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La nascita di Krishna il Dvaipayana 63

ADIVANSAVATARANA PARVA
(Il libro delle prime discendenze)

SEZIONE 63
La nascita di Krishna il Dvaipayana

Questo capitolo contiene un mito astronomico, dove le religioni hanno trovato spunto per costruire parte delle loro storie e una delle loro divinità.
Il re di Cedi si chiamava Uparicharya, come risultato del tapas Indra gli regala una ghirlanda di fiori che non appassiscono (simbolo dei deva che gli girano intorno) e un palo di bambù che fu usato dal re per il culto. Indra è la divinizzazione della stella Polare, il palo rappresenta l’asse terrestre che punta verso il nord. Il periodo è quello in cui Thuban (il malefico “serpente” il malvagio nahusha) della costellazione del Drago era la Polare, la Bibbia lo conosce come “neushtan” il palo con il serpente costruito da Mosè. I riferimenti biblici al serpente antico, all’antico dragone, ecc., sembrano riferirsi al culto di Indra/Polare.

Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell’aurora? Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli? Eppure tu pensavi: Salirò in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono, dimorerò sul monte dell’assemblea, nelle parti più remote del settentrione. Salirò sulle regioni superiori delle nubi, mi farò uguale all’Altissimo. (Isaia 14:12-14 CEI74)

La madre di Nahusha/Thuban si chiamava Prabha (aurora), Nahusha/Lucifero è salito al cielo, si è seduto sul trono di Indra all’estremo nord, dove è stato cacciato da Agastya/Canopo (nella Bibbia Michele) ed esiliato per 1000 anni (10000 per il Mahabharata) sulla Terra nella forma di un serpente.
A nord l’asse terrestre è rappresentato dal monte Meru, sulla sua cima risiede Indra (Polare), con tutte le altre stelle (deva) che lo onorano girandogli intorno.

La storia di Uparicharya fa da introduzione alla leggenda della nascita di Krishna il Dvaipayana (il nero nato su di un’isola). Leggendo la storia della sua nascita, malgrado gli sforzi, risulta difficile pensare a Vyasa come personaggio storico realmente esistito. Uparicharya il nonno da parte di madre, è un uomo che adotta due bambini nati dall’accoppiamento tra un monte e un fiume. Il maschio diviene un generale e la femmina diviene sua moglie.
Mentre era a caccia, nel mezzo della foresta Upacharya si masturba, raccoglie il seme depositato su una foglia e lo affida a un falco perché lo porti alla moglie Girika. Ma il seme cade nel fiume e viene ingoiato da un pesce.
La nonna di Krishna il Dvaipayana era un pesce che nuotava nella Yamuna, anche se poi si dirà che la madre era l’apsara Adrika divenuta pesce a causa di una maledizione.
Dieci mesi dopo aver ingoiato il seme, i pescatori nel suo ventre trovano due bambini (un maschio e una femmina) che prontamente portano a Uparicharya, il maschio lo tiene per sé e diverrà il re dei Matsya (pesci), la femmina viene allevata dai pescatori fino al fatidico incontro con Parasara.

(IMMAGINE: Parasara seduce Satyavati)

La storia di Uparicharya

वैशम्पायन उवाच ।
राजॊपरिचरॊ नाम धर्मनित्यॊ महीपतिः ।
बभूव मृगयां गन्तुं स कदा चिद धृतव्रतः ॥१॥
vaiśampāyana uvāca |
rājoparicaro nāma dharmanityo mahīpatiḥ |
babhūva mṛgayāṃ gantuṃ sa kadā cid dhṛtavrataḥ ||1||

Vaishampayana disse: “C’era un re di nome Uparicharya che nel dharma proteggeva la Terra, quel fermo nei voti a volte piaceva andare a caccia.

स चेदिविषयं रम्यं वसुः पौरवनन्दनः ।
इन्द्रॊपदेशाज जग्राह गरहणीयं महीपतिः ॥२॥
sa cediviṣayaṃ ramyaṃ vasuḥ pauravanandanaḥ |
indropadeśāj jagrāha grahaṇīyaṃ mahīpatiḥ ||2||

Quel figlio di Puru chiamato Vasu, diretto da Indra, quel re conquistò l’eccellente regno di Cedi1.

तम आश्रमे नयस्तशस्त्रं निवसन्तं तपॊ रतिम ।
देवः साक्षात सवयं वज्री समुपायान महीपतिम ॥३॥
tam āśrame nyastaśastraṃ nivasantaṃ tapo ratim |
devaḥ sākṣāt svayaṃ vajrī samupāyān mahīpatim ||3||

Deposte le armi soggiornò in un ashrama dedicandosi al tapas, quando il deva con la folgore (Indra) spontaneamente si avvicinava al sovrano.

इन्द्रत्वम अर्हॊ राजायं तपसेत्य अनुचिन्त्य वै ।
तं सान्त्वेन नृपं साक्षात तपसः संन्यवर्तयत ॥४॥
indratvam arho rājāyaṃ tapasety anucintya vai |
taṃ sāntvena nṛpaṃ sākṣāt tapasaḥ saṃnyavartayat ||4||

Pensandolo meritevole della sovranità e del regno2 a causa del suo tapas, con gentilezza faceva desistere dal tapas quel sovrano.”

देवा ऊचुः ।
न संकीर्येत धर्मोऽयं पृथिव्यां पृथिवीपते ।
त्वया हि धर्मो विधृतः कृत्स्नं धारयते जगत् ॥५॥
devā ūcuḥ |
na saṃkīryeta dharmo’yaṃ pṛthivyāṃ pṛthivīpate |
tvayā hi dharmo vidhṛtaḥ kṛtsnaṃ dhārayate jagat ||5||

Il deva disse: “Tieni caro il dharma in modo che la Terra non debba soffrirne. Protetta da te il dharma tornerà a proteggere l’universo3.

Elogi alla regione di Cedi

इन्द्र उवाच ।
न संकीर्येत धर्मॊ ऽयं पृथिव्यां पृथिवीपते ।
तं पाहि धर्मॊ हि धृतः कृत्स्नं धारयते जगत ॥६॥
indra uvāca |
na saṃkīryeta dharmo ‘yaṃ pṛthivyāṃ pṛthivīpate |
taṃ pāhi dharmo hi dhṛtaḥ kṛtsnaṃ dhārayate jagat ||6||

Indra disse: “o principe della Terra, affinché il dharma non sia confuso sulla Terra, proteggi il giusto dharma che l’universo sostiene.

लॊक्यं धर्मं पालय तवं नित्ययुक्तः समाहितः ।
धर्मयुक्तस ततॊ लॊकान पुण्यान आप्स्यसि शाश्वतान ॥७॥
lokyaṃ dharmaṃ pālaya tvaṃ nityayuktaḥ samāhitaḥ |
dharmayuktas tato lokān puṇyān āpsyasi śāśvatān ||7||

Proteggi il dharma del mondo, intento e concentrato mantieni questo scopo, fondendoti con il dharma otterrai i mondi santi ed eterni.

दिविष्ठस्य भुविष्ठस तवं सखा भूत्वा मम परियः ।
ऊधः पृथिव्या यॊ देशस तम आवस नराधिप ॥८॥
diviṣṭhasya bhuviṣṭhas tvaṃ sakhā bhūtvā mama priyaḥ |
ūdhaḥ pṛthivyā yo deśas tam āvasa narādhipa ||8||

Sebbene io dimori in cielo e tu sulla Terra diverrai il mio amato amico, o sovrano di uomini, abita la regione che è la mammella della Terra,

पशव्यश चैव पुण्यश च सुस्थिरॊ धनधान्यवान ।
सवारक्ष्यश चैव सौम्यश च भॊग्यैर भूमिगुणैर वृतः ॥९॥
paśavyaś caiva puṇyaś ca susthiro dhanadhānyavān |
svārakṣyaś caiva saumyaś ca bhogyair bhūmiguṇair vṛtaḥ ||9||

stabile, pura e piena di mandrie, abbondante di grano e di ricchezze, ben difesa, felice, dotata delle più godibili qualità del suolo.

अत्य अन्यान एष देशॊ हि धनरत्नादिभिर युतः ।
वसु पूर्णा च वसुधा वस चेदिषु चेदिप ॥१०॥
aty anyān eṣa deśo hi dhanaratnādibhir yutaḥ |
vasu pūrṇā ca vasudhā vasa cediṣu cedipa ||10||

O re di Cedi, questa regione è dotata di oro e pietre preziose, questa regione è colma di ricchezze, dunque abita tu tra i cedi.

धर्मशीला जनपदाः सुसंतॊषाश च साधवः ।
न च मिथ्या परलापॊ ऽतर सवैरेष्व अपि कुतॊ ऽनयथा ॥११॥
dharmaśīlā janapadāḥ susaṃtoṣāś ca sādhavaḥ |
na ca mithyā pralāpo ‘tra svaireṣv api kuto ‘nyathā ||11||

Le popolazioni sono tutte dedite al dharma, obbedienti e facili da soddisfare, non si lamentano pretestuosamente per le inezie, come per altre cose.

न च पित्रा विभज्यन्ते नरा गुरुहिते रताः ।
युञ्जते धुरि नॊ गाश च कृशाः संधुक्षयन्ति च ॥१२॥
na ca pitrā vibhajyante narā guruhite ratāḥ |
yuñjate dhuri no gāś ca kṛśāḥ saṃdhukṣayanti ca ||12||

Non si allontanano dal padre gli uomini intenti al bene del guru, mantengono il fuoco e non aggiogano le vacche deboli.

सर्वे वर्णाः सवधर्मस्थाः सदा चेदिषु मानद ।
न ते ऽसत्य अविदितं किं चित तरिषु लॊकेषु यद भवेत ॥१३॥
sarve varṇāḥ svadharmasthāḥ sadā cediṣu mānada |
na te ‘sty aviditaṃ kiṃ cit triṣu lokeṣu yad bhavet ||13||

O onorevole, a Cedi, tutti i varna seguono il proprio dharma sempre, nulla sarà a te sconosciuto, nulla che accada nei tre luoghi.

Indra regala un vimana a Uparicharya

देवॊपभॊग्यं दिव्यं च आकाशे सफाटिकं महत ।
आकाशगं तवां मद्दत्तं विमानम उपपत्स्यते ॥१४॥
devopabhogyaṃ divyaṃ ca ākāśe sphāṭikaṃ mahat |
ākāśagaṃ tvāṃ maddattaṃ vimānam upapatsyate ||14||

Ti darò un’eccellente vimana di cristallo che solo i deva possiedono e che nell’aria può volare, per farti volare questo ti darò.

तवम एकः सर्वमर्त्येषु विमानवरम आस्थितः ।
चरिष्यस्य उपरिस्थॊ वै देवॊ विग्रहवान इव ॥१५॥
tvam ekaḥ sarvamartyeṣu vimānavaram āsthitaḥ |
cariṣyasy uparistho vai devo vigrahavān iva ||15||

Solo tu fra tutti i mortali stando sul grande vimana potrai muoverti la sopra come un deva incarnato.

ददामि ते वैजयन्तीं मालाम अम्लान पङ्कजाम ।
धारयिष्यति संग्रामे या तवां शस्त्रैर अविक्षतम ॥१६॥
dadāmi te vaijayantīṃ mālām amlāna paṅkajām |
dhārayiṣyati saṃgrāme yā tvāṃ śastrair avikṣatam ||16||

Ti darò come insegna una ghirlanda di loti sempre freschi, indossandola sarai protetto in battaglia e nessuna arma potrà ferirti.

लक्षणं चैतद एवेह भविता ते नराधिप ।
इन्द्र मालेति विख्यातं धन्यम अप्रतिमं महत ॥१७॥
lakṣaṇaṃ caitad eveha bhavitā te narādhipa |
indra māleti vikhyātaṃ dhanyam apratimaṃ mahat ||17||

O re di uomini, questa quaggiù sarà la tua insegna, di buon auspicio, grande e ineguagliabile sarà detta la ghirlanda di Indra.”

L’origine della festa di Indra

वैशम्पायन उवाच ।
यष्टिं च वैणवीं तस्मै ददौ वृत्रनिषूदनः ।
इष्टप्रदानम उद्दिश्य शिष्टानां परिपालिनीम ॥१८॥
vaiśampāyana uvāca |
yaṣṭiṃ ca vaiṇavīṃ tasmai dadau vṛtraniṣūdanaḥ |
iṣṭapradānam uddiśya śiṣṭānāṃ paripālinīm ||18||

Vaishampayana disse: “L’uccisore di Vitra (Indra) gli diede un bastonedi bambù per la protezione dei saggi4 e per poter compiere un’offerta sacrificale5.

तस्याः शक्रस्य पूजार्थं भूमौ भूमिपतिस तदा ।
परवेशं कारयाम आस गते संवत्सरे तदा ॥१९॥
tasyāḥ śakrasya pūjārthaṃ bhūmau bhūmipatis tadā |
praveśaṃ kārayām āsa gate saṃvatsare tadā ||19||

Dopo che un anno fu trascorso, il re lo fece piantare nel terreno allo scopo di venerare Sakra.

ततः परभृति चाद्यापि यष्ट्याः कषितिप सत्तमैः ।
परवेशः करियते राजन यथा तेन परवर्तितः ॥२०॥
tataḥ prabhṛti cādyāpi yaṣṭyāḥ kṣitipa sattamaiḥ |
praveśaḥ kriyate rājan yathā tena pravartitaḥ ||20||

O re, da quel giorno in poi, tutti i migliori custodi della Terra usano far piantare il bastone come fu da lui stabilito.

अपरे दयुस तथा चास्याः करियते उच्छ्रयॊ नृपैः ।
अलंकृतायाः पिटकैर गन्धैर माल्यैश च भूषणैः ॥२१॥
apare dyus tathā cāsyāḥ kriyate ucchrayo nṛpaiḥ |
alaṃkṛtāyāḥ piṭakair gandhair mālyaiś ca bhūṣaṇaiḥ ||21||

E il giorno successivo, i sovrani compiono il suo innalzamento, lo adornano con pitaka6 e con ghirlande profumate.

माल्यदाम परिक्षिप्ता विधिवत करियते ऽपि च ।
भगवान पूज्यते चात्र हास्यरूपेण शंकरः ॥२२॥
mālyadāma parikṣiptā vidhivat kriyate ‘pi ca |
bhagavān pūjyate cātra hāsyarūpeṇa śaṃkaraḥ ||22||

E secondo le loro regole indossano ghirlande di fiori, così il benevolo bhagavan viene adorato nel suo aspetto gioioso7.

सवयम एव गृहीतेन वसॊः परीत्या महात्मनः ।
एतां पूजां महेन्द्रस तु दृष्ट्वा देवकृतां शुभाम ॥२३॥
svayam eva gṛhītena vasoḥ prītyā mahātmanaḥ |
etāṃ pūjāṃ mahendras tu dṛṣṭvā devakṛtāṃ śubhām ||23||

Nel vederla splendidamente svolta, Mahendra con amore accetta per sé l’adorazione del mahatma Vasu8.

वसुना राजमुख्येन परीतिमान अब्रवीद विभुः ।
ये पूजयिष्यन्ति नरा राजानश च महं मम ॥२४॥
vasunā rājamukhyena prītimān abravīd vibhuḥ |
ye pūjayiṣyanti narā rājānaś ca mahaṃ mama ||24||

Al re Vasu che gli stava davanti, compiaciuto diceva il potente: “gli uomini e i re che celebreranno il mio sacrificio,

कारयिष्यन्ति च मुदा यथा चेदिपतिर नृपः ।
तेषां शरीर विजयश चैव सराष्ट्राणां भविष्यति ॥२५॥
kārayiṣyanti ca mudā yathā cedipatir nṛpaḥ |
teṣāṃ śrīr vijayaś caiva sarāṣṭrāṇāṃ bhaviṣyati ||25||

mi procureranno la stessa gioia del re sovrano dei Cedi e questi otterranno ricchezza e vittoria nei loro regni

तथा सफीतॊ जनपदॊ मुदितश च भविष्यति ।
एवं महात्मना तेन महेन्द्रेण नराधिप ॥२६॥
tathā sphīto janapado muditaś ca bhaviṣyati |
evaṃ mahātmanā tena mahendreṇa narādhipa ||26||

e inoltre il loro popolo sarà prospero e contento.” Così dal mahatma, dal grande Indra o sovrano di uomini,

वसुः परीत्या मघवता महाराजॊ ऽभिसत्कृतः ।
उत्सवं कारयिष्यन्ति सदा शक्रस्य ये नराः ॥२७॥
vasuḥ prītyā maghavatā mahārājo ‘bhisatkṛtaḥ |
utsavaṃ kārayiṣyanti sadā śakrasya ye narāḥ ||27||

Vasu quel grande re fu onorato dal compiaciuto dio delle nuvole, e gli uomini che sempre compiranno il festival di Shakra,

भूमिदानादिभिर दानैर यथा पूता भवन्ति वै ।
वरदानमहायज्ञैस तथा शक्रॊत्सवेन ते ॥२८॥
bhūmidānādibhir dānair yathā pūtā bhavanti vai |
varadānamahāyajñais tathā śakrotsavena te ||28||

con i doni, cominciando con i doni della terra, dal festival di Sakra otterranno i frutti dei più grandi sacrifici.

संपूजितॊ मघवता वसुश चेदिपतिस तदा ।
पालयाम आस धर्मेण चेदिस्थः पृथिवीम इमाम ॥२९॥
saṃpūjito maghavatā vasuś cedipatis tadā |
pālayām āsa dharmeṇa cedisthaḥ pṛthivīm imām ||29||

Così il re delle nuvole onorò Vasu il re dei Cedi, questo governava secondo il dharma la Terra risiedendo tra i Cedi.

I figli di Vasu

इन्द्र परीत्या भूमिपतिश चकारेन्द्र महं वसुः ।
पुत्राश चास्य महावीर्याः पञ्चासन्न अमितौजसः ॥३०॥
indra prītyā bhūmipatiś cakārendra mahaṃ vasuḥ |
putrāś cāsya mahāvīryāḥ pañcāsann amitaujasaḥ ||30||

Compiendo il rito di Indra, compiacendo Indra, Vasu quel signore della Terra ebbe cinque splendidi figli dal grande valore.

नाना राज्येषु च सुतान स सम्राड अभ्यषेचयत ।
महारथॊ मगध राड विश्रुतॊ यॊ बृहद्रथः ॥३१॥
nānā rājyeṣu ca sutān sa samrāḍ abhyaṣecayat |
mahāratho magadha rāḍ viśruto yo bṛhadrathaḥ ||31||

E quel sovrano concesse ai figli molti regni. Il suo illustre figlio Brihadratha, un grande guerriero fu noto come re di Magadha9.

परत्यग्रहः कुशाम्बश च यम आहुर मणिवाहनम ।
मच छिल्लश च यदुश चैव राजन्यश चापराजितः ॥३२॥
pratyagrahaḥ kuśāmbaś ca yam āhur maṇivāhanam |
mac chillaś ca yaduś caiva rājanyaś cāparājitaḥ ||32||

Gli altri suoi figli furono Pratyagraha e Kushamba, quest’ultimo fu noto come Manivahana10. Gli altri due furono Macchilla e il regale e invincibile Yadu.

एते तस्य सुता राजन राजर्षेर भूरि तेजसः ।
नयवेशयन नामभिः सवैस ते देशांश च पुराणि च ॥३३॥
ete tasya sutā rājan rājarṣer bhūri tejasaḥ |
nyaveśayan nāmabhiḥ svais te deśāṃś ca purāṇi ca ||33||

O re, il figli di quel nobile rishi dal grande splendore diedero il loro nome ad altrettante regioni e città.

वासवाः पञ्च राजानः पृथग वंशाश च शाश्वताः ।
वसन्तम इन्द्र परासादे आकाशे सफाटिके च तम ॥३४॥
vāsavāḥ pañca rājānaḥ pṛthag vaṃśāś ca śāśvatāḥ |
vasantam indra prāsāde ākāśe sphāṭike ca tam ||34||

Ciascuno dei cinque re figli di Vasu ebbe eterna discendenza, mentre lui viveva nel palazzo di cristallo di Indra volante.

उपतस्थुर महात्मानं गन्धर्वाप्सरसॊ नृपम ।
राजॊपरिचरेत्य एवं नाम तस्याथ विश्रुतम ॥३५॥
upatasthur mahātmānaṃ gandharvāpsaraso nṛpam |
rājoparicarety evaṃ nāma tasyātha viśrutam ||35||

Quel mahatma del re veniva servito da Gandharva e da Apsara, così divenne noto con il nome di Uparicharya.

Il monte Kolahala stupra la fiumana Shuktimati

पुरॊपवाहिनीं तस्य नदीं शुक्तिमतीं गिरिः ।
अरौत्सीच चेतना युक्तः कामात कॊलाहलः किल ॥३६॥
puropavāhinīṃ tasya nadīṃ śuktimatīṃ giriḥ |
arautsīc cetanā yuktaḥ kāmāt kolāhalaḥ kila ||36||

il monte Kolahala11 arrestava la fiumana Shuktimati12 che scorreva nella sua città, per amore quel monte era privo di senno.

गिरिं कॊलाहलं तं तु पदा वसुर अताडयत ।
निश्चक्राम नदी तेन परहार विवरेण सा ॥३७॥
giriṃ kolāhalaṃ taṃ tu padā vasur atāḍayat |
niścakrāma nadī tena prahāra vivareṇa sā ||37||

E Vasu col piede colpiva il monte Kolahala e il fiume scorreva allora dal buco causato dal colpo.

तस्यां नद्याम अजनयन मिथुनं पर्वतः सवयम ।
तस्माद विमॊक्षणात परीता नदी राज्ञे नयवेदयत ॥३८॥
tasyāṃ nadyām ajanayan mithunaṃ parvataḥ svayam |
tasmād vimokṣaṇāt prītā nadī rājñe nyavedayat ||38||

E con quella fiumana il monte generava una coppia umana, grata per la liberazione la fiumana la offriva al re,

यः पुमान अभवत तत्र तं स राजर्षिसत्तमः ।
वसुर वसु परदश चक्रे सेनापतिम अरिंदमम ॥३९॥
yaḥ pumān abhavat tatra taṃ sa rājarṣisattamaḥ |
vasur vasu pradaś cakre senāpatim ariṃdamam ||39||

Il maschio divenne un supremo rajarishi e Vasu nominò quell’uccisore di nemici comandante generale.

चकार पत्नीं कन्यां तु दयितां गिरिकां नृपः ।
वसॊः पत्नी तु गिरिका कामात काले नयवेदयत ॥४०॥
cakāra patnīṃ kanyāṃ tu dayitāṃ girikāṃ nṛpaḥ |
vasoḥ patnī tu girikā kāmāt kāle nyavedayat ||40||

E la fanciulla Girika divenne l’amata consorte del sovrano. Quindi la moglie Girika al desiderio di Vasu a tempo debito si offriva.

La visita dei Pitri

ऋतुकालम अनुप्राप्तं सनाता पुंसवने शुचिः ।
तद अहः पितरश चैनम ऊचुर जहि मृगान इति ॥४१॥
ṛtukālam anuprāptaṃ snātā puṃsavane śuciḥ |
tad ahaḥ pitaraś cainam ūcur jahi mṛgān iti ||41||

Dopo le abluzioni, era pura e il momento era quello giusto per concepire un figlio, ma in quello stesso giorno i Pitri gli dissero: “uccidi delle prede”.

तं राजसत्तमं परीतास तदा मतिमतां वरम ।
स पितॄणां नियॊगं तम अव्यतिक्रम्य पार्थिवः ॥४२॥
taṃ rājasattamaṃ prītās tadā matimatāṃ varam |
sa pitṝṇāṃ niyogaṃ tam avyatikramya pārthivaḥ ||42||

Cari a quel migliore dei re, al migliore dei saggi, il principe seguendo l’ordine dei Pitri,

चचार मृगयां कामी गिरिकाम एव संस्मरन ।
अतीव रूपसंपन्नां साक्षाच छरियम इवापराम ॥४३॥
cacāra mṛgayāṃ kāmī girikām eva saṃsmaran |
atīva rūpasaṃpannāṃ sākṣāc chriyam ivāparām ||43||

andò a caccia con la mente occupata dal desiderio di Girika che era estremamente bella, quasi più della stessa Shri.

La foresta in primavera

अशोकैश्चम्पकैश्चूतैरनेकैरतिमुक्तकैः ।
पुन्नागैः कर्णिकारैश्च बकुलैर्दिव्यपाटलैः ॥४४॥
aśokaiścampakaiścūtairanekairatimuktakaiḥ |
punnāgaiḥ karṇikāraiśca bakulairdivyapāṭalaiḥ ||44||

La selva abbondava di alberi Asoka, Champaka, Chuta, Atimukta, Punnaga, Karnicara, Bakula, Divya Patala,

पाटलैर्नारिकेलैश्च चन्दनैश्चार्जुनैस्तथा ।
एतै रम्यैर्महावृक्षैः पुण्यैः स्वादुफलैर्युतम् ॥४५॥
pāṭalairnārikelaiśca candanaiścārjunaistathā |
etai ramyairmahāvṛkṣaiḥ puṇyaiḥ svāduphalairyutam ||45||

Patala, Narikela, Chandana, Arjuna e vari altri alberi belli, sacri e grandiosi, pieni di fiori profumati e frutti dolci.

कोकिलाकुलसन्नादं मत्तभ्रमरनादितम् ।
वसन्तकाले तत्पश्यन्वनं चैत्ररथोपमम् ॥४६॥
kokilākulasannādaṃ mattabhramaranāditam |
vasantakāle tatpaśyanvanaṃ caitrarathopamam ||46||

L’intera foresta era impazzita dalle dolci note dei Kokila ed echeggiava del ronzio delle api intossicate. Era primavera e la foresta era molto bella.

La masturbazione

मन्मथाभिपरीतात्मा नापश्यद्गिरिकां तदा ।
अपश्यन्कामसंतप्तश्चरमाणो यदृच्छया ॥४७॥
manmathābhiparītātmā nāpaśyadgirikāṃ tadā |
apaśyankāmasaṃtaptaścaramāṇo yadṛcchayā ||47||

Il re era colmo di desiderio, ma Girika non era con lui. Impazzito per la lussuria, vagando qua e là il re vide

पुष्पसंछन्नशाखाग्रं पल्लवैरुपशोभितम् ।
अशोकस्तबकैश्छन्नं रमणीयमपश्यत ॥४८॥
puṣpasaṃchannaśākhāgraṃ pallavairupaśobhitam |
aśokastabakaiśchannaṃ ramaṇīyamapaśyata ||48||

un bellissimo albero di Ashoka, addobbato con un fogliame immenso e i suoi rami erano così ricoperti di fiori da non poter essere visti.

अधस्यात्तस्य छायायां सुखासीनो नराधिपः ।
मधुगन्धैश्च संयुक्तं पुष्पगन्धमनोहरम् ॥४९॥
adhasyāttasya chāyāyāṃ sukhāsīno narādhipaḥ |
madhugandhaiśca saṃyuktaṃ puṣpagandhamanoharam ||49||

Il re si sedette comodamente sotto la sua fresca ombra e godette la dolce fragranza dei fiori mescolata alla fragranza del miele.

वायुना प्रेर्यमाणस्तु धूम्राय मुदमन्वगात् ।
तस्य रेतः प्रचस्कन्द चरतो गहने वने ॥५०॥
vāyunā preryamāṇastu dhūmrāya mudamanvagāt |
tasya retaḥ pracaskanda carato gahane vane ||50||

Così respirava la deliziosa brezza che soffiava lentamente su tutta la foresta che ulteriormente lo eccitava. Quindi lo sperma del re si scaricò in quella foresta.

Nascita di Satyavati, la madre di Krishna il Dvaipayana

सकन्न मात्रं च तद रेतॊ वृक्षपत्रेण भूमिपः ।
परतिजग्राह मिथ्या मे न सकंदेद रेत इत्य उत ॥५१॥
skanna mātraṃ ca tad reto vṛkṣapatreṇa bhūmipaḥ |
pratijagrāha mithyā me na skaṃded reta ity uta ||51||

E una certa quantità del seme emesso finì su una foglia che il sovrano raccolse: “Che il mio sperma non sia emesso invano,

ऋतुश च तस्या पत्न्या मे न मॊघः सयाद इति परभुः ।
संचिन्त्यैवं तदा राजा विचार्य च पुनः पुनः ॥५२॥
ṛtuś ca tasyā patnyā me na moghaḥ syād iti prabhuḥ |
saṃcintyaivaṃ tadā rājā vicārya ca punaḥ punaḥ ||52||

che il giusto periodo di mia moglie non sia infruttuoso.” Così pensando, allora il re ripetutamente meditando,

अमॊघत्वं च विज्ञाय रेतसॊ राजसत्तमः ।
शुक्रप्रस्थापने कालं महिष्याः परसमीक्ष्य सः ॥५३॥
amoghatvaṃ ca vijñāya retaso rājasattamaḥ |
śukraprasthāpane kālaṃ mahiṣyāḥ prasamīkṣya saḥ ||53||

consapevole dell’emissione dello sperma, quel migliore dei re, considerando che il seme era stato emesso al tempo giusto per la regina

अभिमन्त्र्याथ तच छुक्रम आरात तिष्ठन्तम आशुगम ।
सूक्ष्मधर्मार्थतत्त्वज्ञॊ जञात्वा शयेनं ततॊ ऽबरवीत ॥५४॥
abhimantryātha tac chukram ārāt tiṣṭhantam āśugam |
sūkṣmadharmārthatattvajño jñātvā śyenaṃ tato ‘bravīt ||54||

recitando un mantra sullo sperma, ad un falco che stava vicino, sapendolo veloce, diceva, quell’esperto di ogni sottile dharma e artha:

मत्प्रियार्थम इदं सौम्य शुक्रं मम गृहं नय ।
गिरिकायाः परयच्छाशु तस्या हय आर्तवम अद्य वै ॥५५॥
matpriyārtham idaṃ saumya śukraṃ mama gṛhaṃ naya|
girikāyāḥ prayacchāśu tasyā hy ārtavam adya vai ||55||

“Per favore, porta questo desiderabile sperma a casa mia e dallo subito a Girika che oggi è nel suo momento fecondo.”

गृहीत्वा तत तदा शयेनस तूर्णम उत्पत्य वेगवान ।
जवं परमम आस्थाय परदुद्राव विहंगमः ॥५६॥
gṛhītvā tat tadā śyenas tūrṇam utpatya vegavān |
javaṃ paramam āsthāya pradudrāva vihaṃgamaḥ ||56||

Allora il falco afferratolo rapido si alzava potente e ad una suprema velocità volava il volatile.

तम अपश्यद अथायान्तं शयेनं शयेनस तथापरः ।
अभ्यद्रवच च तं सद्यॊ दृष्ट्वैवामिष शङ्कया ॥५७॥
tam apaśyad athāyāntaṃ śyenaṃ śyenas tathāparaḥ |
abhyadravac ca taṃ sadyo dṛṣṭvaivāmiṣa śaṅkayā ||57||

Un altro falco scorgeva volare quel falco e immediatamente lo attaccava vedendolo e sospettando avesse carne.

तुण्डयुद्धम अथाकाशे ताव उभौ संप्रचक्रतुः ।
युध्यतॊर अपतद रेतस तच चापि यमुनाम्भसि ॥५८॥
tuṇḍayuddham athākāśe tāv ubhau saṃpracakratuḥ |
yudhyator apatad retas tac cāpi yamunāmbhasi ||58||

sorse allora in cielo una lotta di becchi tra quei due, e cadde dunque dai due che lottavano lo sperma nell’acqua della Yamuna.

तत्राद्रिकेति विख्याता बरह्मशापाद वराप्सराः ।
मीनभावम अनुप्राप्ता बभूव यमुना चरी ॥५९॥
tatrādriketi vikhyātā brahmaśāpād varāpsarāḥ |
mīnabhāvam anuprāptā babhūva yamunā carī ||59||

Là viveva un’apsara conosciuta con il nome di Adrika che a causa della maledizione di Brahma assunse la forma di un pesce che si aggirava nella Yamuna.

शयेनपादपरिभ्रष्टं तद वीर्यम अथ वासवम ।
जग्राह तरसॊपेत्य साद्रिका मत्स्यरूपिणी ॥६०॥
śyenapādaparibhraṣṭaṃ tad vīryam atha vāsavam |
jagrāha tarasopetya sādrikā matsyarūpiṇī ||60||

Al seme di Vasu caduto dagli artigli del falco, velocemente avvicinatasi, Adrika in forma di pesce l’ingoiava,

कदा चिद अथ मत्सीं तां बबन्धुर मत्स्यजीविनः ।
मासे च दशमे पराप्ते तदा भरतसत्तम ।
उज्जह्नुर उदरात तस्याः सत्रीपुमांसं च मानुषम ॥६१॥
kadā cid atha matsīṃ tāṃ babandhur matsyajīvinaḥ |
māse ca daśame prāpte tadā bharatasattama |
ujjahnur udarāt tasyāḥ strīpumāṃsaṃ ca mānuṣam ||61||

O migliore dei Bharata, il decimo mese dall’aver ingoiato il seme, quella femmina di pesce fu catturata dai pescatori che dal suo ventre estrassero un maschio e una femmina umani.

आश्चर्यभूतं मत्वा तद राज्ञस ते परत्यवेदयन ।
काये मत्स्या इमौ राजन संभूतौ मानुषाव इति ॥६२॥
āścaryabhūtaṃ matvā tad rājñas te pratyavedayan |
kāye matsyā imau rājan saṃbhūtau mānuṣāv iti ||62||

O re, pensando che fosse un miracolo, essi consegnarono al monarca questi due esseri umani nati dal corpo del pesce.

तयॊः पुमांसं जग्राह राजॊपरिचरस तदा ।
स मत्स्यॊ नाम राजासीद धार्मिकः सत्यसंगरः ॥६३॥
tayoḥ pumāṃsaṃ jagrāha rājoparicaras tadā |
sa matsyo nāma rājāsīd dhārmikaḥ satyasaṃgaraḥ ||63||

E il re Uparicharya accettava il maschio, di nome Matsya13, egli divenne un re giusto e fedele alle promesse.

साप्सरा मुक्तशापा च कषणेन समपद्यत ।
पुरॊक्ता या भगवता तिर्यग्यॊनिगता शुभे ।
मानुषौ जनयित्वा तवं शापमॊक्षम अवाप्स्यसि ॥६४॥
sāpsarā muktaśāpā ca kṣaṇena samapadyata |
puroktā yā bhagavatā tiryagyonigatā śubhe |
mānuṣau janayitvā tvaṃ śāpamokṣam avāpsyasi ||64||

Quell’apsara rapidamente si liberò dalla maledizione, alla quale un tempo fu detto dal venerabile: “O bella, nel tuo grembo, dopo aver generato due esseri umani sarai libera dalla maledizione.”

ततः सा जनयित्वा तौ विशस्ता मत्स्यघातिना ।
संत्यज्य मत्स्यरूपं सा दिव्यं रूपम अवाप्य च ॥६५॥
tataḥ sā janayitvā tau viśastā matsyaghātinā |
saṃtyajya matsyarūpaṃ sā divyaṃ rūpam avāpya ca ||65||

Quindi dopo aver generato quei due, dissezionata dal pescatore, abbandonò l’aspetto del pesce e assunse una forma luminosa,

Storia di Satyavati

सिद्धर्षिचारणपथं जगामाथ वराप्सराः ।
या कन्या दुहिता तस्या मत्स्या मत्स्यसगन्धिनी ॥६६॥
siddharṣicāraṇapathaṃ jagāmātha varāpsarāḥ |
yā kanyā duhitā tasyā matsyā matsyasagandhinī ||66||

L’eccellente apsara si alzò, quindi percorse il sentiero Siddha14, dei Rishi e dei Charana. La puzzolente figlia del pesce puzzava di pesce.

राज्ञा दत्ताथ दाशाय इयं तव भवत्व इति ।
रूपसत्त्वसमायुक्ता सर्वैः समुदिता गुणैः ॥६७॥
rājñā dattātha dāśāya iyaṃ tava bhavatv iti |
rūpasattvasamāyuktā sarvaiḥ samuditā guṇaiḥ ||67||

Fu poi data dal re al pescatore, dicendo: “Questa tienila tu.” Era dotata di grande bellezza e di ogni qualità.

सा तु सत्यवती नाम मत्स्यघात्य अभिसंश्रयात ।
आसीन मत्स्यसगन्धैव कं चित कालं शुचिस्मिता ॥६८॥
sā tu satyavatī nāma matsyaghāty abhisaṃśrayāt |
āsīn matsyasagandhaiva kaṃ cit kālaṃ śucismitā ||68||

Si chiamava Satyavati e viveva con il pescatore. Lei dal bel sorriso, un giorno, con la sua puzza di pesce,

शुश्रूषार्थं पितुर नावं तां तु वाहयतीं जले ।
तीर्थयात्रां परिक्रामन्न अपश्यद वै पराशरः ॥६९॥
śuśrūṣārthaṃ pitur nāvaṃ tāṃ tu vāhayatīṃ jale |
tīrthayātrāṃ parikrāmann apaśyad vai parāśaraḥ ||69||

desiderando servire il padre, una conduceva barca nell’acqua, quando fu vista da Parashara che andava in pellegrinaggio.

Nascita del Dvaipayana

अतीव रूपसंपन्नां सिद्धानाम अपि काङ्क्षिताम ।
दृष्ट्वैव च स तान धीमांश चकमे चारुदर्शनाम ॥७०॥
atīva rūpasaṃpannāṃ siddhānām api kāṅkṣitām |
dṛṣṭvaiva ca sa tān dhīmāṃś cakame cārudarśanām ||70||

Era estremamente bella, oggetto di desiderio anche per un Siddha. Non appena il saggio la vide si invaghì di quella bella fanciulla.

विद्वांस तां वासवीं कन्यां कार्यवान मुनिपुंगवः ।
साब्रवीत पश्य भगवन पारावारे ऋषीन सथितान ॥७१॥
vidvāṃs tāṃ vāsavīṃ kanyāṃ kāryavān munipuṃgavaḥ |
sābravīt paśya bhagavan pārāvāre ṛṣīn sthitān ||71||

Quel sapiente toro tra i muni voleva far sua la figlia di Vasu, ella gli disse: “O venerabile, guarda quei rishi che stanno sulle due rive,

आवयॊर दृश्यतॊर एभिः कथं नु सयां समागमः ।
एवं तयॊक्तॊ भगवान नीहारम असृजत परभुः ॥७२॥
āvayor dṛśyator ebhiḥ kathaṃ nu syāṃ samāgamaḥ |
evaṃ tayokto bhagavān nīhāram asṛjat prabhuḥ ||72||

noi siamo sotto il loro lo sguardo, com’è possibile il coito?” Così da lei apostrofato il venerabile, il potente, creava una nebbia,

येन देशः स सर्वस तु तमॊ भूत इवाभवत ।
दृष्ट्वा सृष्टं तु नीहारं ततस तं परमर्षिणा ॥७३॥
yena deśaḥ sa sarvas tu tamo bhūta ivābhavat |
dṛṣṭvā sṛṣṭaṃ tu nīhāraṃ tatas taṃ paramarṣiṇā ||73||

dalla quale l’intero luogo era come fosse coperto dalle tenebre. Allora vedendo quella nebbia creata dal supremo rishi,

विस्मिता चाब्रवीत कन्या वरीडिता च मनस्विनी ।
विद्धि मां भगवन कन्यां सदा पितृवशानुगाम ॥७४॥
vismitā cābravīt kanyā vrīḍitā ca manasvinī |
viddhi māṃ bhagavan kanyāṃ sadā pitṛvaśānugām ||74||

stupita diceva con vergogna quella saggia fanciulla: “Sappi o venerabile che io sono una vergine sempre obbediente al padre,

तवत संयॊगाच च दुष्येत कन्या भावॊ ममानघ ।
कन्यात्वे दूषिते चापि कथं शक्ष्ये दविजॊत्तम ॥७५॥
tvat saṃyogāc ca duṣyeta kanyā bhāvo mamānagha |
kanyātve dūṣite cāpi kathaṃ śakṣye dvijottama ||75||

e unendomi con te la mia verginità verrebbe meno, o senza macchia, e perduta la verginità come posso o migliore dei dvija,

गन्तुं गृहं गृहे चाहं धीमन न सथातुम उत्सहे ।
एतत संचिन्त्य भगवन विधत्स्व यद अनन्तरम ॥७६॥
gantuṃ gṛhaṃ gṛhe cāhaṃ dhīman na sthātum utsahe |
etat saṃcintya bhagavan vidhatsva yad anantaram ||76||

tornare a casa? O saggio, se penso a questo io non posso tornare in quella casa, o venerabile, rispetta quello che è proibito.”

एवम उक्तवतीं तां तु परीतिमान ऋषिसत्तमः ।
उवाच मत्प्रियं कृत्वा कन्यैव तवं भविष्यसि ॥७७॥
evam uktavatīṃ tāṃ tu prītimān ṛṣisattamaḥ |
uvāca matpriyaṃ kṛtvā kanyaiva tvaṃ bhaviṣyasi ||77||

Quel supremo rishi, compiaciuto a lei diceva: “Compiuto il mio piacere tu ritornerai vergine,

वृणीष्व च वरं भीरु यं तवम इच्छसि भामिनि ।
वृथा हिन परसादॊ मे भूतपूर्वः शुचिस्मिते ॥७८॥
vṛṇīṣva ca varaṃ bhīru yaṃ tvam icchasi bhāmini |
vṛthā hina prasādo me bhūtapūrvaḥ śucismite ||78||

o timida, o bella, o bel-sorriso, scegli dunque una grazia, quella che tu desideri, il mio favore non fu mai infruttuoso.”

एवम उक्ता वरं वव्रे गात्रसौगन्ध्यम उत्तमम ।
स चास्यै भगवान परादान मनसः काङ्क्षितं परभुः ॥७९॥
evam uktā varaṃ vavre gātrasaugandhyam uttamam |
sa cāsyai bhagavān prādān manasaḥ kāṅkṣitaṃ prabhuḥ ||79||

Udite quelle parole ella scelse la grazia di aver dalle membra un supremo profumo, e a lei il potente concedeva quanto ella aveva in mente.

ततॊ लब्धवरा परीता सत्रीभावगुणभूषिता ।
जगाम सह संसर्गम ऋषिणाद्भुत कर्मणा ॥८०॥
tato labdhavarā prītā strībhāvaguṇabhūṣitā |
jagāma saha saṃsargam ṛṣiṇādbhuta karmaṇā ||80||

Dopo aver ottenuto la grazia, adornata di tutte le qualità femminili, si univa con quel rishi dal meraviglioso agire.

तेन गन्धवतीत्य एव नामास्याः परथितं भुवि ।
ततॊ यॊजनगन्धेति तस्या नाम परिश्रुतम ॥८१॥
tena gandhavatīty eva nāmāsyāḥ prathitaṃ bhuvi |
tato yojanagandheti tasyā nāma pariśrutam ||81||

Quindi fu conosciuta sulla Terra col nome di Gandhavati (la profumata) e gli uomini potevano percepire il profumo, da uno yojana15 di distanza.

पराशरॊ ऽपि भगवाञ जगाम सवं निवेशनम ।
इति सत्यवती हृष्टा लब्ध्वा वरम अनुत्तमम ॥८२॥
parāśaro ‘pi bhagavāñ jagāma svaṃ niveśanam |
iti satyavatī hṛṣṭā labdhvā varam anuttamam ||82||

Quindi il venerabile Parashara tornava alla sua magione così Satyavati contenta per aver ottenuto quella suprema grazia.

पराशरेण संयुक्ता सद्यॊ गर्भं सुषाव सा ।
जज्ञे च यमुना दवीपे पाराशर्यः सवीर्यवान ॥८३॥
parāśareṇa saṃyuktā sadyo garbhaṃ suṣāva sā |
jajñe ca yamunā dvīpe pārāśaryaḥ savīryavān ||83||

Congiuntasi con Parashara, nello stesso giorno partoriva un bimbo, e su un’isola della Yamuna nacque il valoroso figlio di Parashara.

स मातरम उपस्थाय तपस्य एव मनॊ दधे ।
समृतॊ ऽहं दर्शयिष्यामि कृत्येष्व इति च सॊ ऽबरवीत ॥८४॥
sa mātaram upasthāya tapasy eva mano dadhe |
smṛto ‘haṃ darśayiṣyāmi kṛtyeṣv iti ca so ‘bravīt ||84||

Egli stando vicino alla madre, poneva dunque mente al tapas, e diceva: “se tu mi penserai per qualche motivo, io mi mostrerò.” Questo egli disse.

एवं दवैपायनॊ जज्ञे सत्यवत्यां पराशरात ।
दवीपे नयस्तः स यद बालस तस्माद दवैपायनॊ ऽभवत ॥८५॥
evaṃ dvaipāyano jajñe satyavatyāṃ parāśarāt |
dvīpe nyastaḥ sa yad bālas tasmād dvaipāyano ‘bhavat ||85||

Così il Dvaipayana nacque nel grembo di Satyavati attraverso Parashara e per essere stato lasciato fanciullo su un’isola per questo fu chiamato il Dvaipayana.

पादापसारिणं धर्मं विद्वान स तु युगे युगे ।
आयुः शक्तिं च मर्त्यानां युगानुगम अवेक्ष्य च ॥८६॥
pādāpasāriṇaṃ dharmaṃ vidvān sa tu yuge yuge |
āyuḥ śaktiṃ ca martyānāṃ yugānugam avekṣya ca ||86||

E sapendo che il dharma diminuisce di un piede di yuga in yuga, e scorgendo che la vita e il potere dei mortali segue lo yuga,

बरह्मणॊ बराह्मणानां च तथानुग्रह काम्यया ।
विव्यास वेदान यस्माच च तस्माद वयास इति समृतः ॥८७॥
brahmaṇo brāhmaṇānāṃ ca tathānugraha kāmyayā |
vivyāsa vedān yasmāc ca tasmād vyāsa iti smṛtaḥ ||87||

per desiderio di innalzare Brahma e i brahmana, mise in ordine i Veda e per questo motivo fu chiamato Vyasa.

वेदान अध्यापयाम आस महाभारत पञ्चमान ।
सुमन्तुं जैमिनिं पैलं शुकं चैव सवम आत्मजम ॥८८॥
vedān adhyāpayām āsa mahābhārata pañcamān |
sumantuṃ jaiminiṃ pailaṃ śukaṃ caiva svam ātmajam ||88||

Insegnò i veda e il Mahabharata come quinto a Sumantu, Jaimini, Paila e a Shuka suo legittimo figlio,

परभुर वरिष्ठॊ वरदॊ वैशम्पायनम एव च ।
संहितास तैः पृथक्त्वेन भारतस्य परकाशिताः ॥८९॥
prabhur variṣṭho varado vaiśampāyanam eva ca |
saṃhitās taiḥ pṛthaktvena bhāratasya prakāśitāḥ ||89||

e a Vaishampayana, a quel potente eccellentissimo benefattore, e a loro separatamente insegnava la compilazione del Bharata.

Nascita di alcuni importanti personaggi

तथा भीष्मः शांतनवॊ गङ्गायाम अमितद्युतिः ।
वसु वीर्यात समभवन महावीर्यॊ महायशाः ॥९०॥
tathā bhīṣmaḥ śāṃtanavo gaṅgāyām amitadyutiḥ |
vasu vīryāt samabhavan mahāvīryo mahāyaśāḥ ||90||

In seguito, Bhishma dall’infinito splendore, figlio di Shamtanu e di Ganga (Gange), per la forza dei Vasu nasceva quel valorosissimo dalla grande gloria,

शूले परॊतः पुराणर्षिर अचॊरश चॊरशङ्कया ।
अणी माण्डव्य इति वै विख्यातः सुमहायशाः ॥९१॥
śūle protaḥ purāṇarṣir acoraś coraśaṅkayā |
aṇī māṇḍavya iti vai vikhyātaḥ sumahāyaśāḥ ||91||

Un antico rishi, molto famoso conosciuto come Animandavya, sebbene innocente, fu accusato di furto e impalato.

स धर्मम आहूय पुरा महर्षिर इदम उक्तवान ।
इषीकया मया बाल्याद एका विद्धा शकुन्तिका ॥९२॥
sa dharmam āhūya purā maharṣir idam uktavān |
iṣīkayā mayā bālyād ekā viddhā śakuntikā ||92||

Allora il grande rishi rivolgendosi a Dharma disse: “Nella mia infanzia con un filo d’erba ho trafitto un insetto.

तत किल्बिषं समरे धर्मनान्यत पापम अहं समरे ।
तन मे सहस्रसमितं कस्मान नेहाजयत तपः ॥९३॥
tat kilbiṣaṃ smare dharmanānyat pāpam ahaṃ smare |
tan me sahasrasamitaṃ kasmān nehājayat tapaḥ ||93||

O Dharma, ho il ricordo questa colpa, ma non ricordo altre colpe, poiché il mio abbondante tapas non mi ha salvato

गरीयान बराह्मणवधः सर्वभूतवधाद यतः ।
तस्मात तवं किल्बिषाद अस्माच छूद्र यॊनौ जनिष्यसि ॥९४॥
garīyān brāhmaṇavadhaḥ sarvabhūtavadhād yataḥ |
tasmāt tvaṃ kilbiṣād asmāc chūdra yonau janiṣyasi ||94||

stai uccidendo un brahmana e questa è la colpa più atroce e per questa colpa rinascerai nel ventre di una shudra.”

तेन शापेन धर्मॊ ऽपि शूद्रयॊनाव अजायत ।
विद्वान विदुर रूपेण धार्मी तनुर अकिल्बिषी ॥९५॥
tena śāpena dharmo ‘pi śūdrayonāv ajāyata |
vidvān vidura rūpeṇa dhārmī tanur akilbiṣī ||95||

Per quella maledizione, Dharma nasceva nel ventre di una shudra, con il corpo del dotto Vidura, sottile, senza colpe e giusto.

संजयॊ मुनिकल्पस तु जज्ञे सूतॊ गवल्गणात ।
सूर्याच च कुन्ति कन्यायां जज्ञे कर्णॊ महारथः ॥९६॥
saṃjayo munikalpas tu jajñe sūto gavalgaṇāt |
sūryāc ca kunti kanyāyāṃ jajñe karṇo mahārathaḥ ||96||

Il suta Samjaya, simile ad un muni nacque da Gavalgana, Karna il grande guerriero nacque da Surya nel grembo della vergine Kunti.

Nascita di Krishna

सहजं कवचं विभ्रत कुण्डलॊद्द्यॊतिताननः ।
अनुग्रहार्थं लॊकानां विष्णुर लॊकनमस्कृतः ॥९७॥
sahajaṃ kavacaṃ vibhrat kuṇḍaloddyotitānanaḥ |
anugrahārthaṃ lokānāṃ viṣṇur lokanamaskṛtaḥ ||97||

Nasceva indossando una corazza e adornato di brillanti orecchini. Vishnu onorato nel mondo, per il mantenimento dei mondi

वसुदेवात तु देवक्यां परादुर्भूतॊ महायशाः ।
अनादि निधनॊ देवः स कर्ता जगतः परभुः ॥९८॥
vasudevāt tu devakyāṃ prādurbhūto mahāyaśāḥ |
anādi nidhano devaḥ sa kartā jagataḥ prabhuḥ ||98||

nasceva da Vasudeva nel grembo di Devaki, così venne al mondo quel glorioso deva, eterno, creatore e signore dell’universo.

अव्यक्तम अक्षरं बरह्म परधानं निर्गुणात्मकम ।
आत्मानम अव्ययं चैव परकृतिं परभवं परम ॥९९॥
avyaktam akṣaraṃ brahma pradhānaṃ nirguṇātmakam |
ātmānam avyayaṃ caiva prakṛtiṃ prabhavaṃ param ||99||

L’immanifesto imperituro brahman, il supremo, per natura senza epiteti, l’eterna anima, l’origine, il supremo inizio.

पुरुषं विश्वकर्माणं सत्त्वयॊगं धरुवाक्षरम ।
अनन्तम अचलं देवं हंसं नारायणं परभुम ॥१००॥
puruṣaṃ viśvakarmāṇaṃ sattvayogaṃ dhruvākṣaram |
anantam acalaṃ devaṃ haṃsaṃ nārāyaṇaṃ prabhum ||100||

Egli è il purusha che tutto crea, il puro sattva, la sillaba eterna, l’infinito, l’immutabile deva, lo spirito universale, il potente Narayana,

धातारम अजरं नित्यं तम आहुः परम अव्ययम ।
पुरुषः स विभुः कर्ता सर्वभूतपितामहः ॥१०१॥
dhātāram ajaraṃ nityaṃ tam āhuḥ param avyayam |
puruṣaḥ sa vibhuḥ kartā sarvabhūtapitāmahaḥ ||101||

lo chiamano il reggitore sempre giovane, il supremo inalterabile, il purusha potente, il creatore, il progenitore di tutti gli esseri.

धर्मसंवर्धनार्थाय परजज्ञे ऽनधकवृष्णिषु ।
अस्त्रज्ञौ तु महावीर्यौ सर्वशस्त्रविशारदौ ॥१०२॥
dharmasaṃvardhanārthāya prajajñe ‘ndhakavṛṣṇiṣu |
astrajñau tu mahāvīryau sarvaśastraviśāradau ||102||

Allo scopo di sostenere il dharma nacque tra gli Andhaka e i Vrishni. I due eroi, sapienti nelle armi, esperti di ogni lama.

सात्यकिः कृतवर्मा च नारायणम अनुव्रतौ ।
सत्यकाद धृदिकाच चैव जज्ञाते ऽसत्रविशारदौ ॥१०३॥
sātyakiḥ kṛtavarmā ca nārāyaṇam anuvratau |
satyakād dhṛdikāc caiva jajñāte ‘straviśāradau ||103||

Poi vennero Satyaki e Kritavarma, seguirono Narayana, e da Satyaka e da Hridika nacquero quei due valenti nelle armi.

भरद्वाजस्य च सकन्नं दरॊण्यां शुक्रम अवर्धत ।
महर्षेर उग्रतपसस तस्माद दरॊणॊ वयजायत ॥१०४॥
bharadvājasya ca skannaṃ droṇyāṃ śukram avardhata |
maharṣer ugratapasas tasmād droṇo vyajāyata ||104||

Ed emesso in una tinozza, felicemente crebbe il seme di Bharadvaja, il grande rishi dall’aspro tapas e da questo nacque Drona.

गौतमान मिथुनं जज्ञे शरस्तम्बाच छरद्वतः ।
अश्वत्थाम्नश च जननी कृपश चैव महाबलः ॥१०५॥
gautamān mithunaṃ jajñe śarastambāc charadvataḥ |
aśvatthāmnaś ca jananī kṛpaś caiva mahābalaḥ ||105||

In un cespuglio di canne, dal gautama Sharadvat nacque una coppia, la madre di Asvatthsman e il fortissimo Kripa.

अश्वत्थामा ततॊ जज्ञे दरॊणाद अस्त्रभृतां वरः ।
तथैव धृष्टद्युम्नॊ ऽपि साक्षाद अग्निसमद्युतिः ॥१०६॥
tathaiva dhṛṣṭadyumno ‘pi sākṣād agnisamadyutiḥ |
aśvatthāmā tato jajñe droṇād astrabhṛtāṃ varaḥ ||106||

E Ashvatthaman il migliore degli armati, quindi nacque da Drona, e anche Dhrishtadyumna in persona e dello stesso splendore del fuoco.

वैताने कर्मणि तते पावकात समजायत ।
वीरॊ दरॊण विनाशाय धनुषा सह वीर्यवान ॥१०७॥
vaitāne karmaṇi tate pāvakāt samajāyata |
vīro droṇa vināśāya dhanuṣā saha vīryavān ||107||

Nel compiere il rito dei tre fuochi, dal fuoco l’eroe sorse col suo arco, per compiere la distruzione di quel potente di Drona.

तथैव वेद्यां कृष्णापि जज्ञे तेजस्विनी शुभा ।
विभ्राजमाना वपुषा बिभ्रती रूपम उत्तमम ॥१०८॥
tathaiva vedyāṃ kṛṣṇāpi jajñe tejasvinī śubhā |
vibhrājamānā vapuṣā bibhratī rūpam uttamam ||108||

E inoltre dalla vedi16 pure Krishna nacque, splendida e bellissima, luminosa e con un corpo di suprema bellezza.

परह्राद शिष्यॊ नग्नजित सुबलश चाभवत ततः ।
तस्य परजा धर्महन्त्री जज्ञे देव परकॊपनात ॥१०९॥
prahrāda śiṣyo nagnajit subalaś cābhavat tataḥ |
tasya prajā dharmahantrī jajñe deva prakopanāt ||109||

Nagnajit il discepolo di Prahrada nacque come Subala, suo figlio il distruttore del dharma nacque per l’irritazione dei deva.

गान्धारराजपुत्रॊ ऽभूच छकुनिः सौबलस तथा ।
दुर्यॊधनस्य माता च जज्ञाते ऽरथविदाव उभौ ॥११०॥
gāndhārarājaputro ‘bhūc chakuniḥ saubalas tathā |
duryodhanasya mātā ca jajñāte ‘rthavidāv ubhau ||110||

Era figlio del re dei Gandhara il saubala Shakuni, così la madre di Duryodhana, nacquero entrambi esperti nell’artha.

कृष्णद्वैपायनाज जज्ञे धृतराष्ट्रॊ जनेश्वरः ।
कषेत्रे विचित्रवीर्यस्य पाण्डुश चैव महाबलः ॥१११॥
kṛṣṇadvaipāyanāj jajñe dhṛtarāṣṭro janeśvaraḥ |
kṣetre vicitravīryasya pāṇḍuś caiva mahābalaḥ ||111||

Da Krishna il Dvaipayana nacque Dhritarashtra, signore di genti nel campo di Vicitravirya e anche il fortissimo Pandu.

पाण्डॊस तु जज्ञिरे पञ्च पुत्रा देवसमाः पृथक ।
दवयॊः सत्रियॊर गुणज्येष्ठस तेषाम आसीद युधिष्ठिरः ॥११२॥
pāṇḍos tu jajñire pañca putrā devasamāḥ pṛthak |
dvayoḥ striyor guṇajyeṣṭhas teṣām āsīd yudhiṣṭhiraḥ ||112||

Da Pandu, attraverso le sue due donne nacquero cinque figli, ciascuno simile a un deva e di essi il maggiore era Yudhishthira.

धर्माद युधिष्ठिरॊ जज्ञे मारुतात तु वृकॊदरः ।
इन्द्राद धनंजयः शरीमान सर्वशस्त्रभृतां वरः ॥११३॥
dharmād yudhiṣṭhiro jajñe mārutāt tu vṛkodaraḥ |
indrād dhanaṃjayaḥ śrīmān sarvaśastrabhṛtāṃ varaḥ ||113||

Da dharma nacque Yudhishthira, da Marut17 invece Vrikodara, da Indra il glorioso Dhananjaya il migliore di tutti gli armati.

जज्ञाते रूपसंपन्नाव अश्विभ्यां तु यमाव उभौ ।
नकुलः सहदेवश च गुरुशुश्रूषणे रतौ ॥११४॥
jajñāte rūpasaṃpannāv aśvibhyāṃ tu yamāv ubhau |
nakulaḥ sahadevaś ca guruśuśrūṣaṇe ratau ||114||

E dagli Ashvini nacquero i due gemelli Nakula e Sahadeva, entrambi bellissimi e felici di obbedire al primogenito.

तथा पुत्रशतं जज्ञे धृतराष्ट्रस्य धीमतः ।
दुर्यॊधनप्रभृतयॊ युयुत्सुः करणस तथा ॥११५॥
tathā putraśataṃ jajñe dhṛtarāṣṭrasya dhīmataḥ |
duryodhanaprabhṛtayo yuyutsuḥ karaṇas tathā ||115||

E quindi nacquero i cento figli del saggio Dhritarashtra a cominciare da Duryodhana, e inoltre Yuyutsu nato da una Vaishya.

अभिमन्युः सुभद्रायाम अर्जुनाद अभ्यजायत ।
सवस्तीयॊ वासुदेवस्य पौत्रः पाण्डॊर महात्मनः ॥११६॥
abhimanyuḥ subhadrāyām arjunād abhyajāyata |
svastīyo vāsudevasya pautraḥ pāṇḍor mahātmanaḥ ||116||

Quindi Abhimanyu nasceva da Arjuna nel grembo di Subhadra, figlio dunque della sorella di Vasudeva e nipote del mahatma Pandu.

पाण्डवेभ्यॊ ऽपि पञ्चभ्यः कृष्णायां पञ्च जज्ञिरे ।
कुमारा रूपसंपन्नाः सर्वशस्त्रविशारदाः ॥११७॥
pāṇḍavebhyo ‘pi pañcabhyaḥ kṛṣṇāyāṃ pañca jajñire |
kumārā rūpasaṃpannāḥ sarvaśastraviśāradāḥ ||117||

E anche dai pandava nascevano cinque nel grembo di Krishna, principini bellissimi, esperti in tutte le armi.

परतिविन्ध्यॊ युधिष्ठिरात सुत सॊमॊ वृकॊदरात ।
अर्जुनाच छरुत कीर्तिस तु शतानीकस तु नाकुलिः ॥११८॥
prativindhyo yudhiṣṭhirāt suta somo vṛkodarāt |
arjunāc chruta kīrtis tu śatānīkas tu nākuliḥ ||118||

Prativindhya da Yudhishthira, Sutasoma da Vrikodara, Shrutakirti da Arjuna, Shatanika di Nakula era il figlio.

तथैव सहदेवाच च शरुतसेनः परतापवान ।
हिडिम्बायां च भीमेन वने जज्ञे घटॊत्कचः ॥११९॥
tathaiva sahadevāc ca śrutasenaḥ pratāpavān |
hiḍimbāyāṃ ca bhīmena vane jajñe ghaṭotkacaḥ ||119||

E infine da Sahadeva naque Shrutasena il potentissimo, nella foresta da Bhima nel grembo di Hidimba nacque Ghatotkaca.

शिखण्डी दरुपदाज जज्ञे कन्या पुत्रत्वम आगता ।
यां यक्षः पुरुषं चक्रे सथूणः परियचिकीर्षया ॥१२०॥
śikhaṇḍī drupadāj jajñe kanyā putratvam āgatā |
yāṃ yakṣaḥ puruṣaṃ cakre sthūṇaḥ priyacikīrṣayā ||120||

E Shikhandin nacque fanciulla da Drupada e divenne maschio, la rese maschio lo yaksha Sthuna per desiderio di favorirla.

कुरूणां विग्रहे तस्मिन समागच्छन बहून्य अथ ।
राज्ञां शतसहस्राणि यॊत्स्यमानानि संयुगे ॥१२१॥
kurūṇāṃ vigrahe tasmin samāgacchan bahūny atha |
rājñāṃ śatasahasrāṇi yotsyamānāni saṃyuge ||121||

Nella contesa tra i Kuru, si unirono moltissimi dei re, a centinaia di migliaia, desiderosi di combattere sul campo.

तेषाम अपरिमेयानि नामधेयानि सर्वशः ।
न शक्यं परिसंख्यातुं वर्षाणाम अयुतैर अपि ।
एते तु कीर्तिता मुख्या यैर आख्यानम इदं ततम ॥१२२॥
teṣām aparimeyāni nāmadheyāni sarvaśaḥ |
na śakyaṃ parisaṃkhyātuṃ varṣāṇām ayutair api |
ete tu kīrtitā mukhyā yair ākhyānam idaṃ tatam ||122||

Di costoro essendo i loro nomi infiniti, non sono in grado di enumerarli anche in migliaia d’anni, questi sono ricordati come i principali, coloro che compirono questa vicenda.


NOTE:

1. चेडी (ceḍī) – Nome di una regione.
2. Indra temeva di essere deposto e il suo trono usurpato da Uparicharya. Questo è parte del mito astronomico della “detronizzazione degli Indra”, con riferimento al cambio di stella Polare.
3. Questo verso è fuori contesto, probabilmente è un’aggiunta. Si basa sul fatto che Indra (stella Polare) non può muoversi da solo, verrebbe a mancare il perno attorno al quale tutte le stelle (deva) si muovono.
4. Per i re, il bastone (danda) è lo scettro che simboleggia la giustizia attraverso la punizione dei disonesti.
5. Qui una chiara rappresentazione di quello che sta sopra (il nord celeste), la stella Polare (perno) con la sua ghirlanda di stelle. Indra sta in cielo, quindi possiede un carro volante (vimana), per meglio simularlo in Terra, ad Uparicharya viene regalato un luminoso vimana di cristallo.
6. पिटक (piṭaka) – Barleria Prionitis è un arbusto (dal fiore giallo) della famiglia delle Acanthaceae.
7. Dopo un anno, all’inizio di ogni anno, all’entrata nell’emisfero nord del Sole (Equinozio di primavera), luogo che è dimora dei deva con Indra in testa, viene eretto il palo adornato di ghirlande, pure i re indossano una ghirlanda a imitazione di Indra, la Polare circondata da stelle.
8. Uparicharya è chiamato “vasu”, queste sono le divinità che presiedono le otto direzioni. Questo è un altro elemento a favore del mito astronomico.
9. मागध (māgadha) – Una famosa regione dell’antica India.
10. मणिवाहन (maṇivāhana) – Veicolo di ricchezze.
11. कोलाहल (kolāhala) – Al letterale “Un rumore forte e confuso”, qui il nome di un monte.
12. शुक्तिमती (śuktimatī) – Il nome di un fiume che scorreva a Cedi.
13. मत्स्य (matsya) – Una varietà di pesce.
14. सिद्ध (siddha) – Al letterale significa “compiere il proprio scopo”, qui sembra essere una classe di deva.
15. Fino a 14 chilometri di distanza.
16. वेदी (vedī) – Dalla moglie di Brahma??? Forse dall’altare del fuoco???
17. मरुत् (marut) – il Vento, un gruppo di deva che presiedono la tempesta.

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