i Pandava (i figli di Pandu).
28. पाण्डु (pandu) – I figli di Pandu o i pandava.
29. ब्रह्मा (brahma) – L’essere immenso, antropomorfizzazione dell’universo.
30. धर्मा (dharma) – Al letterale significa “legge”, tutte le leggi della natura, ma anche quelle dell’uomo. Il dharma del fuoco è di essere caldo e luminoso, questa è una legge.
31. सुरा (surā) – Antropomorfizzazione di astri, della natura, di elementi, ecc. Poi convertiti in divinità. I sura (forze della luce) sono sempre in guerra con gli asura (forze delle tenebre). I sura risiedono a nord (alto) dal tropico del Cancro alle estreme latitudini, gli asura risiedono a sud (basso) dal tropico del Capricorno alle estreme latitudini, un giorno (sei mesi) e una notte (sei mesi) per i sura e gli asura corrispondono a un anno dei manusha (umani). Da qui i “tre luoghi” (triloka), paradiso (luogo superiore), mondo degli uomini (luogo mediano) e inferno (luogo inferiore) di tutte le religioni.
32 ब्रह्मर्षि (brahmarṣi) – Qui si riferisce alle sette stelle dell’Orsa Maggiore (saptarishi).
33 वेद (veda) – Attraverso illustrazioni, il Mahabharata illustra e spiega il contenuto dei Veda.
34 व्यास (vyāsa) – Al letterale “il compilatore”, noto anche come Vedavyasa (il compilatore dei Veda). Nato al tramonto dello dvapayuga da Parasara e Satyavati. È un personaggio mitico, la madre (Satyavati) nasce dal ventre di un pesce dopo aver ingoiato del seme umano. La tradizione afferma che nella vita precedente, la madre era un’apsara, incarnata come pesce per via di una maledizione.
35. ईशान (īśāna) – Epiteto per Shiva.
36. विष्णु (viṣṇu) – L’immanente, la causa di ogni cosa, che nella forma di narayana, stando sopra le acque manifesta il tutto. Qui l’autore dice che Vishnu e Hari sono Isana (Shiva), evidenziando un chiaro miscuglio di dottrine.
37. हरि (hari) – Qui sinonimo di Krishna.
38. त्रिलोक (triloka) – Al letterale i “tre luoghi” ricavati dal corso del Sole. Il luogo superiore (alto) corrisponde al nord dove vi sono sei mesi di luce. Il luogo inferiore (basso) corrisponde al sud dove vi sono sei mesi di buio. Il luogo mediano (centro) corrisponde a quell’area che va dal tropico del Capricorno a quella del Cancro dove vi sono 365 giorni e 365 notti. La classe sacerdotale ha convertito il nord in “paradiso” abitato da divinità, dove un giorno dura sei mesi. Ha convertito il sud in “inferno” abitato dai demoni, dove una notte dura sei mesi. Quindi un giorno e una notte per i sura e gli asura corrispondono a un anno per gli umani. Da qui il premio (paradiso) e castigo (inferno) di tutte le religioni.
39. द्विज (dvija) – Al letterale “nato due volte”. Epiteto per perone colte, sagge, ecc.
40. मानुष (mānuṣa) – I discendenti di Manu, l’umanità intera, come per la Bibbia discende da un primo uomo.
41. युग (yuga) – Esistono diversi tipi di yuga, quello più corto dura 5 anni.
42. पितामह (pitāmaha) – Il “progenitore”, il “patriarca”, qui epiteto per Brahma.
43. प्रजापति (prajāpati) – Il legislatore. Pitamaha e Prajapati sono sinonimi, pur essendo entrambi epiteti per Brahma qui vengono visti come individui separati.
44. सुरगुरु (suraguru) – Il pianeta Giove, antropomorfizzato come il “guru” (maestro) dei “sura” (divinità).
45. स्थाणु (sthāṇu) – Al letterale “stabilmente in piedi”, immobile”, ecc. Nel Rig Veda denota un “ceppo” o “palo” di legno che ben piantato si erge dritto. È un epiteto per Shiva.
46. मनु (manu) – È il nome del primo uomo, da lui discendono tutti gli umani. A ruota si succedono 14 Manu che danno luogo a 14 cicli detti manvantara (periodo di Manu), la struttura è quella del giorno, con un’alba e un tramonto (sandya). Oggi viviamo nel settimo manvantara, quello di Vaivasvata Manu (figlio del Sole). Questo fa pensare al “fu sera e fu mattina” dei sette giorni biblici di creazione.
47. परमेष्ठी (parameṣṭhī) – Al letterale un “superiore”, ma anche un “capo supremo”. In genere è un epiteto per Brahma.
48. प्रचेत (praceta) – Al letterale significa “preminentemente”, “intelligente”, ecc. Nel corpo umano sviluppano i sensi e sono attivi come sensazioni. Cinque di loro sono le cinque forze della mente.
49. दक्ष (dakṣa) – Al letterale “colui che è vigile”. Si dice che sia nato dalla mente di Brahma e fuoriuscito dal suo pollice. È il padre di Garuda, di Aruna e di tutti i Naga. Daksha aveva 60 figlie, 27 di queste (le 27 nakshatra) furono date in sposa alla Luna (case lunari). 13 furono concesse a Kashiapa (Cassiopea), 4 furono concesse a Garuda, 2 furono concesse a Bhrigu, 2 furono concesse, Angiras e 2 furono concesse a Krishashva e 10 furono concesse a Dharma. Il numero dei figli e delle figlie di Daksha sono diversi secondo le tradizioni, qui parla di 7 figli difficili da identificare.
50. पुरुष (puruṣa) – Si può tradurre con “essere vivente”, indica un “corpo” che si muove perché respira, quindi vivo. Qui si riferisce all’antropomorfizzazione dell’intero creato, l’adi purusha o il primo nato.
51. विश्वेदेव (viśvedeva) – Si riferisce ai figli di Vishva, una delle figlie di Daksha data in matrimonio a Dharma. Le dieci mogli di Dharma sono Sadhya (alba), Vishva, Samikalpa, Muhurta (periodo di 48 minuti), Arundhati, Marutvati, Vasu, Bhunu, Lamba e Jami.
52. आदित्य (āditya) – Al letterale, “nati nella dinastia solare”. Sono i dodici figli nati da Kashyapa attraverso Aditi questi sono noti come gli Aditya. I loro nomi sono: Dhata, Mitra, Aryama, Rudra, Varuna, Surya, Bhaga, Vivasvan, Pusha, Savita, Tvashta e Vishnu.
53. वसु (vasu) – Tra le dieci mogli (figlie di Daksha) di Dharma vi è Vasu (vedi nota 51). Gli otto Vasu sono nati dal suo grembo, il loro nomi sono: Apa, Nala, Soma, Dhruva, Anila, Anala, Pratyusha e Prabhasa.
54. अश्विनी (aśvinī) – È una delle 27 mogli della Luna, è la nakshatra del Mahabharata, indica il periodo (680 a.C./280 d.C.) in cui molte storie furono scritte, ma ci sono riferimenti a naskshatra che indicano tempi molto remoti, a parti molto antiche.
55. यक्ष (yakṣa) – Una classe di esseri inferiori, che ignorano le leggi, che non sanno cosa si dovrebbe o non si dovrebbe mangiare. Il Natya Shastra descrive una donna Yaksa come: Una donna che suda durante il sonno, che ama il riposo tranquillo, molto intelligente, senza paura, che ama il vino, il profumo dolce e la carne.
56. साध्य (sādhya) – I dodici figli di Dharma attraverso il grembo di Sadhya.
57. पिशाच (piśāca) – Sono esseri carnivori nella mitologia indù. Il mito li descrive come i figli di Krodha (in senso figurato “Rabbia”). Sono descritti con vene gonfie e occhi rossi sporgenti. Si crede parlino una lingua propria conosciuta come Paisaci.
58. पितृ (pitṛ) – Qui non si riferiscono agli “antenati” ma ad un insieme di divinità stellari. Dal prajapati (patriarca) Manu (il primo uomo), nacquero i Saptarishi (le sette stelle dell’Orsa Maggiore) che a loro volta crearono i Pitri. Alcuni Purana affermano che all’inizio Brahma creò tre serie di Pitri dotati di forma e quattro dotati di luminosità, in tutto sette, il riferimento all’Orsa Maggiore è più che evidente.
59 प्रसूत (prasūta) – Quelli che partoriscono.
60. राजऋषि (rājaṛṣi) – Saggi sovraumani, spesso antropomorfizzazioni di astri.
61. पक्ष (pakṣa) – Ogni mese lunare è composto da due metà che prendono il nome di “paksha”. Sukla-paksha è la quindicina luminosa o periodo della Luna crescente mentre Krishna-paksha è la quindicina buia o periodo della luna calante.
62. देव (deva) – Al letterale significa “luminoso” con riferimento alla luce emanata dell’astro che il deva rappresenta. Può essere tradotto con “celeste” con riferimento a quello che sta in cielo.
63. दिवा (divā) – Il termine ha diversi significati, “cielo”, “giorno” con riferimento alla luce solare.
64. बृहद्भानु (bṛhadbhānu) – Fuoco, il Sole, ecc.
65. चक्षु (cakṣu) – Al letterale significa “occhio”, ma anche “vedere”, “visione”, ecc.
66. आत्म (ātma) – Aria, respiro.
67. विभावसु (vibhāvasu) – È uno dei nomi del Sole, a volte della Luna.
68. सविता (savitā) – Uno dei nomi del Sole.
69. अर्क (arka) – Al letterale, “un raggio”, “un lampo” di luce. Uno dei nomi del Sole.
70. भानु (bhānu) – Al letterale, “luce”, “lucentezza”, “luminosità”. Uno dei nomi del Sole.
71. रवि (ravi) – Uno dei nomi del Sole.
72. विवस्वान् (vivasvān) – Al letterale “risplendere”. Uno dei nomi del Sole.
73. मह्य (mahya) – Al letterale “molto onorato”.
74. शुभ्रता (śubhratā) – Al letterale di colore bianco.
75. दशज्योति (daśajyoti) – Un figlio del re Subhrata (Subhraj).
76. शतज्योति (śatajyoti) – Il secondo genito di Subhrata. Secondo Nilakantha la “Luna”.
77. सहस्रज्योति (sahasrajyoti) – Il terzo genito di Subhrata.
78. यदु (yadu) – Nome di un antico re, figlio maggiore di Yayati e Devayani e antenato degli Yadava.
79. भरत (bharata) – Capostipite dei Bharata-
80. यजति (yajati) – Al letterale, l’atto di offrire qualcosa in riferimento a qualche divinità.
81. इक्ष्वाकु (ikṣvāku) – Nome di un re della dinastia solare, figlio di Manu Vaivasvata è stato il primo re della Terra.
82. योग (yoga) – Qui la concentrazione sul Brahman.
83. विज्ञाना (vijñānā) – La conoscenza.
84. धर्मा (dharmā) – La legge.
85. अर्थ (artha) – I possedimenti, la ricchezza, ecc.
86. कामा (kāmā) – Desiderio, amore, lussuria, ecc.
87. श्रुति (śruti) – Le “scritture primarie”. Le sruti includono i quattro Veda (Rig, Yajur, Sama e Atharva), la filosofia,l’ arte, la medicina, la scienza, la tecnologia, la lingua, la musica, ecc.
88. आस्तिक (āstika) – Il figlio del saggio Jaratkaru e sua moglie, la naga Jaratkaru (con il suo stesso nome). Fermò il “sacrificio dei serpenti” di re Janamejaya salvando molti naga suoi parenti.
89. सत्यवती (satyavatī) – La madre di Vyasa. Satyavati era la figlia dell’apsara Adrika che a causa di una maledizione visse come un pesce nel fiume Gange. Una volta il seme del re Uparicaravasu cadde nel Gange e questo pesce lo ingoiò in conseguenza del quale rimase incinta. Un pescatore ha catturato il pesce e lo ha sventrato. Al suo interno trovo due bambini, maschio e femmina. Il pescatore diede i due bambini al re che prese solo il maschio. Questo bambino da grande divenne il re Matsya. La bambina che puzzava di pesce fu chiamata dal matsya-gandhi (colei che puzza di pesce) e la restituì al pescatore, che portò la bambina nella sua capanna e la allevò come sua figlia. Poiché la bambina aveva la carnagione scura, il pescatore la chiamò Kali. Quindi la ragazza era conosciuta con due nomi Kali e Matsyagandhi. In seguito, ottenne il nome Satyavati (la profumata). Il personaggio di Vyasa ha origine nel mito.
90. पराशर (parāśara) – Nome di un celebre saggio, padre di Vyasa.
91. द्वैपायन (dvaipāyana) – Al letterale “colui che è nato su di un isola”.
92. भगवान् (bhagavān) – “Signore”, epiteto per persone importanti.
93. हिरण्यगर्भ (hiraṇyagarbha) – Al letterale “uovo d’oro”. È l’uovo cosmico d cui nasce Brahma. Quest’uovo si forma da un seme depositato nelle acque prima della creazione.
94. उपनिषद् (upaniṣad) – Al letterale significa, “sedersi vicino”. Si riferisce a 108 principali trattati filosofici che compaiono all’interno della letteratura vedica.
95. अङ्ग (aṅga) – A letterale, “lembi”, “divisioni”, “compendi”, ecc. Queste sono: Siksa (articolazione e pronuncia), Kalpa (rituali cerimoniali e sacrificali), Vyakarna (grammatica), Nirukta (etimologia), Chanda (prosodia), Jyotiṣa (astronomia).
96. ब्रह्मचर्य (brahmācarya) – Periodo di tempo dedicato all’istruzione.
97. ऋग्वेद (rgveda) – Il Rigveda è la più antica opera registrata della razza umana, per intenderci è dell’epoca del “libro dei morti” degli antichi egizi, dell’epoca di Gilgamesh degli antichi babilonesi.
98. यजुर्वेद (yajurveda) – È il secondo Veda per antichità, il verso non nomina gli altri due Veda (il Sama e l’Atharva) probabilmente non li conosceva.
99. अध्यात्म (adhyātma) – Appartenente al sé o alla persona, riguardante un individuo.
100. नय (naya) – Scienza del comando.
101. पाशुपत (pāśupata) – L’adorazione di Shiva. O l’uso dell’arma di Shiva. O l’uso di preparare ricette per uso medico.
102. कल्प (kalpa) – Il periodo di quattordici Manu o 1000 chaturyuga (quadruplice era). Conosciuto anche come giorno di Brahma. Il periodo di luce è seguito da un pralaya (notte cosmica).
103. गणेश (gaṇeśa) – Il “signore degli ostacoli”. È il governatore dell’opulenza materiale e della libertà dalla sventura. È il figlio di Shiva e Parvati, qui è lo scriba del Mahabharata.
104. वेदव्यास (vedavyāsa) – Veda = Veda e Vyasa = compilatore, il “compilatore dei Veda”, colui che presi dalla tradizione orale li ha messi per iscritto.
105. गणनायक (gaṇanāyaka) – Guida degli elefanti.
106. सञ्जय (sañjaya) – il narratore che racconta al cieco Dhritarashtra l’andamento della guerra di giorno in giorno.
107. मोक्ष (mokṣa) – Salvataggio, liberazione, fuga e libertà.
108. Bhishma il figlio del fiume Gange.
109. विचित्रवीर्य (vicitravīrya) – Nome di un re della dinastia lunare. Figlio di Shantanu e di Satyavati e quindi fratellastro di Bhishma. Quando morì senza figli, sua madre chiamò Vyasa (il figlio avuto prima del matrimonio) e gli chiese di aiutare Vichitravirya con la pratica del Niyoga, generando nel grembo delle due vedove di suo fratello (Ambika e Ambalika) i figli Dhritarashtara, Panndu e Vidura.
110. गान्धारी (gāndhārī) – La moglie di Dhritarashtra. Ha dato alla luce cento figli e una figlia. Il primogenito si chiamava Duryodhana e la figlia si chiamava Duhshala.
111. क्षत्रि (kṣatri) – Epiteto per Vidura.
112. कुन्ती (kuntī) La madre dei Pandava e la zia del Krishna. Era la figlia di Shurasena e la sorella di Vasudeva. Fu adottata dal re Kuntibhoja e in seguito sposò il re Pandu. Il suo altro nome è Pritha.
113. वसुदेव (vasudeva) – Il padre di Krishna e il fratellastro di Nanda Maharaja. Epiteto per Krishna.
114. धृतराष्ट्र (dhṛtarāṣṭra) – Al letterale dhrita (aggrapparsi) e rāṣṭra (al regno). È il figlio di Ambika e Vyasa, fratello di Pandu e Vidura. Dhritarashtra è nato cieco. I suoi cento figli, guidati da Duryodhana condussero gli eserciti che si opposero ai Pandava.
115. शुक (śuka) – È uno dei figli di Vyasa. Vyasa una volta desiderava avere un figlio, così iniziò ad adorare Shiva allo scopo di ottenerlo. Il suo desiderio era di avere un figlio che unisse in lui le qualità essenziali del fuoco, della terra, dell’acqua, dell’aria e dell’etere. Dopo una penitenza di cento anni. A causa dell’austerità del suo tapas, i suoi capelli iniziarono a ardere come fiamme di fuoco. Alla fine Shiva apparve e lo benedisse per avere un figlio secondo il suo desiderio.
116. गन्धर्व (gandharva) – Una classe di esseri celesti considerati specialisti della musica.
117. नारद (nārada) – Antropomorfizzazione di una cometa. Come una cometa arriva all’improvviso per poi scomparire. Il suo strumento musicale è la Vijna, la cui forma somiglia a una cometa.
118. राक्षस (rākṣasa) – Una specie di orco che vive nelle foreste, dall’aspetto peloso, orecchie appuntite, occhi rossi, puzzolente e che si nutre di carne umana.
119. धर्मा (dharmā) – Antropomorfizzazione della “legge” e padre di Yudhishthira.
120. वायु (vāyu) – Antropomorfizzazione del vento.
121. शक्र (śakra) – Epiteto per Indra, antropomorfizzazione della stella polare.
122. वर्ण (varṇa) – Le quattro caste.
123. स्वयंवर (svayaṃvara) – Torneo di tiro con l’arco organizzato dal re per dare in sposa la figlia al vincitore.
124. Così chiamata per il colore nero (krishna) della pelle.
125. राजसूय (rājasūya) – Un elaborato sacrificio che stabilisce un re come imperatore su molti territori.
126. दक्षिण (dakṣiṇa) – È la ricompensa, il salario, il pagamento per il rito sacrificale. In generale significa “offerta”, termine ancora abusato da tutte le correnti religiose (cristianesimo incluso) che vivono di offerte.
127. जरासन्ध (Jarāsandha) – il re di Magadha.
128. रङ्कु (raṅku) – Una sorta di cervo.
129. माया (māyā) – Al letterale significa “illusione”, ma anche “magia”, “incantesimo”, ecc. L’antropomorfizzazione dell’illusione è l’architetto che ha costruito il suntuoso palazzo.
130. विमान (vimāna) – Carro volante.
131. स्नातक (snātaka) – Un Brahmana che è appena tornato dalla casa del suo precettore ed è diventato un capofamiglia.
132. धर्मराज (dharmarāja) – Epiteto per Yudhishthira.
133. त्र्यम्बक (tryambaka) – Colui che possiede tre occhi. È un epiteto per Shiva.
134. धनञ्जय (dhanañjaya) – Un altro nome per Arjuna.
135. कालकेय (kālakeya) – I discendenti di Kalakeya.
136. पौलोम (pauloma) – I discendenti di Pauloma.
137. वैश्रवण (vaiśravaṇa) – Epiteto per Kuvera.
138. केशव (keśava) – Al letterale “il lunghi capelli”. Un epiteto per Krishna.
139. गाण्डीव (gāṇḍīva) – Il famoso arco di Arjuna. Questo terribile arco è stato fatto da Brahma.
140. गङ्गा (gaṅgā) – Epiteto per Bhishma dovuto al fatto di essere figlio del fiume Gange.
141. शिखंडी (śikhaṇḍī) – Al letterale “dotato di cresta”. Nome di uno dei figli di Drupada, in origine era una femmina, ma fin dalla nascita la ragazza è stata data come un maschio e cresciuta come tale. A tempo debito si sposò con la figlia di Hiranyavarman, che fu estremamente dispiaciuta di scoprire che aveva una donna per marito. Suo padre, quindi, decise di attaccare il regno di Drupada per averlo ingannato. Ma Shikhandin riuscì, praticando un’austera penitenza in una foresta, a scambiare il suo sesso con uno Yakṣa e così scongiurò la calamità che minacciava Drupada. Successivamente nella grande guerra di Bharata si dimostrò un mezzo per uccidere Bhishma, che rifiutò di combattere con una donna. Successivamente fu ucciso da Asvatthaman.
142. सोमक (somaka) – Nonno di Drupada. Nome dell’intera famiglia (dinastia).
143. सुभद्रा (subhadra) – Moglie di Arjuna, sorella di Krishna e madre di Abhimanyu.
144. अभिमन्यु (abhimanyu) – L’eroico figlio di Arjuna.
145. सैन्धव (saindhava) – Il re del paese di Sindhu che non potendo sconfiggere Arjuna sostenuto da Krishna, uccise Abhimanyu durante la guerra di Kuruksetra ma fu ucciso da Arjuna.
146. युयुधान (yuyudhāna) – Uno dei capi tra i Pandava.
147. अस्त्र (astra) – Arma magica, caricata con incantesimi in grado di provocare grande distruzione.
148. ब्रह्मशिर (brahmaśira) – Brahma ha creato un’arma quattro volte più potente del Brahmastra, si chiamava Brahmashira. Solo Arjuna e Ashwatthama possedevano la conoscenza per utilizzare il Brahmashira.
149. उरग (uraga) – Una mitica famiglia di rettili.
150. सनातन (sanātana) – A letterale, ciò che è costante, eterno, permanente, ecc.

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